Tecniche di pasturazione

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Sono molte le tecniche di pasturazione e altrettanto numerosi i materiali che si possono usare per lo scopo. Vediamo nello specifico cosa, come e dove usare questo aiuto fondamentale ai fini dei nostri successi di pesca.

                                                                          

La tecnica di pasturazione che praticamente tutti abbiamo visto almeno una volta è quella messa in atto da Willy il coyote del famosoAPERTURA 2 cartone animato che preparava mucchietti di semi per uccelli, con tanto di cartello, cercando poi di catturare Beep Beep (road runner) intento a cibarsene. Pensandoci bene è proprio quello che dobbiamo fare noi, ovvero cercare di abituare le nostre amiche carpe a cibarsi nelle zone dove abbiamo posizionato le nostre lenze sperando di riuscire a catturarle. Personalmente ci è capitato di fare una pescata in un canale dove tutta la sponda di fronte era piena di alberi che si sporgevano sull’acqua e proprio all’ombra delle frasche avevamo lanciato i terminali e qualche boilies col cobra. Durante tutta la giornata non ci fu alcun segnale di interessamento delle carpe fino a quando all’imbrunire notammo numerosi gruppetti di due o tre aironi bianchi arrivare flemmatici ed appollaiarsi su di un albero posto alla nostra sinistra, e solamente su quello, riempiendolo quasi completamente. Da quel momento fino a poco prima dell’alba, quando ricominciarono i voli in partenza dei bianchi pennuti, catturammo dodici carpe; tutto si fermò fino alla sera quando ricominciarono a radunarsi gli aironi e di seguito iniziarono altre catture, ma sempre e solo sotto quell’albero. Sembra ovvio che le carpe, oltre al posto, si erano abituate anche all’orario della “pasturazione” naturale effettuata dagli aironi con i rimasugli di cibo non digerito nei loro escrementi.

Barca e barchino

Se possediamo una barca e abbiamo la possibilità di usarla con l’inseparabile giubbotto salvagente, l’azione di pasturare e posizionare le lenze ci risulterà notevolmente facilitata in termini di quantità e precisione, soprattutto se coadiuvati da un amico. Nelle zone dove la navigazione è vietata ci corre in aiuto il barchino radiocomandato che ultimamente sta prendendo piede tra i carpisti per merito della sua comodità, della vasta scelta di modelli e non per ultimo l’accessibilità economica.

In gara foto  8- 11- 13- 14

Le tecniche di pasturazione nelle competizioni ufficiali sono strettamente legate alle limitazioni imposte dal regolamento che non8 prevede l’uso d’imbarcazioni e barchino radiocomandato, quindi gli attrezzi su cui possiamo fare affidamento sono: cucchiaione, fionda, bait rocket, fondello e cobra. A parte quest’ultimo, sono tutti soggetti a limitazioni di orario, di solito è consentito il loro utilizzo dalle 9 alle 18 e perciò sono vietati nelle ore notturne che nella maggior parte dei casi sono le più produttive in termini di catture. Il cucchiaione è utile soprattutto per preparare un tappeto di granaglie e piccole esche in previsione che, durante la notte, carpe o amur possano avvicinarsi al nostro sottoriva. Altra esca da lanciare col cucchiaione sono i pallettoni, ovvero grosse palle compresse e dure di circa 4 cm di diametro composte da sfarinati e granaglie diventate famose al campionato del mondo 2008 in Sudafrica dove la nazionale di casa ne fece largo uso ed in quel contesto specifico, con tanto pesce e molta concorrenza alimentare, mandarono letteralmente in frenesia le carpe dominando la gara.

La fionda

La fionda è conosciuta in quasi tutti i tipi di pesca perché può lanciare praticamente ogni tipo di esche: con le granaglie e esche leggere le11 distanze sono minime, ma con boilies o palle di pastura aumenta considerevolmente la gittata del lancio mantenendo una buona precisione. Esistono in commercio due varianti della fionda: il fiondone e la catapulta. Il fiondone, lo dice il nome stesso, è una versione maggiorata fornita di un supporto regolabile da appoggiare alla parte alta della coscia per opporre una maggiore resistenza con minor sforzo alla tensione dei grossi elastici. La catapulta è di dimensioni ancora più grandi; la forcella con gli elastici è fissata ad un telaio o un treppiede che deve essere ben fissato al terreno permettendo di lanciare lontano grosse palle di pastura.

Bait rocket

L’uso del bait rocket è il sistema migliore per pasturare con granaglie e pellettino a notevole distanza con buona precisione. Con una9 canna specifica, un mulinello con un buon rapporto di recupero e una grossa bobina riempita di treccia galleggiante si fanno lanci ragguardevoli e veloci recuperi. La canna deve avere una potenza di almeno 5  lb e possibilmente l’anellatura in sic per evitare la precoce usura della stessa. In alternativa alla treccia si può usare anche il nylon, con l’accortezza di spruzzare sulla bobina dello spray al silicone, come ad esempio quelli per lucidare i cruscotti delle auto: scorrevolezza e galleggiabilità miglioreranno notevolmente facilitando l’azione di recupero del rocket. Per aiutarci nel concentrare la pastura in una zona relativamente ristretta, possiamo posizionare un segnalino galleggiante che ci faccia da riferimento durante i lanci. E’ consigliabile inserire all’interno del pezzo superiore della canna un tappino di plastica o sughero in modo che formi una camera d’aria permettendone il galleggiamento. Capita talvolta che il filo, dopo ripetuti lanci e relativi recuperi, si attorcigli e, durante l’uscita, vada ad aggrovigliarsi ad un anello sfilando il cimino trascinandolo in acqua, ma in questo caso è facilmente recuperabile. Una variante del bait rocket per lanciare grosse boilies, pallettoni e voluminose palle di pastura è il cosiddetto “ fondello”, che da noi è ancora poco conosciuto e poco usato. Assomiglia a un fondello da fionda, ma con dimensioni maggiorate e viene collegato alla canna come fosse un rocket: una volta caricato si lancia, il fondello farà pochi metri ma la pastura coprirà distanze notevoli.

