Le stagioni del silenzio

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19Spesso il successo delle nostre pescate invernali è il frutto di un lavoro che parte molto lontano, ancora prima dell’autunno e che si protrae per mesi per preparare il posto perfetto.

                                               

L’arrivo delle prime piogge e l’addolcirsi della temperatura segnano il passaggio dal frastornante chiasso estivo all’instabile periodo autunnale che rappresenta il momento di massima aspirazione per la nostra passione. Si ha la sensazione di potersi dedicare pienamente, e al massimo delle possibilità, allo sviluppo della più idonea azione di pesca, senza disturbo alcuno di bagnanti e di visitatori indiscreti, continuando un lavoro di pasturazione magari già iniziato dalla primavera, oppure pianificando una lunga sessione in acque particolari. Ognuno di noi sa quanto può essere altamente produttiva questa strana stagione, strana perché alterna giornate di pioggia torrenziale a sfere di sole a volte fin troppo insistenti che ci riportano poi, nel giro di poche ore, a fare i conti con rigide nottate, svariati momenti climatici che sembrano stimolare l’attività delle carpe tanto da renderle più vulnerabili ai nostri inganni. Questo è il momento in cui si può gioire ed essere ricompensati per un ottimo lavoro svolto nell’arco dell’anno, è questo il momento in cui bisogna crederci fino all’ultimo minuto.

Gli spot migliori

11All’imminente cambio di stagione coinciderà di conseguenza un differente approccio e una diversificazione di strategie: non è nostra abitudine stravolgere totalmente il nostro sistema di pesca, ma cerchiamo di adattarlo e perfezionarlo al cambiamento di abitudini della fauna ittica del luogo prescelto. L’autunno è considerato come il periodo d’oro esclusivamente perché, al variare delle condizioni meteo e di conseguenza al cambiamento di stato dell’elemento liquido, si assisterà al progressivo aumento del fabbisogno alimentare delle carpe in previsione del freddo e lungo inverno. Tutto si mostrerà ai nostri occhi con una marcata frenesia alimentare che colpirà in special modo esemplari di mole, i quali necessitano di maggiori scorte alimentari e di un accumulo di grassi necessario ad affrontare il più avaro ed  anche più duro periodo dell’anno. In ordine di preferenza, concentriamo le nostre attenzioni sulla ricerca degli spot più idonei in relazione al luogo e al periodo, alla pasturazione, al tipo di boilies da impiegare, e per ultimo a terminali e presentazioni.

In questo momento dell’anno pesci di media taglia  tendono a ricomporsi in grandi branchi, tornando a colonizzare aree già precedentemente frequentate in primavera, mentre pesci di mole maggiore tendono ad aggregarsi in piccoli gruppi, pattugliando le aree di maggior interesse. Il periodo in questione ci dà la possibilità di concentrare l’azione di pesca su varie 13fasce d’acqua, partendo dai margini della sponda, specialmente se sono presenti sponde a canneto oppure ostacoli, fino ad arrivare a profondità medio alte dai 6 ai 10 mt. Ripetiamo che ogni luogo fa storia a sé, ma in questo periodo possiamo assistere a fasi di alimentazione a qualsiasi ora, specialmente con tempo incerto, dove le aree marginali, che di solito si rivelano molto più produttive di notte, riservano gradite sorprese. Come abbiamo già detto, sono da tenere in considerazione le fasce d’acqua bassa, come repentini sbalzi di fondale al limite di canneti e soprattutto, quando  sono presenti, affluenti e fossi che nelle giornate di pioggia si trasformano in veri e propri fast food per carpe, riversando in acqua alimento di ogni genere.

Pasturazione: come e dove

14La pasturazione ricoprirà un ruolo fondamentale: condizionare le carpe ad alimentarsi in determinati spot rappresenterà la chiave di svolta che ci assicurerà qualche risultato in più, sia in termini di costanza, sia nella ricerca di pesci di mole. Un ottimo lavoro di pasturazione, in previsione del periodo autunnale, deve cominciare a tempo debito, cercando di convogliare più pesci possibile nell’area prescelta: per far ciò pensiamo che nel “primo periodo” sia utile distribuire un buon quantitativo di esche su una vasta area, cercando di garantire la presenza di cibo su tutte le fasce d’acqua, proprio per suscitare più che mai curiosità nel pesce e cercare di stimolarlo sotto il punto di vista alimentare. Chiaramente i quantitativi da utilizzare sono soggettivi, ma volendo seguire un filo logico, dobbiamo innanzi tutto stimare la popolazione di carpe residente, la presenza più o meno accentuata di pesci di disturbo, e ultima cosa, ma non meno importante, la cadenza delle nostre sedute di pasturazione. Preferiamo non pescare durante questo momento, per non disturbare il pesce e per tranquillizzarlo sulla nuova fonte appetibile, facile da reperire, sicura e nutrizionalmente valida. Con il passare delle settimane, e magari dopo gli eventuali risultati raccolti nelle prime sessioni, tenderemo a restringere il nostro raggio d’azione focalizzandoci sugli spot che riterremo più produttivi e più interessanti, mantenendo pressoché invariati i quantitativi e cercando di assuefare i pesci alla ricerca delle nostre palline in particolari zone.

E le palline?

