La 1º rivista digitale nata in Italia sulla tecnica del Carpfishing – 2011-2024
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Attrarre e nutrire la mia teoria

Attrarre e nutrire: la mia teoria

Attrarre e nutrire: la mia teoria

 

Attrarre e nutrire: la mia teoria

 

Questo articolo non vuole nuovamente parlare della storia delle boilies  degli ultimi cinquanta anni(se ne parla già qui) ma occorre ricordare velocemente alcuni passaggi per arrivare a spiegarvi la mia idea.

Le paste “speciali” erano popolari all’epoca parliamo degli anni ‘60. Poi per risolvere il problema del disturbo della minutaglia su queste esche troppe morbide si cominciò ad agglomerare mais, soia e semolino con le uova e a bollire il tutto, siamo già alla fine degli anni sessanta. Le versioni di cui si parlava apertamente sulla riva comprendevano non da subito, ma in seguito, anche past-baits di carne di salsiccia con uova aromatizzate al pepe nero in polvere.

L’ invenzione dell’Hair Rig: la boilie bollita divenne famosa grazie alla vera invenzione geniale: l’hair rig, un terminale tecnico riconosciuto universalmente come opera di Middleton e Maddocks, i due inventori.

Negli anni ’70 Fred Wilton e la sua teoria dell’HNV(Alto Valore Nutrizionale) per passare attraverso Rod Hutchinson che introdusse le farine di pesce, a causa anche dei prezzi delle proteine del latte che schizzarono alle stelle, per poi ancora passare a David Thorpe e Jim Gibbinson (quest’ultimo è l’inventore del line-aligner) che introdussero le farine di carne, Colin Booker e il suo partner che usavano Robin Red e altri pastoncini tecnici nelle acque del Kent nei primi anni ’80. Anni ’90 nascita del birdfish mix in Italia.

L’eterno dilemma è sempre stato uno: Nutrizione VS Attrazione. C’è chi è convinto che i pesci vanno nutriti e chi invece come Tim Richardson, il cui pensiero è molto conosciuto dal sottoscritto avendolo intervistato e avendoci collaborato, un esca deve essere super attrattiva e la sua durata in acqua non dovrebbe superare le 6 ore!!!

Bene io posso dire che come ho affermato anche in altri miei articoli che la verità non sta mai da una parte sola e che nella pesca come nella vita la risposta non è mai “Si” o “NO” ma è: Dipende!!!

Mi spiego meglio, prima di scegliere l’esca più corretta occorre capire che genere di angler siamo. Ad esempio, se si ha poco tempo da dedicare al carpfishing e ci identifichiamo nel cosiddetto “Carp Hunter itinerante” che cambia sempre tipo di acqua e spot, dovremmo concentrarci sull’ aspetto prettamente attrattivo dell’ esca.

Al contrario, se facciamo parte della categoria che pesca sempre nello stesso spot e ama capire come questo cambia nel corso dell’ anno, dovremo puntare sulla nutrizione, ma attenzione, senza tralasciare completamente l’ aspetto attrattivo.

Inoltre è importante ricordare che le carpe sono animali opportunisti e si nutrono di ciò che trovano disponibile nell’ambiente in cui vivono. In un fiume, ad esempio, le carpe possono nutrirsi di insetti, crostacei, molluschi e altri invertebrati. E’ quindi importante conoscere i cibi disponibili nella zona di pesca per scegliere le esche piu adatte.

Detto questo, veniamo finalmente alle mie personali conclusioni basate su tantissimi anni di carpfishing in acque libere, quindi procediamo per step.

Punto primo: Una boilie per essere impiegata dappertutto ed essere utilizzata da diverse tipologie di anglers deve essere efficiente sia dal punto di vista attrattivo che nutritivo quindi parleremo di esca HNV ma in chiave moderna come piace chiamarla a me.

Potreste chiedervi cosa significhi adottare un approccio moderno in questo contesto. La risposta principale è la necessità di ridurre l’ uso delle uova. Durante la cottura, le uova coagulano formando una barriera che non solo impedisce all’ esca di funzionare efficacemente, ma influisce anche pesantemente sulla sua digeribilità. È fondamentale comprendere queste due implicazioni. Per avere un’idea pratica, provate a mangiare voi stessi 4-5 uova e poi valutate se vi sentite appesantiti o leggeri come una libellula. Questo esperimento vi aiuterà a capire l’effetto sul sistema digestivo.

Secondo punto: occorre evitare preferibilmente qualsiasi forma di carboidrato anche se sono nella loro forma precotta, questo perché dobbiamo ricordare che nell’ ambiente acquatico la maggior parte dell’alimento naturale presente è a base di proteine e grassi, mentre i carboidrati sono davvero in minima quantità. La carpa essendo un animale in continua evoluzione ha imparato negli anni a trasformare le proteine in forma di energia pronta all’uso, quindi anche se in grado di assimilare i carboidrati, non sono proprio l’ alimento ideale per lei e fa fatica a gestirli.

Terzo punto: noi carpisti abbiamo fatto dell’etica un aspetto da mettere al primo posto, occorre però anche dimostrarlo con i fatti. Gli studi scientifici hanno dimostrato che l’ utilizzo di boilies nutritive può aumentare la crescita delle carpe, migliorare il loro sistema immunitario, riparare i tessuti ed aumentare la riproduzione. Tenete a mente questa ultima affermazione quando decidete di comprare delle esche da carpa e non scegliete le boilies basandovi solamente sul costo al kg!!!

