L’esca adatta per gli ambienti naturali

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Apertura 1 Partiamo con questa rubrica dedicata alle esche da carpa, argomento molto complesso maSPALLA abbastanza semplice allo stesso tempo, nel senso che non è mai facile trovare il giusto mix e la relativa aromatizzazione per ogni stagione, luogo e situazione di pesca, cioè quel tipo di esca che ci faccia catturare di più e per un lungo periodo, ma allo stesso tempo risulta relativamente facile costruire un’esca che venga in qualche modo accettata dalle nostre amiche carpe.

Ricordiamoci che gli ingredienti semplici e genuini, come le varie farine di cereali e gli ottimi ingredienti quali il classico pastoncino per uccelli, la farina di pesce o per esempio le varie tipologie di spezie che potremo trovare sugli scaffali dei negozi, saranno sempre ben accettati dalle carpe se dosati in giuste quantità. Con questi pochi ingredienti potremo già sperimentare una discreta quantità di ricette adatte a gran parte delle situazioni che andremo ad affrontare. Nello specifico parleremo delle tipologie di esche adatte per la pesca in ambienti naturali, cioè quegli ambienti, laghi o fiumi, non creati e sfruttati dall’uomo, comunque tutti quegli ambienti maturi sotto ogni aspetto, oggi anche molte vecchie cave lo sono, cioè in grado di offrire alle carpe tutto quello di cui esse hanno bisogno.

Si parte dal presupposto, infatti, che le carpe hanno nel proprio ambiente naturale una quantità di alimento sufficiente a far si che esse crescano e spesso arrivino anche a pesi da record, senza che sia in qualche modo l’uomo a intervenire con l’alimento artificiale, bilie, ecc., quindi tutti quegli ambienti dove la boilies sarà un qualcosa in più che dovremo far accettare alle carpe per far si che qualcuna venga a far visita ai nostri terminali. Bisogna a questo punto aprire una parentesi sul comportamento dei pesci, e più precisamente delle carpe: spesso si è portati a pensare che la carpa sia una sorta di scienziato che studia l’alimentazione.

Pensate a quante volte ognuno di noi ha annusato aromi, attrattori e quant’altro cercando di trovare l’essenza adatta per i nostri scopi. E conDSC00618 questo non voglio dire che è sbagliato pensare che una carpa possa analizzare le nostre esche prima di mangiarle, perché è quello che effettivamente succede ogni volta che noi lanciamo in acqua qualcosa di commestibile che non è presente tra le varie forme di alimento naturale. Questo spiega il perché una carpa accetti subito la boilies in acque  frequentate da carpisti e spesso invece è più difficile convincerla a mangiare le nostre esche in acque vergini o comunque poco frequentate da pescatori di carpe.

Ma nella stragrande maggioranza dei casi è proprio questo che succede in acqua mentre noi siamo in attesa vicino alle canne, cioè le carpe analizzano le nostre esche ed i messaggi nutrizionali che esse inviano ai loro ricettori. Se il messaggio è positivo, cioè se l’esca è considerata commestibile, la carpa la assaggerà, poi un’altra, un’altra ed un’altra ancora, e se le nostre esche saranno formulate con ingredienti sani e ben bilanciati, che daranno un reale beneficio al pesce, le verrà a cercare di nuovo e fino a che ne troverà ne mangerà, a volte spazzolando via tutto ed a volte assaggiandone solamente qualcuna, secondo le proprie reali necessità alimentari. Ma la carpa, come tutti i pesci e gli animali in genere, è in grado di distinguere il “buono” dal “non buono”, cioè il commestibile dal non commestibile, non distingue “l’estratto di alghe” o il “calamaro in polvere”, anche se tra i vari ingredienti ci sono sicuramente delle preferenze in termini alimentari, sia di “reali necessità fisiche”, sia semplicemente di gusto.

Spesso la nostra tecnica di pesca così estrema ed estremamente evoluta ci porta molto più in là di dove effettivamente è la “soluzione deDSC00615l problema”, cioè il giusto equilibrio tra “ingredienti” ed “ambiente di pesca”. Esiste a mio avviso un punto in cui dovremo fermarci e riflettere, andare oltre senza conoscere le reali potenzialità dei vari ingredienti considerati “difficili”, quali estratti, idrolizzati, aminoacidi complessi ecc, molte volte significa solamente sacrificare tempo e denaro per risultati che spesso non sono paragonabili con gli sforzi fatti sia in termini economici che di tempo speso. Con questo non voglio dire che gli ingredienti da carpa costosissimi e le ricette formulate con le cose più strane non portino ad alcun risultato sperato, ma la mia esperienza di carpista mi porta a pensare che troppo spesso per arrivare a quel risultato bastava semplicemente rimanere a pescare per il maggior tempo possibile ed in un buon posto, utilizzando delle esche semplicemente buone e non delle reali “bombe atomiche”, cioè esche ultracariche di qualsiasi ingrediente purché innovativo e costoso.

Soprattutto negli ambienti naturali, infatti, dobbiamo ricordarci che le nostre avversarie hanno generalmente delle buone quantità di cibofarina salmone naturale a disposizione, ed a noi spetta solamente il compito di “distrarle” dalle varie forme di alimento usuali, offrendogli qualcosa di diverso, di nuovo, che spesso anche per pura curiosità prima o poi assaggeranno. Risulta a mio avviso inutile, o comunque non necessario, utilizzare esche che in qualche modo vadano ad “imitare” le varie forme di alimento naturale presente, in primo perché non è possibile o risulta comunque molto difficile con delle farine e degli aromi andare ad imitare una qualsiasi forma di alimento naturale e per secondo la carpa non avrà mai un reale bisogno, in un ambiente favorevole, di tutti quegli ingredienti che tentano di imitare il cibo naturale presente, semplicemente perché ha già a disposizione quello di cui necessita.

Noi dovremmo solo “incuriosirla” e non “nutrirla”, sono due concetti completamente diversi. La carpa non si nutre e non si nutrirà mai solamente delle nostre boilies in un ambiente molto ricco di alimento naturale, ma saranno solo un complemento, una forma di cibo distinta, con un’impronta olfattivo/gustativa propria e ben marcata, lontana dal concetto “mimetico” di un’esca che cerca di imitare il cibo presente. Questa è ad esempio l’esca adatta per i grandi laghi naturali e gli ambienti naturali in genere.

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Le ricette di stagione

Ecco due ricette semplici da utilizzare con acque a temperature differenti.

Primavera – estate

30% semolino

20% farina di soia

20% farina di mais

10% albumina

10% miele in polvere

10% Birdfood Gammarus (Fun Fishing)

Aroma: Supreme Fruit (Fun Fishing)

NHDC – Amino Fruit (Fun Fishing)

Autunno – Inverno

20% semolino

20% farina di soia

20% farina di mais

10% robin red

10% farina di salmone

10% albumina

5%  farina di aringa

2,5% peperoncino in polvere

2,5% pepe nero in polvere

Aroma: Diabolic (Fun Fishing) o Indian Spice

Olio essenziale: black- pepper

Teso e foto di Paolo Chiovelli

 



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