Il Lago di Castel Gandolfo

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I laghi vulcanici esercitano indubbiamente un notevole fascino per chiunque ami la pesca specialistica della carpa: leAPERTURA acque profonde, le sponde ricche di vegetazione, la non sempre facile lettura del fondale ne fanno degli spot estremamente stimolanti ed affascinanti.

In Italia questi particolari ambienti lacustri sono concentrati nel centro: ad eccezione di piccoli laghi situati in Campania, gli altri si trovano tutti nel Lazio. Bolsena, Vico, Bracciano i più grandi, sino ad arrivare alle porte di Roma dove nel bel mezzo del parco dei Castelli Romani troviamo divisi dalle pendici vulcaniche del Monte Cavo i laghi di Nemi ed Albano. Proprio di quest’ultimo vogliamo approfondire la conoscenza, il lago di Albano, comunemente chiamato Castel Gandolfo in onore della splendida cittadina che si specchia nelle sue acque.

Siamo a circa 300 mt sopra il livello del mare, il lago, con una circonferenza di 6,02 km2 ed una profondità di 170 mt è 2da considerarsi il bacino vulcanico più profondo. Privo di immissari ed emissari, riceve acqua esclusivamente dal bacino imbrifero e da alcune sorgenti sottolacustri (polle). Non ci sono dubbi, è un bel lago: i boschi di castagno, le querce e la lussureggiante vegetazione spontanea impreziosiscono questo specchio d’acqua, però, è inutile negarlo, il sottoscritto è particolarmente legato a questo ambiente.

Proprio qui su queste sponde è nata la mia passione per il carpfishing: erano i primi degli anni ‘90, questa tecnica muoveva i primi passi in Italia, tutto era novità e sperimentazione. L’amico Claudio Di Paolo, vero ed indiscusso pioniere in questo contesto, dopo molti tentativi infruttuosi finalmente catturava il suo primo grande ciprinide, un pesce che di lì a poco sarebbe diventato il simbolo alieutico di questo lago, l’amur. Le foto e l’entusiasmo per la cattura di questo grande pesce mi coinvolsero immediatamente, insinuando in me una passione che a distanza di quasi vent’anni ancora mi porto dietro.

Molti carpisti italiani hanno frequentato il lago di Albano per tentare la cattura delle grandi carpe erbivore presenti. Pesci perfetti, dotati di una splendida livrea color bronzo ed un corpo massiccio, potentissimo, sembra quasi di trovarsi di fronte ad un ceppo autoctono, comunque di fatto il lago di Castel Gandolfo forgia questi pesci donandogli caratteristiche morfologiche uniche e soprattutto rendendoli per noi splendidi avversari.

L’ambiente

david con una splendida regina catturata nel boscoIl lago indubbiamente nel corso degli anni ha subito notevoli cambiamenti e mai in meglio. L’alveo lacustre soffre dispesso le perturbazioni ci regalano i pesci migliori una cronica e costante dispersione dell’elemento liquido: dalla fine degli anni ‘60 ad oggi il livello delle acque si è abbassato di circa 3 mt, evidenziando un fenomeno decisamente allarmante. I motivi purtroppo sono imputabili esclusivamente a noi: antropizzazione e sviluppo eccessivo dell’agricoltura hanno comportato un sovrasfruttamento della falda acquifera con conseguenti problemi di inquinamento.

L’imponente corona di alghe che percorreva tutto il perimetro del lago fornendo alimento naturale e riparo ora non esiste più. Soprattutto quest’ultimo fenomeno, le cui cause risultano attualmente sconosciute, ha determinato notevoli cambiamenti nelle abitudini dei pesci, rendendo possibile la cattura non solo di amur, ma anche di grandi esemplari di carpe regina e specchi, rendendo ancora più appetibile questo spot vulcanico.

Gli spot

Il tunnel sulla Via dei Laghi ci proietta direttamente in un’area di notevole interesse alieutica: siamo nella zona delleuna attenta osservazione dello specchio d'acqua puo fornirci importanti indizi spiagge, circa 2 km di fondale caratterizzato da un lento digrado. E’ questa una zona di transito, esposta ai venti provenienti dai quadranti meridionali, scirocco e libeccio s’incanalano spesso tra i monti generando moti ondosi di notevole intensità, mettendo in forte attività alimentare i numerosi amur che frequentano questo tratto di sponda.

