L’ importanza della vita


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Pochi giorni fa un amico caro Roberto Di Lorenzo su Facebook con un post mi ha riportato a ricordi del passato. Era l’anno duemila è partecipavo all’enduro sul lago del Salto “Filippo Strazzieri” un memorial per un angler che aveva perduto la vita sulla riva di un lago del reatino.

Il destino volle che la mia posta fosse a ridosso del ponte di Fiumata ,postazione assai comoda ma poco redditizia per la pesca, ma non sapevo ancora cosa mi aspettava. La gara iniziò il venerdì mattina, per tutta la giornata e la notte ci fu un silenzio inverosimile ,tutto taceva e così ebbi l’occasione di riposare egregiamente .

La mattina del sabato come mio solito, ero in piedi di buon ora, e scrutando il lago a circa 200 metri da me, a ridosso dei piloni del ponte ,notavo una piccola imbarcazione tipo bic, che aveva qualche problema .

C’era un giovane ragazzo sopra, a cui si era impigliata la lenza sull’elica del motore e cercando di liberarla vedevo che faceva manovre molto azzardate, tra l’altro era sprovvisto di giubbetto salvagente e aveva indosso stivali a coscia.

La barca ad un certo punto assunse una posizione strana, e cominciò ad imbarcare acqua dalla poppa.

Il mio istinto ebbe il sopravento ,salii di corsa sulla mia fidata mariposa e motore a palla mi diressi verso l’imbarcazione in difficoltà, che nel frattempo aveva imbarcato più acqua e stava per  inabissarsi nel lago.

Secondi interminabili che mi permisero di vedere tutta la scena in diretta, la barca era andata a fondo e il ragazzo aveva cominciato ad annaspare in superficie. La distanza che mi divideva dal ragazzo era poca, ma la velocità del mio minnkota non mi permise di arrivare in tempo prima che il ragazzo andasse sotto l’acqua.

La necessità e la situazione mi ordinavano di trovare una soluzione a stretto giro massimo 4/5 secondi, notai che sulla mia barca era presente una corda assicurata alla punta della stessa, ci siamo la prendo effettuo due giri intorno al polso destro e nel frattempo ero arrivato sul punto dove il ragazzo era affondato.

Senza pensare alle conseguenze di quello che stavo per fare mi butto in acqua a piedi uniti, avevo circa 3 metri di corda quella era la mia corsa, tutto dipendeva da quei 3 metri di corda.

Appena entro in acqua, il mese di ottobre e la temperatura della stessa mi riportano alla realtà, ma adesso sono li non posso mollare, c’è qualcuno che mi aspetta, devo provarci.

Mentre sono sotto l’acqua con una mano cerco intorno a me ,sento qualcosa che sbatte sulla mia gamba, allungo la mano lo sento, afferrato, ragazzo sei nelle mie mani adesso torni su con me.

Grazie a Dio siamo riusciti a tornare su tutti e due, sani e salvi e credo che per me non ci sarà mai premio più grande. L’inesperienza e la gioventù hanno creato tanti problemi al ragazzo in questione , quindi mi raccomando non prendete quello che ho fatto come esempio, ma siate accorti e attenti indossate sempre il giubbetto salvagente e usate sempre la calma, molte volte questi fattori possono salvarvi la vita.

Autore Pietro di Damiano -www.carpmagazine.it-



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