Il cobra

Per antonomasia l’attrezzo più specifico per pasturare con le boilies è conosciuto col nome di cobra: di questo tubo ne esistono di svariate12 forme, dimensioni e materiali. Si va dalla plastica all’alluminio alla fibra di carbonio, da quelli piccoli per le corte distanze a quelli più lunghi per le situazioni opposte, da quelli a bicchierino per le granaglie a quelli di grosso diametro che possono essere manovrati con due mani. Per ottenere lunghe pasturazioni il cobra deve avere determinate caratteristiche: essere rigido ma allo stesso tempo leggero per avere buona precisione e non stancare braccio e spalla e avere un’impugnatura  confortevole e abbastanza sottile per non creare dolori al palmo della mano e ai muscoli dell’avambraccio. Un suggerimento a riguardo è quello di togliere il rivestimento in spugna o neoprene dell’impugnatura e sostituirlo con il cosiddetto “grip” che si usa per le racchette da tennis (si trova facilmente nei negozi di articoli sportivi); la presa risulterà maggiormente bloccata e più confortevole. Per avere lanci di lunga gittata si dovranno usare boilies di diametro generoso con un buon peso specifico, ma soprattutto di ottima consistenza, altrimenti l’esito del lancio sarà letteralmente l’esplosione in volo della nostra esca per effetto dell’enorme forza centrifuga creata dal rotolamento della boilie durante il tragitto per uscire dal cobra. Possiamo provare ad ovviare al problema bagnando di tanto in tanto l’interno del cobra in modo che le bilie, scivolando di più e rotolando di meno, diminuiscano sensibilmente la forza centrifuga.

Il PVA

Anche se non considerato un metodo di pasturazione nel modo più classico, lo si può definire il sistema più preciso per concentrare10 piccole quantità di pastura a ridosso del nostro innesco e stiamo parlando di tutti i prodotti in PVA. Il suo nome è acronimo di Polyvinyl alcohol, un polimero sintetico solubile in acqua e proprio per questo fa al caso nostro. Lo possiamo trovare in forma di filo, nastro, sacchetti e reticelle di varie misure. In base alla distanza da raggiungere con il lancio e a quello che desideriamo usare come pastura potremo optare per il filo o il nastro con poche boilies di piccolo diametro, magari tagliate a metà, per raggiungere gli spot più lontani. Per lanci medi e corti possiamo scegliere tra reticelle riempite di pellet, boilies spezzettate e granaglie ovviamente asciutte o nel formato stick con la classica forma a salsicciotto ripieno di sfarinati e piccoli semi amalgamati con liquidi attrattori. I sacchetti possono essere riempiti con tutto ciò che si vuole, dallo sfarinato secco fino ai liquidi, a patto che non siano a base acquosa per evitarne lo scioglimento anticipato, e sarà nostra cura lasciare meno aria possibile al loro interno per migliorarne la velocità di affondamento. Un’ulteriore vantaggio da non sottovalutare di sacchetti e reticelle è che, inserendo al loro interno piombo e terminale assieme alla pastura, si rende il tutto praticamente esente da grovigli durante il lancio. Queste sono le tecniche di pasturazione a disposizione dell’agonista; sarà quest’ultimo a decidere in base all’esperienza e alla conoscenza del posto quale tecnica usare a seconda dell’evenienza. Da questa decisione e soprattutto dalla quantità di pasturazione spesso dipenderà l’esito positivo o negativo della propria battuta di pesca, tenendo sempre presente che tutto quello che si butta non torna  più indietro (e a volte nemmeno il rocket).

Da non fare… in gara e non 

Un errore molto comune nelle competizioni è lasciarsi influenzare dalla tattica di pasturazione pesante attuata dai concorrenti vicini se4 si è scelto una condotta di gara con pastura limitata e concentrata: pasturare è contagioso. Molta attenzione si deve prestare durante le pasturazioni con l’utilizzo della fionda: anche se può sembrare banale, quando mettiamo in tensione gli elastici è consigliabile tenere la fionda lontano dal volto per evitare che a causa di un’eventuale rottura qualcosa possa colpirci in viso, compresa la forcella che potrebbe scivolarci dalla mano con gravi conseguenze. Nelle pasturazioni a lunga distanza con il rocket è bene proteggere il dito indice che trattiene il filo durante il lancio ed è di fondamentale importanza che la frizione del mulinello sia perfettamente bloccata, soprattutto con la treccia, per evitare di procurarsi un profondo taglio sul polpastrello. Per proteggere il dito durante il lancio esistono vari sistemi; si può trovare qualcosa di specifico che alcune ditte del settore propongono nei propri cataloghi, oppure si possono trovare in ferramenta guanti da lavoro in cotone ricoperti di gomma piuttosto sottili e aderenti per non limitare la sensibilità. La loro durata è discreta e il costo generalmente è di pochi euro. Altra alternativa la possiamo trovare nei negozi di articoli sportivi che trattano materiali per arceri; si tratta di un guantino specifico per il tiro con l’arco, generalmente in pelle, che copre indice, medio, anulare e si fissa attorno al polso tramite un laccetto con velcro. Il metodo sicuramente più economico è tagliare dei “tronchetti” da una camera d’aria di bicicletta; basta trovare il diametro più adatto ad essere indossato sul nostro dito e il gioco è fatto.

Testo e foto di Marco e Vanni Pirani



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