Meteo e Carpe

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La conoscenza dell’influenza delle condizioni metereologiche applicate alla pesca, rappresentano uno di quegli argomenti che, un carpista, dovrebbe approfondire al pari della scelta dello spot e dell’esca, per poter fare strike come vedremo in seguito anche in situazione climatiche apparentemente sfavorevoli.

Cominciamo subito dicendo che le variabili che più interessano a noi carpisti sono: la pressione atmosferica, l’ azione dei venti, l’ influenza della luna ed in ultimo la pesca durante i temporali.

La pressione atmosferica

L’andamento della pressione atmosferica è uno dei dati più importanti per capire come il tempo evolve. Non dobbiamo di certo diventare dei metereologi, ma capire l’andamento di alta e bassa pressione e della sua influenza sui pesci potrebbe tornare utili a noi carpisti nel programmare una sessione.

Detto questo, senza entrare in tecnicismi diciamo subito che l’alta pressione non a caso, è generalmente indice di bel tempo, il cielo risulta limpido, le nubi sono isolate e scompaiono molto velocemente, i venti sono leggeri e regolari, insomma è il classico tempo estivo. Durante l’inverno le condizioni di alta pressione coincidono con l’abbassamento della temperatura in pianura, le classiche gelate notturne, conseguente raffreddamento dei corsi d’acqua, mentre sulle coste e in montagna la temperatura  si innalzerà. 

La bassa pressione al contrario è indice di cattivo tempo o peggioramento delle condizioni atmosferiche. I primi segnali si legano alla comparsa di nubi alte. A queste segue un annuvolamento maggiore con l’inizio delle pioggie ed un aumento progressivo del vento. Questo tipo di maltempo può anche durare per giorni.

Adesso però occorre capire quali sono i momenti o i periodi più o meno lunghi di bassa o alta pressione più proficui al fine di ottimizzare le nostre sessioni di carpfishing. Per fare questo dobbiamo necessariamente tirare in ballo anche i dati dei venti, la loro direzione e incrociare questi dati con i periodi di alta e bassa pressione, per avere un quadro più preciso delle migliori o peggiori condizioni di pesca, ma procediamo step by step.

La pressione atmosferica la possiamo rilevare con un semplice barometro, la sua unità di misura è hPa oppure consultando semplicemente uno dei tanti servizi metereologici presenti su internet o tramite una App del proprio smartphone.

I venti e la loro azione

La famosa rosa dei venti è necessario conoscerla poichè come vedremo in seguito la loro provenienza e direzione ci tornerà utile per capire quando è il momento di fare sul serio o magari al contrario di levare le tende e dedicarsi ad altro.

1. da Nord avremo vento  Tramontana

2. da Sud avremo vento  Ostro

3. da Est avremo vento Levante

4. da Ovest avremo vento  Ponente

Tra questi quattro punti cardinali principali possiamo fissarne altri quattro intermedi:

  • da Nord-Ovest avremo vento Maestrale
  • da Nord-Est avremo vento Grecale
  • da Sud-Est avremo vento Scirocco
  • da Sud-Ovest avremo vento Libeccio 

Quindi i quattro punti cardinali principali insieme ai punti intermedi formeranno la famosa Rosa dei Venti.

La Tramontana: è un vento freddo proveniente dal quadrante Nord, soprattutto in Inverno, causa repentini cali di temperatura, può verificarsi a cielo sereno oppure con cielo nuvoloso e precipitazioni.

L’Ostro: è un vento che spira da Sud nel mar mediterraneo. E’ un vento caldo e umido portatore di pioggie. I suoi effetti sul nostro clima sono piuttosto ininfluenti e quindi poco sensibili. Lo si può confondere con il Libeccio o lo Scirocco per le sue qualità similari.

Il Levante: è un vento generalmente debole che spira da Est verso Ovest nel Meditteraneo occidentale. E’ un vento fresco e umido, portatore di nebbia e precipitazioni. Questo vento può manifestarsi in qualsiasi periodo dell’anno, ma lo troveremo principalmente tra Luglio ed Ottobre. In Inverno, il Levante è spesso accompagnato da forti pioggie.

Il Ponente: detto anche Zefiro è un vento che spira dal quadrante Ovest. E’ un vento fresco tipico dei pomeriggi estivi, come il Libeccio può essere portatore di cattivo tempo.

Il Maestrale: è un vento forte e freddo proveniente dal quadrante Nord-Ovest, tipico della stagione invernale.

Il Grecale: vento proveniente dal quadrante nord/nord-orientale, di natura secca e che in Inverno può portare pioggie e tempeste. Detto anche vento boreale. La bora è un vento che può raggiungere anche i 150 km/h.

