Larve di mosca carnaria meglio conosciuti come: Bigattini

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N9Comunemente chiamato bigattino ed utilizzato da anni con successo dai pescatori al colpo, spesso vengono sottovalutati dal carpista moderno erroneamente, scopriamo insieme come un’ esca naturale così umile può rivelarsi vincente ingannando la più sospettosa delle carpe.

Prima di addentrarci nell’aspetto puramente tecnico facciamo un po di storia su questa esca. Il bigattino o cagnotto nasce da un esemplare di Sarcophaga carnaria, un dittero(Insetto) appartenente alla famiglia delle Sarcophagidae.

Nel momento in cui questo moscone si posa su una carcassa di un animale morto da poco e quindi non ancora putrefatto deposita un numero di uova compreso tra 100-150 dalle quali in una decina di giorni nasceranno delle piccole larve: i bigattini.

Occorre capire che se non si interviene nel prelevarle dalla carcassa dell’animale morto, queste una volta che avranno mangiato a sufficienza la abbandoneranno rifugiandosi sotto terra dove la loro pelle diventerà dura e di colore scuro, a questo punto si saranno trasformate in “caster”.

N10Riassumendo quindi, nei primi giorni le larve appena nate raggiungono una lunghezza di quasi 5 millimetri per poi arrivare quasi a 10mm, tra i 10mm e i 15mm sono pronte per passare al successivo stadio quello dei caster. Possiamo quindi affermare che passano circa 13-14 giorni per passare dallo stato di larva a quello di mosca.

Adesso che conosciamo come nasce un bigattino potremmo chiederci questo: come vengono prodotte quantità industriali di larve affinché i pescatori possano trovarle ed acquistarle nel proprio negozio di pesca di fiducia? La risposta è la seguente: esistono aziende che dotate di capannoni all’interno dei quali sistemano diverse carcasse di animali morti tipo bovini, suini ecc… sui quali i nostri ditteri o mosche andrà a depositare centinaia di uova le quali seguendo lo sviluppo descritto prima cadranno dalla carcassa e verranno raccolte dagli operatori preposti per poi essere confezionate ed inviate ai negozi di pesca.

Naturalmente questi ambienti dove vengono prodotte le larve sono soggetti a rigidi controlli sanitari al fine di evitare spiacevoli epidemie e quindi le mosche che vengono introdotte nell’ambiente sono scelte accuratamente.

Morfologia della larva:

N11Descriviamo adesso il bigattino vero e proprio, poichè la conoscenza dello stesso e della sua morfologia ci tornerà sicuramente utile nel momento del suo utilizzo in pesca. Il suo colore classico è chiaro anche se in commercio possiamo trovare larve colorate di rosso, arancione, giallo e rosa quest’ ultimo molto utilizzato dai pescatori al colpo. Questi colori occorre ricordare che non sono artificiali ma scaturiscono dal tipo di mangime con il quale vengono alimentate le larve.

Prendendo in mano un cagnotto notiamo subito che da una estremità ha parte più tozza e dall’altra si va assottigliando fino a creare una coda, bene quest’ ultima come si potrebbe erroneamente dedurre non è una coda ma la testa dove è presente la bocca con la quale la larva si nutre.

Dalla parte opposta troviamo la coda ed i due puntini presenti non sono occhi ma le narici, sarà proprio da questo lato che dovremmo infilzarli delicatamente e sotto pelle con il nostro amo poichè è la parte più coriacea. Quella piccola macchia nera invece è lo stomaco, quindi occorre stare attenti a non perforarlo con il nostro amo se non vogliamo farlo esplodere.

Purtroppo l’impiego di questa esca cosi adescante ha subito negli anni diverse limitazioni, alcune derivanti da leggende metropolitane ed altre a causa dell’inciviltà di alcuni pescatori per colpa dei quali come sempre poi pagano anche gli altri. Bisogna dire che in alcune regioni d’Italia sono addirittura vietati ed in molti bacini esiste un severo regolamento Che ne disciplina uso,custodia e quantità per pescatore.

N12Detto questo, parliamo degli aspetti che più interesseranno noi carpisti: come impiegarlo in pesca, quando e come conservarlo al meglio.

Metodi d’impiego e conservazione:

Le larve di mosca carnaria  a mio avviso vanno utilizzate come esche che vanno a coadiuvare le nostre boiles ed i nostri sistemi di micro-pasturazione intorno ai nostri rigs(method mix,stick mix e sacchetti in PVA). Infatti soprattutto nel periodo Invernale che consiglio per il loro utilizzo è possibile creare un medusa rig con i soli bigattini oppure impiegando una classica boile che rivestiremo per mezzo di un pezzetto di calza da donna e sulla quale incolleremmo uno per volta le nostre larvette. Molti penseranno che il periodo Invernale quando l’ elemento liquido raggiunge temperature altamente inferiori ai 10 gradi è il più propizio per impiegare i cagnotti poichè le carpe mangiano più svogliatamente o di meno. Non è proprio così poichè come  spiegato dal sottoscritto in numerosi video presenti su www.carpmagazine.it il metabolismo della carpa è strettamente legato alla temperatura dell’acqua, quindi dire che il ciprinide diventa inappetente o che mangi di meno non è corretto, è esatto invece dire che la carpa continuerà ad alimentarsi anche durante la stagione fredda ma che lo farà facendo passare più tempo tra un pasto ed il successivo.

