La carpa mangia in Inverno


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Cominciamo ricordando che il metabolismo della carpa è strettamente legato alla temperatura dell’acqua. Detto questo, la loro temperatura quindi scenderà ed entreranno in uno stato di torpore. Anche la loro ricerca di cibo e conseguente digestione rallenterà aumentando quindi le ore dopo le quali il pesce tornerà ad alimentarsi. Sfatando quindi un vecchia teoria, le carpe non vanno in letargo ma continueranno ad alimentarsi con minore frequenza.

Quindi consiglio largo uso di mix energetici e preferibilmente composti da pastoncini tecnici che offrono un medio contenuto proteico e molta energia derivata dai carboidrati al tempo stesso con una limitata presenza di grassi e quindi dalla grande digeribilità.

Pescando in fiume Po posso affermare che esiste anche una finestra di alimentazione che si apre e si chiude indicativamente tra le 09.00 e le 12.00 e può ripetersi nell’ arco delle 24 ore anche per una seconda volta e durante la quale è possibile fare strike.

Inoltre le acque correnti ci offrono qualche chance in più di cattura poiché le carpe per contrastare la corrente sono obbligate a muoversi e quindi avranno un dispendio energetico superiore che dovranno necessariamente colmare alimentandosi adeguatamente.

Poiché come abbiamo detto in precedenza la carpa si muoverà di meno quindi dimentichiamoci che vada in letargo, cercherà di limitare i suoi spostamenti e di visitare possibilmente spot comodi da raggiungere e dove sia possibile non sprecare troppe energie(giri d’acqua a corrente moderata, grossi ostacoli sommersi sono tutti hot spot).

Può anche accadere però che cessino di alimentarsi anche per qualche giorno ma di solito questo loro atteggiamento è legato alla permanenza di determinate condizioni atmosferiche che nel momento in cui si evolvono sbloccano questo loro stato di apatia alimentare temporanea.

Teoricamente occorre anche dire che in questo periodo freddo si cercherà di presentare i nostri rigs a profondità maggiori poichè la temperatura rimane più costante e magari abbiamo qualche grado in più rispetto agli strati superficiali. Ciò non toglie che a volte in laghi naturali o in cave dovremo tenere presente anche l’esposizione di alcuni spot alle diverse condizioni climatiche, questo perchè anche se ci sarà poca acqua magari lo spot in questione è stato sottoposto a venti leggermente più caldi che hanno riattivato quel determinato settore. Quindi cercheremo di diversificare la presenza delle nostre esche a profondità diverse in base a queste osservazioni.

Concludo dicendo con certezza che quindi le carpe si alimentano per 12 mesi all’anno e che solo la nostra esperienza derivata dalla costante frequenza annuale sulle rive può portarci a fare qualche cattura anche quando le condizioni climatiche sembrano davvero proibitive.

Testo e foto di Donato Corrente -www.carpmagazine.it-



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Informazioni su Donato Corrente

Il 1° Magazine del CarpFishing fondato e sviluppato da Donato Corrente, maratoneta, Istruttore di Triathlon, free angler, blogger ed articolista su Carp&Cat

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