Le torbiere del sebino

Condividi


image3La riserva naturale ”Torbiere del Sebino si trova in Lombardia ed è ubicata a sud del Lago d’Iseo e viene gestita da un ente composto dai rappresentanti dei comuni sul cui territorio essa si trova. La denominazione “riserva naturale” garantisce a quest’area uno dei massimi gradi di protezione ambientale possibili in Italia. Un posto magnifico e incontaminato dove avrei impostato la mia prossima pescata. Vi sono due zone dove poter praticare la pesca, denominate “zona 1” e “zona 2”. Nella prima prevalgono fitti canneti e ninfee e il fondo è molto fangoso costituito da limo e sabbia.

Nella seconda troviamo numerosi ostacoli sommersi come alberi e rovi e il fondale è per la maggior parte costituito da ghiaia. Quest’ultima zona è molto simile come habitat ad una cava. Dopo aver pensato qualche giorno a quale delle due zone sfruttare per la mia sessione decisi per la prima. Iniziai a fare una pasturazione preventiva di due settimane costituita inizialmente da granaglie miste e successivamente da boiles fruttate.

image4Il regolamento abbastanza restrittivo consente di pescare da un’ora prima dell’alba fino ad un’ora dopo il tramonto, non si possono utilizzare imbarcazioni ed inoltre sono ammesse due canne per pescatore. Nonostante il regolamento non mi permetteva di fare la notte decisi ugualmente di andare a lanciare i terminali nella riserva.

Finalmente arrivò il giorno della mia tanto aspettata sessione di pesca, alle cinque del mattino fui giù sul lago caricai il carrello e mi inoltrai nelle torbiere per raggiungere lo spot. Ero circondato dalla natura incontaminata e silenziosa solo qualche timido canto di uccelli mattinieri si sentivano in lontananza, aspettai il sorgere del sole prima di lanciare i terminali.

Dopo aver posizionato i terminali in acqua mi feci un buon caffè caldo e mi misi in attesa che una qualche carpa andasse a cibarsi sul mioimage1 innesco. Passarono le ore e le canne rimasero immobili, avevo già perso le speranze e oramai stava scendendo il buio ed era giunta quasi image2l’ora di andarmene. Proprio quando non me lo sarei mai aspettato d’improvviso il segnalatore di sinistra iniziò a suonare all’impazzata, presi la canna e ferrai con decisione e dopo un breve combattimento la guadinai.

Anche se non si trattava di un pesce di mole fui felicissimo perché l’aver scappottato in un ambiente naturale e selvaggio rappresentava un enorme soddisfazione per me.

Arrivò l’ora di smontare il tutto e di tornare a casa, caricai il carrello e mi misi in viaggio verso la macchina con il sorriso sulle labbra, sapevo di aver ottenuto un ottimo risultato in poche ore di pesca.

Autore Andrea Piccini -www.carpmagazine.it-



Condividi

Lascia un commento