Starbaits e Traversoni fanno boom a Rainbow Lake

Condividi


Alle porte del ParadisoRainbow Lake. Il lago dell’arcobaleno. Già il nome evoca un luogo da maglia iridata, da campionato del mondo. La fama supera anche quella dimensione. E finalmente, anche per me, giunge l’ora!

Pronti, via. Si parte. Destinazione Hostens, Bordeaux. Rainbow Lake, detto anche Curton. La compagnia è quella giusta: il navigato Marco Carlotti e il giovane emergente del panorama italianoIl Proprietario del Curton Francesco Rizzoli, che a soli 16 anni dimostra un’abilità tecnica da fare invidia ai colleghi più esperti. Un’ultima controllatina al furgone e, in men che non si dica, siamo in autostrada, con l’adrenalina a mille! Anche se il viaggio pare interminabile – il navigatore segna addirittura 1200 km alla meta -, tra racconti di pesca, scambi di opinioni e fantasie varie, magicamente ci si trova a una trentina di km dal lago. E la mia mente comincia a ripercorrere, come in un film, tutte le mie vecchie pescate in posti storici come Saint Cassien, Forèt d’Orient, Der, nella speranza di aggiungere un ricordo positivo anche questa volta.

Un angolo di lagoAl lago veniamo accolti con un caffè (chiamiamolo così: i francesi non lo sanno fare) offerto dall’affidabile Pascal (il proprietario) che, dopo le consuete procedure per la consegna della posta, ci Canne in acqualascia alla nostra avventura.
Il tempo non è per nulla buono, tanto che. per i primi giorni, ci accompagnano pioggia, grandine e vento. Dai vicini scopriamo pure, con rammarico, che il lago è bloccato da 10 giorni e non regala catture. Il morale scende, poi precipita. Finché la seconda notte il suono dei segnalatori riaccende la speranza. Marco cattura una splendida regina di oltre 21 kg e gli olandesi, della postazione accanto alla nostra, portano a guadino una specchi di 26 kg. La voce comincia a diffondersi e scopriamo con piacere che, anche in altre poste, si comincia finalmente a vedere qualche cattura.

Ma è solo l’inizio. I segnalatori suonano ancora. E’ una notte movimentata, purtroppo il  forte temporale ci limita nell’utilizzo della barca, e va a finire che perdiamo il pesce. Un duro colpo. Torno in tenda con la speranza che il tempo stia per cambiare. E’ Mario 4quello che succede. Al mattino, il vento soffia verso la nostra posta e il sole timidamente fa capolino tra le nuvole, e scalda l’aria e le nostre anime come per miracolo. Mi godo la luce del mattino, sono circondato da una natura incontaminata e baciata da sole, e così sembra ancora più bella. Sento. Ascolto. Medito. Faccio anche i conti: solo un pesce a guadino in tre giorni.

La giornata scorre silenziosa, ma la notte accade ciò che ogni carpista sogna: il segnalatore strilla, la canna si piega, la barca comincia a inseguire la preda tra gli ostacoli del lago, infine il guadino si gonfia. E non è grande, ma “big”. Un urlo di gioia, a dire la verità un po’ stonato per via dell’emozione,Mario 3 riecheggia per il lago, tanto che al rientro in posta, ad attenderci, c’è una piccola folla di pescatori. La bilancia stridula e si ferma oltre i 40 kg (starando, la sacca di pesatura è – per la precisione – 38,200 kg) tra la gioia e lo stupore generale.

Mario 2Un carpista norvegese “di casa” a Curton ci fa notare che il pesce appena catturato è Ken Dodd Fish e sancisce che è stata una cattura eccezionale.
Inutile descrivere il mio stato d’animo. La mia prima volta a Curton mi regala il mio nuovo P.B. fermo da due anni a quota 31,9 kg, si tratta del terzo pesce sopra i 30 kg e raggiungo la consapevolezza che, se lo avessi pescato d’estate, il suo peso sarebbe stato addirittura superiore ai 43 kg.

Francesco RizzoliLa notte non si dorme, ma si festeggia, si ride, si scherza e si fanno le foto.Carlotti Marco
E non è ancora finita. Perché il giorno seguente è la canna di Francesco a regalarci un’emozione. Dopo un combattimento di quaranta minuti in barca, portiamo alla pesa una specchi di oltre 17 kg.
Poi, tra un paio di rotture, una tinca e qualche abramide, la settimana giunge al termine. Siamo stracontenti, strasoddisfatti, strafelici. E dopo aver strappato a Pascal un paio di permessi per tornare a pescare, è già l’ora di metterci in marcia verso casa. Il cuore è gonfio di emozione, la mente piena di immagini, la nostalgia già invadente. E bastano  pochi km per essere colpiti dal “mal di Curton”.

ESCHE

Esche 2A Curton, le esche più che mai, devono essere di qualità eccelsa, e ringrazio la Starbaits, che ha messo aEsche mia disposizione l’intera linea Layerz.
Un’esca composta da farine di alta qualità, attrattori e aromi naturali.
Una boilie di nuova concezione, ricoperta da uno strato realizzato con lo stesso ingrediente principale di composizione, che una volta in acqua, si scioglie lasciando cadere particelle e attrattori vicino all’amo e nella zona di pasturazione creando uno spot irresistibile per le carpe.

Omino di neveKen Dodd Fish si è lasciata ingolosire ed ingannare da “un omino di neve” al Bloodworm, formato da una boilie affondante da innesco da 14 mm, sormontata da una pop up anch’essa da 14 mm di colore rosa, immersa preventivamente nel suo estratto e criticamente bilanciata, al fine di lasciare solo l’amo (misura 6), perfettamente adagiato sul fondo.
Visto i risultati che la linea bloodworm mi ha dimostrato durante i test invernali e in condizioni proibitive, regalandomi catture di esemplari abbondantemente sopra i 15 kg, posso confermare che sarà una buona alleata per le future pescate.
La linea è composta da Boilies Ready Made, Boiles da innesco, Pop Up rivestite in tre colori ( rosa, bianco, giallo) il Method, lo stick Mix e il Dips che si presenta come una sorta di “marmellata” di vermi, che una volta lanciata in acqua crea un alone nutritivo e attirante.

A disposizione per la battuta di pesca al Rainbow Lake, avevo inoltre, tutti i prodotti Kelp e Alga Spirulina sempre della linea Layerz e la linea P.P.P. (Probiotico Plum Plus) alla prugna… volete sapere la loro micidiale funzionalità?
Seguitemi su questo sito.

Testo e Foto di Mario Traversoni -www.carpmagazine.it-



Condividi

Lascia un commento