30 Classic airball pop ups 20mmAffrontando il discorso boilies, come avrete sentito già milioni di volte, caratteristiche fondamentali saranno bontà delle materie prime, digeribilità e valore nutrizionale278 interessante: in poche parole, se le vostre palline piacciono ai pesci, sono facili da metabolizzare ed in più apportano benefici concreti, saranno ricercate avidamente ancora molte volte. In base alle nostre esperienze ed alle tipologie di acque che di solito affrontiamo, abbiamo trovato il giusto compromesso in un ottimo birdfish, completo sotto i vari punti di vista e ben bilanciato, che non stanca le carpe dopo brevi periodi e che timidamente riesce ad affermarsi come un’ottima alternativa al numeroso alimento naturale presente. Questo grazie alla presenza di una discreta quantità di farine di pesce, magari anche di tipo predigest, e ad una minima percentuale di Robin Red che tende ad aumentare sensibilmente il grado di digeribilità delle esche. Volendo affidarsi ad un’ottima ready made, abbiamo ritrovato tutte queste caratteristiche nella neonata boilie di casa Nash, la IC-1, attrattiva quanto basta grazie ad un’entrata in pesca abbastanza rapida, digeribile e nutrizionalmente valida. Amiamo utilizzare esche in diametri misti, di solito 18, 20 e 24 mm, per stuzzicare ulteriormente la voracità accentuata del periodo e per mandare in completa frenesia il pesce che in questo modo si nutrirà con più foga essendo costretto a modulare continuamente la fase d’aspirazione per il differente peso specifico delle palline.

Le montature

21Ci affidiamo ai soliti semplici montaggi: terminali di 20–25 cm costruiti con un trecciato resistente come l’armorbraid Nash nella versione da 30 lb, armati con un amo che definire infallibile non sarà un’esagerazione, ovvero il Nash Fang Twister nella misura 2, montato con un semplice ma efficacissimo nodo senza nodo. Come innesco una singola da 20 mm, magari equilibrata, oppure un piccolo snow man, niente di particolare e di nuovo rispetto alle nostre consuetudini. Questo è il nostro approccio alla stagione autunnale, quello che fino ad ora ci ha garantito risultati costanti ed appaganti, niente di complicato o di fantascientifico, niente che richieda lauree in chimica o biologia. Oltre a questi piccoli suggerimenti sentiamo di darvi solo un altro piccolo consiglio: non trascurate mai il lavoro che state portando avanti, riponete impegno e costanza nella cosa e soprattutto credete in quello che state facendo. I risultati prima o poi arriveranno!

Arriva l’inverno

Passato questo periodo, che possiamo definire top per la pesca alla carpa, torneremo a fare i conti con situazioni sicuramente un po’ più complicate, in quanto ci troveremo ad affrontare il più duro dei 6nemici: l’inverno. Ma un ottimo lavoro svolto in precedenza ci tornerà sicuramente utile, sarà l’alleato migliore per combattere e vincere questa sfida, affinando e adeguando, ai cambiamenti imposti dalla stagione quegli approcci che fino ad ora ci avevano garantito successi. Specialmente in lago, sarà saggio continuare a dedicarsi agli spot pescati nella stagione precedente, vuoi per un continuo lavoro di pasturazione, vuoi per una conoscenza pressoché impeccabile delle caratteristiche degli stessi, dove caleremo i nostri inganni.

I primi cambiamenti li attueremo proprio qui: ci dedicheremo alla pesca in quelle zone che hanno garantito costante presenza di pesce variando leggermente la nostra modalità di assetto di pesca. Innanzitutto già con l’arrivo delle prime giornate fredde e dei repentini cali di temperatura è nostra abitudine cambiare la modalità di pasturazione, riducendo sensibilmente le quantità di esche, focalizzandoci esclusivamente sugli spot prescelti e accompagnando il buon birdfish con un altrettanto7 micidiale birdfood mix, dolce, veloce, più idoneo alle acque fredde vista l’elevata digeribilità e l’utilizzo di un aroma esclusivamente a base alcolica. Incominceremo ad utilizzare le palline al birdfood solo come taglio, fino ad arrivare ad usarle in maniera esclusiva, accantonando totalmente il birdfish al progressivo abbassamento della temperatura dell’acqua al di sotto dei 12°.

3I pesci rallenteranno ulteriormente la propria attività, le loro fasi d’alimentazione saranno sempre più circoscritte a determinati orari,  azioni che li vedranno protagonisti per brevi momenti della giornata, come nelle fasi di cambio di luce o quando si verifica lo scambio termico. Non possiamo permetterci di sbagliare, il tutto deve adeguarsi ad un’attività in continua diminuzione. In questi frangenti amiamo ridurre il diametro delle esche mantenendolo costante sui 20 o 18 mm, oppure riducendolo ulteriormente, utilizzando anche in questo caso diametri misti fino ai 14 mm. Lo stesso varrà per gli inneschi che saranno sensibilmente ridotti nelle dimensioni e vedranno la preferenza per esche molto leggere, piccole boilies singole equilibrate, mini snow man oppure tiger nut bilanciate: anche l’utilizzo di piccole pop up in spot particolari e specialmente in colori fluo ha dato i suoi risultati, il tutto accompagnato da una leggerissima pasturazione concentrata intorno all’innesco. Il carpfishing nel periodo invernale è uno degli aspetti più affascinanti della nostra tecnica.

Fino a non molti anni fa la pesca della carpa oltre il mese di novembre era considerata pura utopia, ma i nuovi materiali, e soprattutto le maggiori conoscenze dei moderni carpisti hanno consentito di praticarla durante tutto l’arco dell’anno. Noi amiamo questo genere di sfide, le cose facili non ci sono mai piaciute e il solo pensare di catturare il pesce della vita in condizioni del genere ci trasmette quella passione e quella tenacia che ci permettono di guardare lontano e di sognare sempre!

Testo e foto di David Bracaglia e Stefano Antonucci



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