La 1º rivista digitale nata in Italia sulla tecnica del Carpfishing – 2011-2021
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Linee guida primo mix carpfishing

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Quando si decide di crearsi le boiles da Carpfishing  per la prima volta, tra le mura domestiche, occorre avere le idee chiare sul tipo di boile che vogliamo creare e quali ingredienti devono far parte del nostro mix.

La cosa può essere abbastanza semplice per chi ormai da anni è abituato a maneggiare farine, aromi, atrrattori, cibi liquidi ed altro, ma per chi è all’inizio della sua carriera di self maker l’impresa diventa molto ardua, ecco quindi lo scopo di questo articolo.

Cominciamo dicendo subito che si possono creare due tipologie di esche per la carpa:

  1. Una boile che emette reali segnali di cibo naturale.
  2. Una bolie che mima un cibo naturale ma che non apporta nessun reale nutrimento al ciprinide.

La scelta di seguire il 1 o il 2 metodo dipende dal tipo di sessione che abbiamo in mente di effettuare( fast session o long session), dalla tipologia di ambiente nel quale andremo a calare i nostri tranelli ed in ultimo ma non per importanza, la scelta di pescare sempre nello stesso spot o di cambiarlo  frequentemente.

Personalmente io ho quasi sempre prodotto le mie boiles casalinghe seguendo il secondo metodo e per rispondere alle domande di poco prima, effettuo quasi sempre sessioni veloci o al massimo di un giorno intero in kayak, quindi  cambio spesso gli spot di pesca, inoltre esiste una ottima presenza di cibo naturale e l’eventuale inserimento di una boile realmente nutritiva sarebbe superflua comportando allo stesso tempo un maggior costo per noi angler per l’acquisto delle materie prime.

Questa è una mia personale linea guida, quindi non dovete pensare che vada bene sempre, la scelta finale spetta a voi in base a dove effettuerete la vostra sessione di Carpfishing.

Detto questo, parliamo delle cinque macrocategorie come le chiamo personalmente da dove poi andare a scegliere gli ingrigenti per la composizione del nostro mix partendo da un quantitativo di 500 gr. come test iniziale, per poi passare ad 1 kg di mix secco.

Macrocategorie

1.Proteine del latte o suoi derivati

2. Farine ricche di carboidrati semplici e minima quantità proteica(Farina di soia e semolino)

3. Pastoncini per uccelli ricchi di semi oleosi, estratti e spezie

4. Farine di pesce, crostacei, pellettato destinato all’allevamento di pesci

5. Farine di carne, pollo, maiale, manzo…

In queste macrocategorie troviamo anche farine grezze e farine invece che possono aver ricevuto diversi tipi di trattamento come ad esempio la tostatura, trattate enzimaticamente, predigerite, idrolizzate ecc…

Non entro troppo nello specifico poiché andrei sicuramente fuori tema visto il titolo di quest’articolo, ciò non toglie che se vorrete approfondire troverete sicuramente degli articoli su carpmagazine che potranno chiarivi meglio le idee in merito.

Per produrre quindi le nostre boiles cercheremo di introdurre nel mix una percentuale proteica dal 25% al 50% dell’intero mix(caseine, lactalbumine, farine di pesce, farine di carne, proteine del latte o anche per chi le usa le whey protein, si proprio quelle che utilizzano i palestrati) in base a quale delle due strade vorrete seguire e di cui vi ho parlato ad inizio articolo. 

La restante parte sarà composta da un pastoncino a scelta. Inseriremo quindi le uova da un minimo di 4(quatto) fino anche a 8-10) necessarie al fine di avere un impasto compatto ed omogeneo ma allo stesso tempo elastico e non secco e friabile.

I cosiddetti ingredienti binder (ossia quelli che permettono a diversi ingredienti a differente granulometria di fondersi insieme, in parte li troviamo nei derivati del latte precedentemente citati, ma anche le uova fanno la loro parte. 

Se avete scelto bene gli ingredienti ed il numero delle uova compresa anche la parte liquida(eventuali oli, cibi liquidi ed aromi) non dovreste avere nessun problema e riuscirete a rollare le vostre boiles. In casi di emergenza e per non buttare tutto potreste ricorrere ad uno dei seguenti binder: polvere disidratata di uovo, farina di mais, farina di grano, semolino, farina di glutine di mais, farina di patate e Whey gel, tenendo bene a mente che aumentando i primi dovrete aumentare di conseguenza la parte liquida.

Altri utili consigli che posso darvi sono quelli di scegliere farine che in acqua sono molto solubili e che quindi veicolano al meglio le sostanze inserite nel mix, quindi ricordatevi di inserirle in una percentuale compresa tra il 10% e il 50+% della miscela. Ingredienti molto solubili ed allo stesso tempo ad alto contenuto proteico come il caseinato di sodio/calcio, sostituti del latte di vitello, latte intero in polvere, lievito in polvere risultano essere molto validi allo scopo.

Anche gli ingredienti predigeriti vista l’anatomia della carpa (leggete anche  qui) sono particolarmente efficaci!

Alcuni li useremo in basse  percentuali ad esempio dallo 0,2% al 6%; essi sono: proteine ​​di pesce idrolizzate, estratto di spirulina idrolizzato, estratto di crostacei, estratto di acciuga, estratti di Green lipped mussel.

Questi sono anche efficaci poiché la maggior parte viene digerita in modo estremamente rapido ed efficiente con benefici immediati che la carpa può avvertire.

La carpa necessita anche di una piccola percentuale di acidi grassi nella sua dieta e le farine di pesce magari anche queste predigerite possono tornarci utili allo scopo. Ricordatevi però che quando l’acqua scende sotto i 13 gradi occorre usare un emulsionante naturale come ad esempio la lecitina di soia(anche per questo esiste un approfondimento qui).

L’effetto “crunch” è molto gradito alle nostre carpe ed in questo i pastoncini ci tornano utili, inoltre il rumore causato dallo schiacciamento dei semi contenuti in esso farà da richiamo per altre carpe. Largo uso quindi in primis di tutti i pastoncini di casa Haith’s Baits e di cui io ho parlato ampiamente sia qui su carpmagazine e sia direttamente sul blog Inglese Haiths Baits.

Infine parliamo della parte liquida, aromi Si? o aromi No? Bella domanda vero? anche qui vi invito a guardare un video (presente qui), che negli anni passati, ma ancora adesso è molto apprezzato e dove si parla appunto di cibo liquido ed inserimento parte aromatica.

Non mi resta che augurarvi di cominciare anche voi ad approfondire questi temi in modo da cominciare a produrre le vostre boiles tra le mura domestiche, vedrete che quando farete la vostra futura cattura la soddisfazione sarà sicuramente doppia.

River PO

 

Testo e foto di Donato Corrente -www.carpmagazine.it-



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