N15Il motivo fondamentale che decreterà la nostra scelta di impiegare i bigattini in Inverno è quella che durante questo periodo i nostri inneschi saranno visitati quasi sicuramente dalle carpe e non dalla minutaglia poichè le proibitive temperature dell’acqua farà cessare la loro attività permettendoci un’ azione di pesca più duratura ma soprattutto vincente. Anche negli spot dove sappiamo a priori che le boiles sono poco conosciute e quindi accettate dalle carpe possiamo integrare i nostri bigattini in modo che con il tempo vengano accettate anche le nostre amate palline.

Di conseguenza nel periodo estivo sconsiglio il loro uso sia perché non avremmo una pesca efficiente a causa della minutaglia e sia per ragioni prettamente pratiche relative alla loro conservazione soprattutto sul luogo di pesca.

Il calore infatti è il più temibile problema per i bigattini, occorre conservarli nel frigorifero ad una temperatura prossima ai 6 gradi  e quando li teniamo sullo spot bisogna conservarli in una scatola apposita munita di un coperchio traforato dal quale possa passare l’aria e possibilmente in un punto all’ombra.

Questo perchè le larve muovendosi tra loro producono calore che a sua volta fa produrre ammoniaca, questa aumenta quanto più la temperatura sale fino a che il livello di ammoniaca è cosi alto da provocare la morte delle stesse larve, ecco perchè occorre ricordarsi tre regole fondamentali: non dimenticarli in macchina, non impiegarli possibilmente in Estate e non lasciarli a contatto diretto della luce solare.

N16Un trucco che può tornare utile non solo nella loro conservazione ma anche per il loro utilizzo in pesca è quello di aggiungere della segatura o della farina di mais alle larve, in questo modo le stesse diventeranno più dure e resistenti in pesca poichè il liquido da loro prodotto verrà assorbito rapidamente. Inoltre se non volessimo conservarli nelle comuni scatole in plastica è possibile riporli in sacche di cotone che assorbiranno il liquido prodotto aumentandone la vita.

Metodi di pasturazione:

Quando peschiamo marginalmente possiamo anche utilizzare le larve semplicemente lanciandole In acqua, se però peschiamo in corrente occorre ingegnarsi un po’ meglio. Consiglio l’impiego deI sacchettini in PVA all’interno dei quali inseriremo pellet di grosso diametro mischiati a bigattini oppure creare dell’ottimo Method mix con la propria ricetta personale dentro il quale inseriremo i bigattini. Quest’ultima tecnica per esperienza diretta risulta essere davvero devastante quanto ad efficacia poichè il nostro method una volta raggiunto il fondale si scioglierà lentamente liberando le larve e creando una zona d’attrazione davvero efficace intorno al nostro innesco. Le vibrazioni prodotte dalle larve verranno intercettate dalla linea laterale del pesce(organo sensoriale il cui compito è quello di intercettare qualsiasi vibrazione prodotta in acqua), l’odore e il movimento faranno il resto.

Un altro sistema per impiegarli per la pasturazione a lunga distanza è quella di usare la gomma arabica in polvere per creare palle di larve da poter successivamente lanciare. Occorrerà inumidire preventivamente i nostri cagnotti e succesivamente aggiungere 50 gr di gomma arabica per 1 kg di bigattini. Le palline di larve create si scioglieranno gradatamente in acqua liberando i nostri bigattini.

Il caster:

N8Non potevamo esimerci dal parlare del “caster” che come detto in precedenza è la larva che non è diventata mosca. Occorre distinguere due tipi di caster:il primo pop-up o galleggiante di colore marrone scuro ed il secondo di un colore più rossiccio tipicamente affondante. Impiegandoli entrambi potremmo creare una  interessante pasturazione mirata Su tutta la colonna d’acqua sopra ed intorno al nostro rig poichè quelli galleggianti si diffonderanno verticalmente mentre quelli affondanti si depositeranno sul fondale.

Suggerimenti finali:

Consiglio di miscelare del Robin Red in polvere o liquido ai bigattini per creare  una nuvola attrattiva devastante in acqua che insieme alle vibrazioni prodotte dal loro movimento e al loro odore pungente decreteranno il successo delle sessioni più difficili che affronterete.

In ultimo ma solo per i più forti di stomaco è possibile creare un frullato di bigattini il cui liquido verrà miscelato al Method Mix, strike sicuro provare per credere!!!!

Testo e foto di Donato Corrente –www.carpmagazine.it



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