Le stagioni della carpa

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APERTURAÈ incredibile quali e quanti cambiamenti abbia portato un approccio di pesca estremamente specifico e specialistico quale il carp-fishing. La necessità ed il desiderio d’approfondire tutto ciò che in qualche modo ruota attorno al mondo della carpa ci ha spinto inevitabilmente a comporre, tassello dopo tassello, il complesso mosaico che punta alla conoscenza dettagliata di una specie animale, la carpa.

Lo studio del fabbisogno alimentare ha sviluppato all’interno del mondo dei carpisti teorie e scuole di pensiero quanto mai varie ed interessanti. Gli inizi degli anni ‘90 hanno visto in Gran Bretagna, Francia, Olanda e conseguentemente in Italia l’affermarsi di esche iperproteiche. Derivati del latte quali la caseina, il caseinato di sodio e calcio e l’albumina erano ritenuti indispensabili per la preparazione delle boilies. Oggi sappiamo che tali esche con valori proteici compresi tra il 50 e l’80% risultano assolutamente indigeste alla carpa. In seguito si è passati all’utilizzo di pasture con grandi quantitativi di farine di pesce, anch’esse rivelatisi ben presto poco digeribili, in virtù delle eccessive percentuali di grassi animali, difficilmente metabolizzabili dall’organismo dei ciprinidi. Finalmente la fine degli anni ‘90 vede imporre le pasture composte da farine vegetali e diversi tipi di mangimi per uccelli (bird-food).

Queste esche, molto ricche di carboidrati ed estremamente digeribili, rappresentano probabilmente l’attuale punto di arrivo per quanto concerne la realizzazione di boilies bilanciate e corrette sotto il profilo nutrizionale. Chiudiamo questa piccola parentesi sulla composizione delle boilies per focalizzare la nostra attenzione su di un altro aspetto estremamente importante, la stagionalità della pesca. Per molto tempo la carpa è stata considerata un pesce tipicamente estivo, ora noi sappiamo che questo è vero solo in parte, anzi possiamo tranquillamente affermare che le calde temperature difficilmente favoriscono l’incontro con esemplari di grande taglia. Viceversa, le stagioni transitorie come primavera ed autunno spesso regalano le soddisfazioni maggiori. I grandi laghi naturali ad esempio ci consentono approcci concreti durante tutto l’arco dell’anno. Vediamo allora a questo punto di tracciare una mappatura sulle possibilità di pesca che ci vengono prospettate con l’avvicendarsi delle stagioni.

Inverno 

1 cold carp..un bel maschio invernale riscalda una fredda giornataSicuramente la stagione più dura, molti di noi tirano i remi in barca concedendosi una breve pausa riflessiva, magari programmando e pianificando le future sessioni di pesca. Altri, una minoranza, accettano la sfida invernale, ma per farlo è necessaria una maturità alieutica ed una conoscenza dello spot non indifferente. Se ne abbiamo la possibilità, concentriamo le nostre attenzioni verso laghi situati a modeste distanze dal mare: l’ambiente marino, infatti, addolcisce le temperature consentendo alle carpe2 in attesa di una partenza invernale un’attività alimentare accettabile anche durante il periodo invernale. L’aspetto meteorologico ad esempio durante il periodo invernale riveste un ruolo di prim’ordine, le perturbazioni provenienti dai quadranti meridionali, scirocco e libeccio, portano correnti calde in grado di far salire le temperature esterne anche di 10°. Soprattutto le sponde esposte a questi caldi venti africani durante il periodo invernale risentono molto delle perturbazioni, innescando spesso attività alimentari assolutamente inaspettate durante il periodo freddo. Osservando con attenzione durante il giorno questi grandi piani d’acqua, noteremo di sicuro la presenza di pesce in acque profonde, aree di stazionamento, viceversa, durante la notte i grandi ciprinidi pendono a portarsi in aree caratterizzate da fondali bassi, preferibilmente lungo i tratti di sponda con presenza di fitti canneti.

