Cacth & Release

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Negli ultimi anni il carpfishing in Italia ha subito una grossa evoluzione e oggi possiamo affermare con assoluta certezza che moltiAPERTURA appassionati di questa tecnica possono competere alla pari con i migliori pescatori del mondo. Ma se sul piano tecnico sono stati fatti passi da gigante, non altrettanto possiamo dire sia avvenuto per quanto riguarda l’etica. Sono ormai diversi anni che il carpfishing è entrato con “prepotenza” nel mondo della pesca sportiva e oggi conta molti appassionati che si dedicano a quest’affascinante tecnica con passione. Purtroppo, però, mentre sul piano tecnico sono stati fatti passi da gigante tanto da poter affermare che oggi i pescatori di carpfishing italiani possono competere con i migliori pescatori del mondo, non altrettanto possiamo dire per quanto riguarda l’etica. In questa disciplina, infatti, il totale rispetto della natura e del pesce sono regole fondamentali e non c’è niente di più gratificante per un buon carpista di veder tornare libero nel suo ambiente un bel pesce dopo una foto di rito. Purtroppo tutto ciò non è sufficiente, spesso durante il “combattimento” la carpa si provoca piccole ferite, cerchiamo nei limiti del possibile di effettuare alcuni minimi interventi che possono essere utili prima del rilascio.

Trattiamoli con cura

Per compiere quest’operazione è assolutamente indispensabile l’uso di un materassino ampio e bene imbottito preventivamente bagnato:1 servirà a non rovinare la delicata cute del pesce. Il primo intervento riguarderà la bocca, dove l’amo, durante il recupero, avrà sicuramente provocato una ferita; esistono in commercio prodotti specifici, disinfettanti e cicatrizzanti che sono veramente ottimi. Capita poi che a causa della guadinatura il pesce perda alcune squame: se non disinfettati in quei punti possono sorgere, in seguito, infezioni o micosi anche gravi ed è buona norma, quindi, spargere sull’abrasione dei prodotti idonei; se ne trovano di ottimi idrorepellenti in confezione spray per uso veterinario, in mancanza di ciò della comunissima tintura di iodio andrà benissimo. Detto questo, ricordiamoci di non esagerare con la permanenza fuori dell’acqua e manipoliamo il pesce sempre con estrema delicatezza. Purtroppo è capitato e capiterà che alcune carpe muoiano dopo il rilascio a causa di una cattiva conservazione e manipolazione: questi piccoli accorgimenti, insieme con una buona cura del pesce durante tutta la sua permanenza fuori dell’acqua, faranno sì che ciò accada il meno possibile e che il nostro “amico” possa tornare libero di nuotare nel suo ambiente, pronto a regalarci nuove grandi emozioni.

Occhio al materassino

2La scelta del materassino è sempre molto importante ai fini di una corretta gestione del pesce durante le4 operazioni di slamatura e non solo. A tale proposito, evitiamo, molti di noi lo fanno per ragioni di ingombro e trasporto, di utilizzare materassini di piccole dimensioni, ma principalmente sottili e poco imbottiti; nel caso di caduta del pesce le conseguenze sarebbero drammatiche. Oggi il mercato offre una grande varietà di modelli e, potendo scegliere, sono da preferire quelli muniti di chiusura con cerniera, ottimi per trasportare il pesce, e quelli cosiddetti a barca, muniti di alte sponde che evitano alla carpa di ruzzolare fuori dal materassino durante la manipolazione. In ogni caso, quale che sia la scelta, ricordiamoci di mantenere il pesce sempre bagnato, irrorandolo copiosamente durante tutte le operazioni che lo costringono fuori dal suo ambiente naturale.

Testo e foto di Alfonso Vastano



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