La 1º rivista digitale nata in Italia sulla tecnica del Carpfishing
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Le carpe di Ossiacher see

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Finalmente vi racconterò la mia esperienza sullo stupendo lago di Ossiach in carinzia (Austria) dove ho trascorso con la mia famiglia una splendida settimana di carpfishing-vacanza.

Questa volta non entrerò troppo nel dettaglio certo non sarò cosi egoista da non darvi nessun consiglio ma preferisco così, poichè non voglio privarvi della soddisfazione di fare una vostra personale esperienza di pesca su questo stupendo lago naturale.

La settimana scelta fu quella della Pasqua 2018 quindi meteorologicamente parlando il clima di certo non fù dalla mia parte. La temperatura dell’acqua era inferiore ai 10 gradi e durante la settimana ci furono per fortuna(poi capirete il perchè) un paio di giorni accompagnati da pioggia.

Arrivati sul posto e preso possesso della stupenda casa con accesso  esclusivo al lago, la voglia di cominciare a pescare era incontrollabile, quindi scambiate due parole con il gentile proprietario cominciai  subito a piazzare la mia attrezzatura da carpfishing e mi diressi subito alla barca messa a disposizione dallo stesso portando con me il mio fedele ecoscandaglio Deeper. 

Dopo un attenta analisi dello spot con le sue relative variazioni di profondità e conformazione del fondale avevo finalmente il quadro chiaro di dove andare a posizionare i miei inneschi, ma prima di procedere dovevo studiare una strategia di pasturazione idonea al periodo e alla temperatura dell’acqua.

Decisi di utilizzare per la pasturazione delle pelletts di forma sferica a scioglimento lento e graduale composti da ingredienti uguali alle boiles che poi avrei utilizzato sui miei rigs. 

Mi resi conto che la presenza di una imbarcazione era doverosa poichè alla mia destra avevo uno splendido canneto sicuramente  fonte di riparo ed alimentazione(quindi hot spot) ma che sarebbe stato allo stesso tempo utilizzato come via di fuga da una eventuale carpa allamata.

Non avevo lasciato nulla al caso e mi portai anche da casa delle boiles da innesco formulate da me a base di robin red e potenziate con un procedimento che permetteva di creare una crosticina abbastanza spessa tutta intorno alla boile per aumentarne il diametro (35mm) ma soprattutto per creare una zona di attratività di precisione vicinissimo all’amo.

Dopo aver calato i segnalini sui tre punti a mio avviso più redditizi cominciai la pasturazione e subito dopo una canna alla volta calai i miei tre rigs con i relativi sacchetti di PVA rispettivamente nei pressi dei tre segnalini.

I giochi erano cominciati!!!!!!

I primi giorni passarono veloci e già dal secondo giorno cominciai ad avere delle partenze ma portando a guadino delle Breme davvero voraci e capaci di divorare anche boiles da 30mm.

Nonostanze ciò ero fiducioso poichè qualcosa si cominciava a muovere e visto anche la temperatura dell’acqua consideravo la cattura di quelle breme come incentivo affinché anche altre specie ittiche ed nel mio caso le carpe, venissero invogliate a dirigersi sul mio spot. 

 

 

Presto detto all’alba del quarto giorno la canna posizionata nei pressi del canneto fece letteralmente incendiare l’avvisatore e montato in barca aime da solo cominciai un lungo combattimento che mi portò alla cattura di una stupenda carpa regina austriaca.

 

La mia felicità era alle stelle, alla mia prima volta su quel lago naturale e considerato da molti carpisti difficile e con temperature dell’acqua sotto i 10 gradi ero riuscito a centrare il mio obiettivo.

 

 

Dopo quella cattura non ebbi più partenze ma non mi interessava più di tanto, poichè ero ancora rapito dalle stupende emozioni provate durante la cattura di qualche giorno prima, inoltre ebbi la piacevole visita di un carpista locale posizionato un 200 metri più a valle di me e che dopo avermi fatto i complimenti per la cattura mi confidò che erano dieci giorni che non prendeva nulla!!!

 

Alla prossima avventura…

Testo e foto di Donato Corrente – www.carpmagazine.it

 



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