A volte occorre adattarsi


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Nella maggior parte dei casi, siamo abituati ad utilizzare montature che permettano alla carpa di auto- allamarsi in caso di partenza, sfruttando il peso del piombo. Sia che usiamo la “clip“ o un “in linea” il piombo viene sempre bloccato ,tramite una connessione in gomma, alla girella. E fin qui nulla di nuovo! Ma pescando in ambienti molto pressati, nel mio casa trattasi di una piccola cava di profondità media di 3,5m, questo sistema non è così infallibile, anzi…infatti, pescando in maniera classica stavo rischiando un bel cappotto!

E’ vero anche che non mi sarebbe mai passato per la testa di cambiare tipologia di “terminale” visto che comunque non ero ancora incappato in questo problema. Cominciai a prendere in considerazione seriamente l’ idea di cambiare qualche cosa solo quando venne vicino a me un pescatore, assiduo frequentatore del posto, il quale vide subito qualche partenza. A questo punto, guardandomi un po’ in giro, mi resi conto che ero l’ unico ad esser ancora in cappotto e quindi cominciai a pensare, ma soprattutto ad osservare gli altri per cercare di capire dove sbagliavo.

Notai appunto che molti pescavano con il piombo scorrevole libero e facendo mente locale pensai alle varie toccate o tironi strani che avevo visto durante la pescata…allora mi dissi: “Vuoi vedere che queste carpe mi fanno fesso!”. Cambiai subito tipologia di terminale, copiando dai miei vicini ed adattandomi alla situazione e finalmente vidi anche io una partenza. “Ci siamo??” No, non ancora perché gli altri avevano una buona frequenza di catture mentre io no, una ogni tanto. Allora, continuando ad osservare ed anche a parlare con i vicini, arrivai a scoprire che andavano i gusti pesciosi e soprattutto il pellet da innesco. “Bene! Peccato che l’ ho lasciato a casa…! E adesso come faccio?” Ho cominciato a cercare nella borsa delle esche qualcosa che potesse esser pescioso e fortunatamente avevo dei dip in polvere gusto pesce. Usandoli ,effettivamente, notai un miglioramento in termini di catture, comunque avevo già contattato preventivamente un amico, residente in zona, il quale aveva un po’ di pellet da innesco a casa e gentilmente me li portò.

Poi tra un caffè e quattro chiacchere cambia gli inneschi, togliendo quindi la boilies e mettendo il pellet. Feci qualche piccola retina con del pellettino da 3mm e via…anche io cominciai a divertirmi.

Questo mi ha insegnato che comunque anche se siamo fiduciosi nei nostri terminali e nelle noste esche, ogni situazione e pescata può esser a sé. E se non troviamo “la giusta chiave di lettura” della pescata, un’ ottima giornata può trasformarsi in un “bel cappotto”, ma non dobbiamo darci per vinti, anzi, dobbiamo esser stimolati a ragionare sui “perché” è andata male per poterci migliorare in futuro.

Autore Manrico Succi Leonelli -www.carpmagazine.it-



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