Lo Scirocco: vento caldo proveniente dal quadrante Sud-Est, nasce da masse d’aria tropicali. Lo scirocco rende l’aria secca, può soffiare per una mezza giornata oppure per diversi giorni. E’ un vento presente principalmente nei periodi primaverili ed autunnali.

Il Libeccio: vento che spira dal quadrante Ovest/Sud-Ovest, è un vento umido portatore di pioggie.

A memoria, posso affermare che quasi tutte le volte che ho svolto le mie sessioni di CarpFishing in fiume con venti abbastanza moderati provenienti dai quadranti Sud/Ovest, ho avuto delle sessioni ottime con diversi pesci portati a guadino. 

Questi ottimi risultati che ho ottenuto soprattutto nel periodo Primaverile-Estivo, sono la diretta conseguenza dell’azione prodotta dal vento sulla superficie dell’acqua creando un moto ondoso che mette le carpe in frenesia alimentare quasi da subito(vedasi anche l’articolo “Termoclino” presente su www.carpmagazine.it).

Al contrario, i casi nei quali il vento non è più un nostro alleato è quando proviene da Nord, la classica Tramontana o il Grecale, soprattutto in Inverno risultano essere deleteri per la nostra pesca, abbassando ulteriormente la tempertura dell’acqua.

L’influenza della luna

Prima di essere un carpista, pescavo in mare e prima di ogni uscita di surfcasting o rockfishing, mi annotavo su un piccolo block notes gli orari di culmine di alta e bassa marea nell’arco delle ventiquattro e la fase lunare in corso. La famosa teoria “solunare” nasce sin dagli anni trenta grazie ad un americano di nome John Alden Knight che dopo una laboriosa ricerca effettuata grazie alla raccolta di dati pervenuti dai risultati della pesca di moltissimi pescatori permise di individuare i giorni migliori per la pesca.

Un aspetto che magari ancora qualcuno non considera e che la teoria solunare trova applicazione non solo nella pesca in mare ma anche nelle acque dolci e nel nostro preciso caso nel carpfishing. Diciamo subito che secondo  questa teoria i giorni più proficui sono quelli a cavallo e subito dopo le fasi di luna nuova, per interderci quella che sui calendari viene indicata tutta nera.

Questo avviene poichè nella fase di luna nuova sole, luna e terra si trovano allineati (in sigizie), quando invece si trovano in quadratura, ossia durante e dopo i quarti lunari, i pesci sono molto meno attivi e poco voraci. Inoltre sempre secondo la teoria di Knight anche durante la stessa giornata si verificano periodi di attività diversa, infatti il momento più propizio dovrebbe corrispondere alla posizione della luna rispetto al meridiano più vicino al punto dove ci si trova a pescare.

Queste regole vanno applicate preferibilmente quando non si manifestano improvvisi mutamenti atmosferici. In rete esistono diversi software anche in versione per cellulari che svolgono questo lavoro e medianti i quali possiamo conoscere con largo anticipo le condizioni di luna  che saranno presenti al momento della nostra sessione di pesca. 

Concludo dicendo che, per esperienza personale, pescando in fiume in presenza di luna nuova ho avuto belle sorprese in termine di catture e non è stato un caso isolato.

Pesca durante i temporali

Un temporale non è altro che un fenomeno che mediante la cattura di aria calda dai bassi strati genera aria fredda con relative precipitazioni dagli strati più in alto. Infatti poichè l’aria calda è più leggera di quella fredda salirà più in alto formando i cosidetti cumuli ossia nuvole dalla larghezza di due o tre chimlometri. Nel momento in cui la quantità di aria calda aumenta si vengono a formare nubi dette cumulonembi ossia il presagio del temporale vero e proprio. I momenti più propizi e che consiglio di provare anche da un punto di vista della sicurezza personale sono “il prima” e “il dopo” temporale. Per prima intendo quei momenti salienti prima del temporale dove la repentina discesa della pressione atmosferica genera nelle carpe una certa euforia che potrebbe manifestarsi, come già successo allo scrivente, in violente partenze di una delle canne in pesca. 

Il dopo, ossia quando le precipitazioni sono già in corso da un pò, poichè dopo la pioggia l’acqua risulta più ossigenata ed invoglia a muoversi anche le carpe più grosse. Un classico esempio è la pesca in giornate particolarmente afose quindi estive subito dopo un breve temporale.

Pescare durante i temporali è comunque pericoloso soprattutto nel corso della manifestazione dei cosidetti fulmini. Non usciamo in barca e se possibile ripariamoci in auto, ma mai vicino alberi o fonti elettriche. 

Concludiamo ricordando che, il carbonio, materiale di cui le nostre canne sono composte è un ottimo conduttore di elettricità, quindi usiamo la testa e non facciamoci prendere dall’entusiasmo poichè la nostra vita è sicuramente più importante della più grossa delle carpe.

Testo e Foto di Donato Corrente –www.carpmagazine.it



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