Guida all’uso degli Oli per il Carfishing

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I primi esperimenti nell’uso degli oli per le esche da carpfishing sono cominciati verso la fine degli anni ’80, quando la  Premier Baits cominciò a renderli popolari. Da allora il loro uso si è diffuso con tre gli anglers che consigliavano di impiegarne fino a 10ml per uovo! Fù così che in tanti articoli, blog e DVD in materia di carpfishing era presente sempre l’uso degli oli nella costruzione delle esche.
Chiunque abbia una conoscenza di base della chimica vi dirà che gli oli sono insolubili e allo stato puro che non possono essere percepiti dalle carpe, ma questo fatto è beatamente ignorato dalla maggior parte dei carpisti.

Naturalmente, ci sono diversi motivi per cui gli oli possono  essere di beneficio per la carpa e allo stesso tempo migliorare l’esca, ma il loro utilizzo come attrattori  è sbagliato poichè la carpa non possiede un recettore in grado di rilevare l’olio. Detto questo, la carpa è in grado di rilevare particelle solide di cibo  in sospensione in olio e trasportati quindi nell’intera colonna d’acqua verso la superficie.

NUTRIZIONE

I migliori oli hanno anche un fattore  importante per la carpa dal punto di vista nutrizionale in quanto contengono tutti gli acidi grassi Omega 3-6-9 che apportano benefici al ciprinide permettendogli di mantenere un peso corporeo sano ed essere in forma. E’ ormai consolidato  che è necessario includere una quantità soddisfacente di proteine ​​in un’esca da carpfishing  e lo stesso vale per i grassi buoni. Gli acidi grassi sono essenziali ed importanti quanto gli amminoacidi. Entrambi sono un requisito fondamentale in una esca da carpa che sia ben equilibrata e non c’è miglior modo di fornire questi acidi grassi essenziali impiegando appunto un olio alimentare.

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Perché l’olio alimentare? Perché rappresenta u vero cibo e non solo un segnale vuoto. E’ per questo motivo che vanno aggiunti a qualsiasi miscela per la preparazione di mix da carpfishing equilibrati, in modo da andare ad aumentare la quantità di grassi nella dieta necessaria alla carpa. I grassi sono una fonte a lento rilascio inesauribile di energia per i ciprinidi importanti quindi quanto le proteine ed entrambi permettono alla carpa di avere una crescita sana e costante. Lo squid liver Oil di è considerato una delle fonti più ricche di Omega-3 -6 e -9  insieme ad aminoacidi e Gamma Linoleico (GLA), che è anche una ricca fonte di vitamina E.

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Quindi quali sono gli oli migliori per l’utilizzo nelle esche da carpa? Beh, va da sé che dovrebbero provenire dal gruppo di oli conosciuti con il nome “oli polinsaturi”. Questi contengono importanti acidi grassi Omega 3 e 6 essenziali che svolgono un ruolo importante nel benessere della carpa. I primi esempi sono gli oli di pesce, in particolare olio di salmone, olio di sardine, olio di fegato di seppia, oli di semi, come gli oli di semi di sesamo e semi di canapa, e miscele di oli di pesce in primo luogo.
chiazze di petrolio

Ho letto un sacco di chiacchiere sulla necessità di generare una nuvola di olio in superficie sopra le vostre esche in modo da cercare di essere individuata prima dalla carpa, bè questo è uno spreco di tempo e  potrebbe addirittura  confondere ed interrompere il processo di chemorecezione con cui carpe trovano il loro cibo. Le carpe infatti, non riconoscono gli oli sulla superficie per quello che sono. Le carpe non sono attratte poiché non possiedono un recettore capace di rilevare la presenza degli oli. Da qui la nuvola generata dagli oli fuoriusciti magari dal vostro sacchetto in PVA è praticamente inutile e interferisce con il processo olfattivo del ciprinide.

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OLIO come mezzo di DISPERSIONE

Ora arriviamo al dunque. Mentre la carpa non può rilevare gli oli isolatamente, esse possono rilevare però  le particelle di cibo trasportate in sospensione nell’olio. Così minuscole particelle di cibo che si staccano dall’esca vengono trasportate dall’olio nella colonna d’acqua. Queste possono essere rilevate, anche se l’olio non può, ne consegue che gli oli aiutano a trasportare il messaggio  di cibo per  la carpa.

È possibile accelerare questo processo operando una pre-miscelazione  di attrattori noti con l’olio che si desidera utilizzare nell’esca. Questi potrebbero essere, il Green Lipped Mussel(estratto di cozza Neozelandese), peperoncino in polvere, curcuma,  estratto di fegato o betaina Hcl, qualsiasi attrattore solido fatto che non è solubile in olio può essere rilevato dalla carpa una volta trasportato in piccole particelle  nella colonna d’acqua.
È inoltre possibile combinare i liquidi ricchi di elementi quali Liquido di  fegato d’oca, Krill Liquid, Oyster Extract (salsa di ostriche la trovate nei grandi Supermercati), e il mitico Robin Red liquido.

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Vi consiglio di mettere il 75% dell olio nelle vostre esche ed il rimanente lo potete utilizzare come dip per le vostre boiles da innesco. In questo modo  si avvierà più rapidamente la fuga di particelle attrattive verso tutta la colonna d’acqua.

OLI ed emulsionanti

Alcuni emulsionanti funzionano bene con gli oli, altri no. Probabilmente il più comune (e il più economico) è la semplice glicerina. Anche la lecitina granulare è molto efficace. Vorrei anche ricordare un tensioattivo (detergente) chiamato Sodio laurilsolfato. Questo funziona sicuramente a rompere le molecole di olio, ma ha numerose controindicazioni, quindi lo escluderemo nell’utilizzo per le esche da carpa. In ogni caso, durante l’utilizzo di un emulsionante si rompe la struttura dell’ olio, il risultato finale è ancora insolubile, ci sono solo molecole più insolubili rispetto a prima che utilizzassimo l’emulsionante, tutto qui! quindi non lo rende né più attrattivo né più  rilevabile.

Ricordate sempre il motivo per cui si sta aggiungendo l’olio nell’esca e quale sarà il suo scopo finale. Se si vuole portare attrazione nella colonna d’acqua o si desidera completare il valore nutrizionale dell’esca, gli oli alimentari vanno sicuramente aggiunti a qualsiasi tipo di esca e non solo nelle boilies. L’ho usato nei pellet da trota, nelle miscele di particles, in pasture, pastelle  e method mix.

Inseritelo nei sacchetti di PVA per rallentare la velocità di scioglimento dello stesso pescando soprattutto con temperature dell’acqua elevate.

In bocca al lupo! Ken Townley – Consultant of Haith’s Baits – Supervisione di Donato Corrente www.carpmagazine.it



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