Long Range

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Ormai da diversi anni pratichiamo tutti o quasi una pesca a lunga distanza.

Tale tecnica ci permette di arrivare sicuramente dove nuotano le nostre amate senza problemi.

Nel corso degli ultimi anni il long range, essendo una tecnica invasiva se attuata nel modo sbagliato, ha subito parecchie limitazioni a seconda dello specchio d’acqua.

Quando pratichiamo il long range usiamo la test e disturbiamo il meno possibile gli altri pescatori e tutte le persone presenti sullo specchio d’acqua.

Siamo carpisti e non i padroni del lago.

Vediamo l’attrezzatura più idonea per praticare long range:

IL MULINELLO:

gioca un ruolo fondamentale nel long range, dobbiamo arrivare il prima possibile sopra la preda e quindi avvolgere molto filo con il minimo sforzo, così da tenere la lenza sempre in tensione. Recupero veloce, potenza e robustezza sono obbligatori per un attrezzo dedicato alla lunga distanza. La bobina deve contenere almeno 500-600 mt di treccia.

LA CANNA:

è la prolunga del nostro braccio, trasmette emozioni e ci fa capire le intenzioni del pesce.

Il connubio perfetto sono le canne parabolico-progressive: uniscono l’azione di punta e progressiva.

A mio modo di vedere, nessuna delle due (punta e parabolica) soddisfa a pieno le nostre esigenze; una troppo rigida e l’altra troppo morbida.

L’azione di punta è indicata solamente in fase di ferrata e per trattenere il pesce nel caso peschiamo nei pressi di ostacoli.

L’azione parabolica essendo molto morbida ci aiuta ad attutire le fughe quando la preda è sotto la nostra barca, ma nel momento della ferrata e nel caso dovessimo forzare il pesce avremmo sicuramente dei problemi.

L’azione parabolico-progressivo racchiude i pregi di una e dell’altra!

Utilizziamo canne da 12 piedi se non siamo troppo alti di statura oppure da 13 piedi se lo siamo.

La canna perfetta e che personalmente utilizzo è la 12,6 piedi: a mio parere la migliore per questa tecnica.

Test curve di almeno 3lb per arrivare a 3.5 lb dove necessario causa ostacoli sommersi ecc. ecc.

L’anellatura in sic è quella più indicata, molto resistente all’abrasione, fondamentale se utilizziamo la treccia.

Evitiamo tutti gli altri tipi di anellatura.

LENZA E TERMINALE:

pescando oltre i 150 mt utilizziamo la treccia, essendo priva di elasticità ci avvertirà immediatamente della partenza e possiamo pescare in tranquillità anche oltre i 330 mt da riva.

Utilizziamo shock leader molto robusti minimo 30-35 lb in treccia oppure minimo 0,50-0,60mm in nylon.

Piombo mai sotto i 150 gr altrimenti il terminale non resterà in posizione lungo.

Terminali molto robusti, i combattimenti dalla barca possono durare parecchio.

Ricordiamoci che dopo la partenza, a volte impiegheremo qualche minuto prima di arrivare sopra la preda con la nostra barca e quindi il nostro terminale avrà tuto il tempo di sfregare contro le rocce e ostacoli di vario tipo, sono da preferire i trecciati ricoperti.

Ami robusti e resistenti che garantiscono un’ottima tenuta, la trazione nelle prime fasii a causa della distanza tra noi e il pesce sarà molto forte.

IN BARCA:

evitiamo imbarcazioni di piccole dimensioni e non idonee a questo tipo di pesca.

Le condizioni climatiche, soprattutto nei grandi bacini, (tipo Bolsena) possono diventare molto pericolose.

Un’’imbarcazione sicura, veloce è quella che farà al caso nostro.

Utilizziamo motori possibilmente elettrici con buone prestazioni (minimo 40 lb) facciamo attenzione nell’organizzare al meglio l’imbarcazione, fissiamo per bene la batteria del motore per evitare sbilanciamenti della barca.

La notte in barca deve essere tutto organizzato al meglio, ogni errore potrà costarci caro.

Giubbino di salvataggio sempre e comunque!!!

Canne alte fino al cielo e buona fortuna.

Autore Matteo Trapolari



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