La 1º rivista digitale nata in Italia sulla tecnica del Carpfishing – 2011-2022
La 1º rivista digitale nata in Italia sulla tecnica del Carpfishing – 2011-2022
Barbo

Il barbo

Condividi


Il barbo

Il barbo
Barbo fiume Po

E’ un ciprinide di cui si conoscono molto varietà. La principale, il barbo comune, è diffusa nell’Europa centro-orientale e nella penisola iberica. In Italia e nella Dalmazia prospera invece il barbo italiano. Il Barbus barbus, che è quello comuneoltralpe, arriva a misurare 70-80cm e a pesare fino a 8kg. Quello a sud delle Alpi raggiunge al massimo i 50 cm; il peso è negli esemplari maggiori, in proporzione. Il pesce di taglia media pesa da 0,5 a 1,5 chili. Vi è anche la varietà canina, detta mediterranea, che vive nelle acque di mezza montagna e raggiunge al massimo i 40 cm.

Il barbo ha corpo slanciato a sezione quasi cilindrica, bocca con labbro superiore piuttosto prominente e munito di quattro barbigli. E’ un buon nuotatore, vive in gruppo preferibilmente in acque ossigenate, generalmente a quote inferiori rispetto alla trota, ma si adatta anche alle acque calme nel medio corso dei fiumi. Si riproduce verso la fine della primavera; raramente è protetto da un divieto temporaneo di pesca, mentre più spesso esistenza misura minima per la sua cattura e detenzione.

Si nutre di larve, molluschi, crostacei, insetti, uova di pesce, piccoli pesci, e anche alghe e detriti vegetali. Ha bocca e labbracarnose che assicurano una buona tenuta dell’amo penetratovi. Cerca cibo sempre sul fondo, nella sabbia, smuovendo i sassi, nel limo. Molto attivo di notte, si cattura bene anche di giorno.

Lo si trova in posizioni con alti fondali, rive franose, attorno a basi di manufatti, anche con ostacoli, ma predilige il fondale al centro del fiume dove, in gruppi compatti smuove sistematicamente tutto quello che può. Sembra non conoscere bene l’amo. Dopo la ferrata, sfoggia una difesa violenta, con decise puntate verso il fondo, e spesso assai prolungata. I compagni del gruppo non si allarmano se uno dei membri appare impegnato in una lotta contro una forza invisibile. In primavera lascia i fondali dei grandi fiumi per risalire gli affluenti con acque più fresche, dove depone le uova. Torna in acque profonde dei grandi fiumi solo a fine autunno. 

Si pesca di preferenza a fondo con tecniche di pesca come ad esempio il feederfishing ma anche a carpfishing, infatti nei grandi fiumi non è assolutamente raro avere delle partenze con canne innescate anche con boiles di grosso diametro. Mais e larve di mosca carnaria insieme ad esche e pasture da fondo  a base di sfarinati vari e formaggio sono le migliori scelte per insidiarlo. Un’altra tecnica comune per la pesca del barbo è quella alla passata con galleggiante.

Redazione Carpmagazine.it -www.carpmagazine.it-



Condividi

Lascia un commento