La 1º rivista digitale nata in Italia sulla tecnica del Carpfishing – 2011-2022
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La vista della carpa

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La vista della carpa

La vista della carpa

Premetto che non è facile scrivere articoli su questi argomenti, ma soprattutto renderli accessibili e di facile comprensione per tutti senza entrare troppo in tecnicismi. Non essendo un biologo marino, vi riporto semplicemente  alcune nozioni utili da conoscere apprese dalle mie tante letture sull’argomento unite alla mia esperienza maturata in più di venti anni di pesca alla carpa. 

Detto questo, diciamo subito che la carpa identifica il cibo di cui abbisogna attraverso quattro sensi, singolarmente o in combinazione tra loro.

Essi sono:

  1. Vista
  2. Olfatto
  3. Gusto
  4. Rilevamento elettrosensoriale

Oggi ci concentreremo sul primo punto: la Vista.

Le carpe hanno una visione dei colori ben sviluppata che usano per localizzare il cibo. La vista della carpa non è il più utile dei sensi dove l’acqua è molto torbida e la penetrazione della luce è bassa. In questi ambienti, l’olfatto e il gusto sono utilizzati molto di più per localizzare il cibo. In acque limpide e condizioni di sole splendente, la capacità di vedere delle carpe è molto buona a seconda della profondità dell’acqua. Quando le carpe sono più piccole, dopo la schiusa e per il primo anno di vita, la vista è fondamentale per cacciare lo zooplancton e altri piccoli invertebrati.

Gli occhi della carpa sono situati sul lato della testa ed hanno una forma bombata che gli conferisce un angolo di visione molto ampio, ideale per evitare di essere predata. Questa forma bombata però non le permette di adattarsi ai cambiamenti di luce improvvisi, infatti necessita di circa 15-20 minuti per riadattarsi alla nuova luce. Questo ultimo aspetto ci fa subito venire in mente come l’alba ed il tramonto siano due momenti più favorevoli  per catturarla(fonte Carpfishing science).

Le carpe hanno due punti ciechi, il primo davanti al loro muso ed un altro direttamente dietro di loro(coda) e hanno ampie aree di visione monoculare su ciascun lato del corpo. Questa è una vista a bassa definizione che consente alla carpa di vedere il movimento ma non di mettere a fuoco nitidamente gli oggetti, hanno pochissima percezione su questo piano.

La vista della carpa

 

Nella parte anteriore del corpo invece la carpa ha un’area di visione binoculare in cui può mettere a fuoco nitidamente oggetti a distanza relativamente ravvicinata. A causa della posizione degli occhi, la carpa ha una visione binoculare relativamente scarsa, il che significa che non possono capire  molto bene le distanze. Come abbiamo già detto prima riguardo il primo punto cieco e proprio per questo che le  carpe a distanza ravvicinata non avranno una visione chiara del nostro rig e quindi si affideranno ad altre sensi come l’olfatto.

I suoi occhi sono stati progettati per funzionare efficacemente in acqua, ma una volta fuori dal suo ambiente diventa quasi miope e può mettere a fuoco oggetti solo da pochissimi centimetri di distanza.

Le specie predatorie come il luccio hanno una visione binoculare molto buona grazie ai loro grandi occhi rivolti in avanti. Ciò consente loro di giudicare molto bene la distanza, che è una caratteristica utile quando si caccia una preda, la carpa invece ha occhi più piccoli.

Nell’occhio ci sono due tipi di cellule fotorecettrici raggruppate sulla parte posteriore dell’occhio (retina), questi sono coni e bastoncelli. I coni sono responsabili della visione diurna e colgono con precisione dettagli e colori. I bastoncelli invece veicolano un’immagine meno nitida, ma risultano molto più sensibili alla luce e consentono all’occhio di vedere anche in condizioni di scarsa luminosità. La carpa ha quattro tipi di cellule coniche che rilevano il rosso, il verde, il blu e l’ultravioletto, il che significa che la carpa può vedere uno spettro di luce più ampio rispetto agli umani, infatti ha una visione tetracromatica. È stato anche dimostrato che la luce del vicino infrarosso può essere rilevata dalle carpe. Il fatto che le carpe possano rilevare uno spettro di luce più ampio consente loro di vedere in condizioni di oscurità come di notte o in acque torbide. Possiamo quindi affermare che in condizioni di luna piena o cielo stellato dove la luce raggiunge una lunghezza d’onda più lunga come l’infrarosso, ciò permette alla carpa di individuare comunque le nostre esche.

 

CONSIGLI PRATICI: Detta un pò di teoria veniamo al pratico che è l’aspetto a mio avviso che più interessa noi carpisti, io personalmente vi consiglio di puntare sulla vista e sull’olfatto(la vista viene stimolata di più nella carpa quando le nostre esche contengono aminoacidi, quindi possiamo dire che i due sensi sono correlati) quindi largo uso di inneschi ad omino di neve(snowman) con boiles pop-up dai colori accesi (verde,giallo,blu,violetto e bianco,dipende dalla profondità)soprattutto durante sessioni di giorno e con acqua non torbida oppure di notte ma nelle condizionali ideali citate prima.In acque torbide sembrerebbe che i colori che si notano di più siano rosso/arancio. Da provare sicuramente anche singola pop-up dippata da 20mm innescata su un chod-rig.

Donato Corrente -www.carpmagazine.it



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