Primavera 

6- primavera..ed acqua bassa un binomio imprescindibili per le bigUna stagione importantissima, le temperature gradualmente iniziano a salire sino a raggiungere i 18/20°: è il momento della deposizione delle uova. Riuscire ad individuare le zone dove avviene questo eterno rituale porta sicuramente al successo. I laghi naturali, in virtù delle frequenti piogge invernali e del progressivo scioglimento delle nevi, presentano solitamente acque piuttosto alte. In queste7 circostanze l’individuazione di tratti di sponda caratterizzata da fondali bassi risulta piuttosto evidente. Scegliamo comunque tratti di sponda con lento digrado e la presenza di ostacoli, massi, rami, alberi sommersi, dove le carpe possano strisciare il ventre favorendo così la deposizione delle uova. E’ il momento per tentare il nostro record personale, le grandi femmine  pregne di uova raggiungono il massimo del loro peso: cerchiamole con convinzione sui bassi fondali, ottimi gli immissari principali, foci, e gli estesi canneti.

Estate  

4- in estate l'arrivo di inattese perturbazioni puo regalare sorpreseCielo terso, tempo stabile, lunghe e calde giornate rappresentano la norma durante il periodo estivo. Indubbiamente la temperatura media riscontrabile in questa stagione nei laghi naturali favorisce le attività metaboliche della carpa: ciò nonostante l’estate risulta essere una stagione ostica, tutt’altro che facile, soprattutto se il nostro target è rappresentato dalle big. I motivi di questo risiedono sostanzialmente in alcuni fattori correlati tra loro: con l’arrivo della bella stagione l’instabilità 5- una cala in acqua fonda in estate puo regalare grandi pescimeteorologica lascia il posto a lunghi periodi caratterizzati da alte pressioni stratificate e tempo stabile. Giornate calde ed assenza di vento tendono di per sé a rallentare l’attività dei ciprinidi, se a questo sommiamo l’improvviso aumento di confusione e caos sulle sponde della maggior parte dei laghi non è difficile trarre le giuste conclusioni.

I grandi branchi di carpe durante il periodo estivo tendono a smembrarsi, formando piccoli gruppi intenti a compiere lunghi tragitti alla ricerca di zone di alimentazione tranquille, spesso molto distanti dalle rive. I canali tra le praterie sommerse e le zone ricche di ostacoli situate in aree profonde durante il giorno ci offrono buone chance di catture. Viceversa, durante la notte ed al sopraggiungere d’improvvise perturbazioni, le carpe si spostano in acque basse, 1/4 mt, alla ricerca di cibo. Una buona strategia di pesca durante il periodo estivo è rappresentata dal posizionamento di ognuna delle canne consentite in spot diversi: questo ci consentirà di stabilire realmente le aree di maggior interesse, concentrando conseguentemente le nostre attenzioni verso le zone maggiormente produttive.

Autunno

3-l'autunno nei grandi laghiLa calura estiva e la confusione lasciano il posto alle prime perturbazioni: le temperature esterne calano e le acque iniziano lentamente a rilasciare parte del calore accumulato, mentre i laghi, tutti, aprono le porte a quella che possiamo tranquillamente definire la più bella stagione della pesca alla carpa, l’ autunno. La necessità d’immagazzinare i grassi necessari ad affrontare l’imminente inverno induce i grandi ciprinidi ad incrementare in modo esponenziale i propri ritmi alimentari. I grandi branchi si ricompongono tornando a colonizzare le aree già frequentate in primavera. Durante la notte i margini dei canneti e le aree caratterizzate da repentini sbalzi di fondale, drop, offrono le migliori chance di buone catture. Durante il giorno, invece, le zone di transito poste tra gli erbai risultano ancora una volta particolarmente produttive, soprattutto concentrando la nostra azione di pesca su fondali medio alti, 6/9 mt.

Testo e foto di Stefano Passarelli



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