Quarto punto: il prebaiting va fatto con intelligenza e responsabilità, nel corso degli anni ho visto carpisti gettare in acqua ingenti quantità di boilies a base di sfarinati e birdfood e mattoni di polenta al fine di riuscire a catturare di più, pensando che, di più sia sempre meglio di poco. Purtroppo l’unica cosa che hanno prodotto questi comportamenti irresponsabili è quello di creare scompensi nella salute delle carpe ed eutrofizzare gli ambienti acquatici, come se non ci fossero già altri problemi che affliggono le nostre acque.

Quinto punto: sceglieremo ingredienti evoluti come la farina di piselli gialli( con la quale è possibile sostituire le farine di pesce, le whey protein e  il blood plasma, quest’ultimo è un ingrediente dalle eccellenti qualità sia in termini di attrazione/nutrizione che dal punto di vista prettamente meccanico, in base a quanto ne useremo regoleremo la durata dell’esca in acqua, inoltre è altamente solubile anche in acqua fredda.

Farina di semi di zucca tostati Pumpkin Seed Protein flour, toasted (extra fine) 55%dall’aroma nocciolato, molto digeribile poichè tostata, quindi meno grassa e più economica della classica farina di arachide tanto mitizzata negli anni con il suo Nutty mix. Inoltre questa farina ha anche buone doti di binder(aiuta a legare meglio gli altri ingredienti facenti parte del mix). Farina di insetti e vermi come quelle descritte in questo mio altro articolo qui.

Insomma oggi ci sono fonti ed ingredienti diversi per fortuna, quindi cercate di uscire dai soliti e vecchi schemi di pensiero e provate a percorrere nuove strade.

Sesto punto: L’aspetto attrattivo deve puntare su sostanze presenti soprattutto all’esterno dell’esca in dosi potenti soprattutto se si pesca in corrente, questo non perché la carpa possa avvertirla da kilometri, non stiamo parlando di squali, ma solo perché se dovesse passarci vicino sarà sicuramente attratta ad avvicinarsi al nostro innesco e se tutto andrà per il meglio passerà alla fase della degustazione. Questo è l’aspetto principale che caratterizza il termine “Attrazione”, ossia portare i pesci dove è presente il nostro innesco.

La nostra esca entrerà all’interno della bocca, fase quest’ultima che dura davvero pochi secondi e che possiamo avvertirla con il classico singolo “bip” del nostro avvisatore prima che si trasformi (se non espulsa) in una classica partenza segno che il nostro intero rig ha vinto la diffidenza della nostra carpa ed è stato aspirato trai i suoi denti faringei.

Queste sostanze con le quali trattare le esche esternamente sono gli aminoacidi ma quelli giusti di cui ho già parlato qui in un mio articolo facente parte della sezione protetta presente su questo sito. Ricordiamoci che alcuni di loro sono avvertibili dal sistema olfattivo mentre altri solo da quello gustativo. Inoltre alcuni sono attrattivi, altri possono addirittura creare repulsione ed allontanare il pesce ed ancora esistono alcuni più solubili in acqua fredda ed altri meno. Esistono dei composti adatti alla temperatura dell’acqua come quelli di casa Feedstimulants oppure è possibile includerli singolarmente nelle dosi corrette all’interno di un sacchetto per alimenti dove dopo andremo ad inserire le nostre esche qualche minuto dopo la loro cottura per poi congelarle immediatamente.

Adesso possiamo introdurre le betaine poiché ne esistono diverse forme e tipologie. Anche qui si potrebbe scrivere un’altro articolo, poiché la ricerca scientifica sulla betaina non è molto chiara sulla sua effettiva efficacia soprattutto sulla carpa mentre sulla breme e su alcune specie di pesci di mare sembra essere più efficace. Inoltre in una ricerca (Xue et al.2004) la betaina è risultata essere il doppio più efficace sulla trota iridea che sulla carpa.

Nonostante questo la sua inclusione è d’obbligo poiché rappresenta un eccellente stimolatore d’appetito quindi largo uso di Betaina HCL(migliore di quella classica per la presenza dell’acido cloridrico), DMTP(Dimethyl propiothetin, un altra forma di betaina molto potente), Green Lipped Mussel nella versione full fat(estratto di cozze neozelandese non degrassata), per citarne alcune.

Settimo punto: Palatabilità che se superata ci porterà alla partenza (sempre se abbiamo costruito il terminale correttamente :), dobbiamo preferire sapori “acidi ed amari” in primis, meglio dei classici “dolci e salati”. Ad esempio gli acidi organici come: l’acido citrico, acido butirrico, acido malico e acido ascorbico sono alcune sostanze che possiamo includere nel nostro mix. Riguardo le sostanze amare citiamo alcune: estratto di lievito, estratto di krill, estratto di gamberetti, cloruro di calcio,ecc…

Diminuendo l’uso delle uova e integrando l’Egg Compound, un sostituto in polvere delle uova tradizionali, e incrementando l’impiego di alimenti liquidi, assieme all’utilizzo di ingredienti predigeriti o l’adozione di processi di fermentazione sulle boilies, possiamo creare un’esca innovativa. Questa esca non solo attrae, nutre e condiziona le carpe anche senza la necessità di pasturazione, ma anche tutela la loro salute, un aspetto cruciale che ogni appassionato di carpfishing, con la “C” maiuscola, dovrebbe considerare con attenzione.

Concludo consigliandovi di variare gli aromi, i sapori e gli ingredienti, di stagione in stagione, poichè l’ambiente acquatico cambia continuamente e di conseguenza anche i gusti, le necessità e le preferenze delle nostre carpe.

Per maggiori approfondimenti vi rimando qui.

Autore Donato Corrente  Tutti i diritti riservati copyright © -www-carpmagazine-it

 

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