Stagioni perfette

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AperturaIn questo breve articolo non vi racconterò la solita storiella del carpista che va a pesca e con più o meno sforzi cattura l’agognata preda, ma proverò ad entrare nel dettaglio di questa splendida e complessa tecnica che è il carpfishing, sperando così in poche righe di chiarire le idee a chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di tecnica.

                                                                               

Prendiamo in esame una delle stagioni più redditizie per la pesca: l’autunno. Per le carpe questa stagione è di vitale importanza perché è l’ultima occasione per trovare cibo nutriente per passare al meglio il rigido inverno avaro di cibo: il loro istinto le porta ad essere meno sospettose e diffidenti pur di avere una solida riserva di grasso per i periodi invernali. È sicuramente più facile catturarle, ma dobbiamo prestare attenzione ai repentini cambi di tempo e temperatura, perché in quel caso il pesce potrebbe bloccare la sua attività molto più rapidamente del solito, quindi evitiamo di andare a pesca con il tempo incerto se ne abbiamo la possibilità, e cerchiamo di scegliere un periodo o ancora caldo oppure freddo, purché la temperatura sia la più stazionaria possibile. Se il lago dove ci rechiamo a pescare si trova in quota, è buona norma controllare la temperatura dell’acqua per assicurarci che non sia sotto i cinque gradi, in quel caso diverrebbe molto più difficoltoso catturare carpe: si sa in montagna l’inverno potrebbe arrivare in anticipo.

Dove

In questo periodo dell’anno le carpe sono particolarmente in forma perché i loro stress principali come la riproduzione e la carenza di ossigeno nell’acqua dovuta alla calura estiva non incidono più nella loro quotidianità, quindi il mio consiglio e di SPALLA SFUMATAcurare con attenzione maniacale tutta l’attrezzatura utilizzata perché, “fidatevi di me”, potrebbe facilmente essere messa a dura prova  con catture da record. Lo spot non è particolarmente difficile da trovare. Il classico tronco sommerso, il prediletto salto di profondità, il fitto canneto, purché si affacci su di un fondale più o meno profondo visto il periodo, e la classica parete rocciosa esposta a sud sono tutti ottimi posti dove poter insidiare le nostre amiche. Poi si sa, nella pesca non esiste scienza o teoria che tenga, ogni lago o fiume ha le sue zone magiche, ma io con queste piccole accortezze ho sempre riportato a casa la foto di rito.

L’innesco

Ora parliamo di ciò che più interessa al pescatore: cosa innescare. La prima cosa che mi viene in mente è che l’esca dei 6miracoli non è ancora stata scoperta e credo che mai lo sarà. Il motivo è semplice: le attrezzature e soprattutto le esche si evolvono di pari passo con i pesci, quindi il divario che ci separa sarà sempre pressoché identico a quello che ci separava decenni fa. Se fra cento anni avremo delle attrezzature e delle esche super tecnologiche i pesci si saranno di certo evoluti con esse. In ogni caso, considerando il periodo non ancora invernale, userei delle esche leggermente pepate, ad esempio un buon mix fish meal o birdfish è l’ideale perché le farine di pesce sono molto digeribili e si sposano bene con una vasta gamma di aromi.

Mix da Autunno

Un mix che amo usare in questi periodi dell’anno è il seguente:

250 gr di farina di semolino (reperibile in qualunque supermercato)

240 gr di farina di soia

150 gr di farina gialla per polenta (anch’essa facilmente reperibile)

150 gr di farina di cozza

50 gr di Robin Red

25 gr di albumina

25 gr di fine Oystershell Grit (gusci di crostacei tritati)

10 gr di Niger (mangime per uccelli reperibile in qualunque negozio di animali) 

100 gr Nectarblend.

Capisco che molti di questi componenti non sono facilmente reperibili sul mercato, ma fortunatamente a tal proposito l’emergente azienda Feed Up può essere un validissimo alleato, visto il considerevole assortimento e l’eccellente qualità sia di ingredienti che di esche e mix pronti, al contrario della stragrande maggioranza delle altre aziende che cercano di spingere prevalentemente prodotti pronti standard: troppo facile e più costoso per l’utente finale.

Basi liquide

Per quanto riguarda la base liquida vi consiglio i seguenti prodotti:

5 gr di Green Lipped Mussel Powder (idrolizzato di cozza)

15 ml di Aminofishliver;

5 ml di Aroma Black Pepper  

5 ml di dolcificante.

La pasturazione

7 VAST.In fase di pasturazione sconsiglio vivamente le granaglie, esche molto apprezzate nel periodo primaverile ed estivo, ma nel periodo autunnale è preferibile attrarre le carpe con esche più golose e nutrienti tipo moderate quantità di piccole boilies e discrete quantità di pellet di varie dimensioni, così da variare i tempi di scioglimento per assicurarci una buona e costante propagazione di aroma. Se poi vogliamo strafare è buona cosa bagnare il pellet prima di lanciarlo in acqua con una dose non eccessiva di aminoacidi liquidi in modo da creare un invisibile ma invitante tappeto nutritivo dove le carpe andranno sicuramente a sfamarsi aggredendo la porzione di cibo più visibile e voluminosa: il nostro succulento innesco.

I grandi accessori

Riguardo l’attrezzatura da bivacco, che dire? Ci sono miriadi di aziende che si fanno la guerra in un mercato già saturo da molti anni di prodotti per la pesca e tutto ciò non fa che disorientare le persone che si avvicinano a questa tecnica. Il mio 9 VAST.consiglio è di non concentrarsi su marchi particolari, ma di acquistare con logica, ad esempio scegliendo lettini molto alti, così da poter dormire il più lontano possibile dal terreno e poter stipare le borse sotto di esso; scegliendo una tenda robusta con il telo interno molto distante dal telo esterno, cosi da impedire la formazione di condensa. Sul sacco a pelo dovete prestare particolare attenzione perché è la chiave di volta per un sonno caldo e confortevole, quindi vi consiglio sacchi comodi e molto morbidi, possibilmente di piuma d’oca. Comunque solo con innumerevoli battute di pesca capirete ciò che è davvero essenziale per trascorrere ore liete immersi nella natura e nel silenzio lontano dal fastidioso frastuono delle città.

Testo e foto di Alessandro Di Cola



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