Ai margini delle spiagge, su entrambi i lati, la sabbia cede il passo alla roccia e ad un notevole incremento di profondità, regalandoci alcune postazioni particolarmente felici. Sulla sinistra la cosiddetta zona dei “porchettari“, eccellente durante il periodo primaverile, regala ogni anno importanti catture di regine di taglia.

Sulla destra alcune postazioni storiche producono pesci importanti con regolarità: “I quadri, il C.O.N.I., L’oasi”, solo per citare alcuni tra i migliori e gettonati spot di tutto il contesto lacustre. Il fondale, in questo tratto prevalentemente roccioso, presenta notevoli variazioni con franate e scalini estremamente interessanti: è comunque consigliabile sondare con estrema attenzione, a volte un solo metro può rappresentare il labile confine che separa il successo dal fallimento.

Ed eccoci arrivati al bosco, la sponda meridionale del lago: castagni, querce ed un contesto ambientale di prim’ordine incorniciano una porzione di sponda di circa 3 km dove ritagliare la propria postazione di pesca. Si tratterà sempre di postazioni molto intime, raccolte, giusto lo spazio per l’attrezzatura, alle nostre spalle il bosco, davanti a noi il lago, profondissimo…..siamo nel regno del marginal fishing.

A pochi metri dal nostro pod il fondale inizia a scendere prepotentemente, dobbiamo posizionare le nostre insidie proprio lì, prima che il fondale sprofondi e raggiunga quote improponibili. Nel bosco non si va per tentare gli amur, piuttosto si cerca l’incontro di una vita, quello con una delle grandi carpe presenti in questa realtà lacustre.

Pasturazione ed approcci

Carpe ed amur si sa richiedono approcci e pasturazioni sostanzialmente diverse, questa è una buona norma alla qualecreme e fruttati rappresentano le migliori combinazioni per le erbivore attenersi in qualsiasi specchio d’acqua, ma di sicuro qui al lago di Castello rappresenta una regola ferrea da rispettare, vediamo di capirne i motivi. La popolazione di erbivore presenti in questo specchio d’acqua è decisamente maggioritaria rispetto a quella delle carpe. Grandi branchi di pesci di taglia compresa tra i 15 ed i 25 kg ai quali è venuta a mancare la naturale fonte di nutrimento, la vegetazione lacustre.

Questa realtà spinge ed induce questi pesci ad effettuare notevoli spostamenti lungo il perimetro del lago alla ricerca di cibo alternativo. Invertebrati, molluschi bivalvi e se ne avrà l’occasione boilies e granaglie varie, insomma l’amur rappresenta indubbiamente un importante competitore alimentare per la popolazione di carpe presenti. Come precedentemente accennato, le erbivore amano pascolare in grossi branchi: per noi è fondamentale intercettare e soprattutto fermare questi pesci. Per fare questo è necessario proporre importanti quantitativi di granaglie: mais cotto, canapa, semi di lino ed avena veicoleranno messaggi olfattivi e nutrizionali difficilmente ignorabili dai nostri antagonisti pinnuti e rappresenteranno la base della nostra pasturazione.

Per quanto riguarda le boilies, la nostra scelta ricadrà su mix bilanciati ed altamente digeribili (Bird Food Mix), le4 combinazioni aromatiche più gettonate saranno i fruttati e le creme, Scopex su tutti. Per le carpe il discorso è sostanzialmente diverso, il lago custodisce uno stock di pesce di assoluto rilievo, grandi esemplari di carpe regine e rare e bellissime specchi. Si tratta di pesci molto schivi, sospettosissimi, con aree di stazionamento e pascolo piuttosto ristrette. Questi grandi esemplari, prevalentemente solitari, mal sopportano la presenza degli amur, pertanto sarà opportuno pasturare esclusivamente con boilies al fine di evitare la presenza e lo stazionamento di questi ultimi nei pressi della nostra postazione di pesca.

Mix speziati con buone percentuali di farine di pesce risultano particolarmente graditi alle big di “Castello”, le pasturazioni in questi casi non saranno mai eccessive, dovremo invece privilegiare la qualità delle farine utilizzate e soprattutto la scelta dello spot.

Come Arrivare

Da Roma conviene prendere la SS7 Appia in direzione Sud e seguire le indicazioni per Castel Gandolfo. Il lago è inoltre facilmente raggiungibile con la Via dei Laghi che unisce Velletri a Marino sulla sponda di Levante.

 Testo e foto di Stefano Passerelli



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