Esche finte

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In questi anni la continua ed affascinante evoluzione delle esche ha subito un’impennata vertiginosa, distribuendo sulapertura 1 mercato prodotti molto validi e di egregia qualità. Stiamo parlando delle esche finte, una soluzione ancora da pochi utilizzata ma che ha risultati di catture davvero impensabili.

                                                                     

Come accade di sovente, una delle innovazioni più intriganti ci arriva da altri Paesi, dove insidiare le carpe con esche finte non rappresenta certo una novità assoluta. Questa nuova ed inusuale concezione, che all’apparenza può sembrare strana, raffigura invece una valida alternativa per trarre in inganno il nostro amato ciprinide. Per la maggior parte dei pescatori l’idea di usare un innesco di plastica è alquanto singolare, per non dire talvolta assurda; ciò è comprensibile, ma credo che all’inizio ci voglia una buona dose di fiducia per prendere confidenza con questo metodo. L’iniziale dubbio per questa tattica poco ortodossa si tramuterà ben presto in un grande interesse.

2L’Enterprise Tackle, azienda leader nel settore delle esche finte, è stata la prima a credere in questo genere di esche ed i risultati raggiunti le Spalladanno nettamente ragione; attualmente sono impiegate dai migliori carpisti inglesi, tra cui Frank Warwick che ne firma una linea personale. Alla classica riproduzione del granturco si sono aggiunti una miriade di articoli che svariano dai pellets di varie misure alla canapa, alla cozza, ai caster, ai gamberetti, alle arachidi, alla carne, alle tiger-nuts, alle boilies, alle versioni di mini, mega e fioccato di mais, sia affondanti che galleggianti; le esche artificiali di ultima generazione sono talmente ben realizzate ed imitano a tal punto le rispettive naturali che i pesci non si accorgono della differenza!

Quando usarle

3Non vi sono situazioni in cui è meglio o peggio adoperare questa tipologia di esche, si possono impiegare sempre, su qualsiasi genere di fondale e su tutti i tipi di acqua, abbinandole frequentemente anche a quelle vere in ordine alternato. Esiste un aspetto che potrebbe risultare importante nelle gare in cui è fondamentale la velocità, dove, invece di stare a sostituire continuamente l’esca, basta slamare e rilanciare senza il bisogno di perdere altro tempo inutilmente, pensiamo ad esempio con il pane per i muggini o con i bigattini nella pesca al colpo.

Perfetto bilanciamento

I loro vantaggi sono molti, ma il principale senza dubbio rimane sempre l’assoluta perfezione del bilanciamento per un periodo infinito, dato che8 la plastica, al contrario delle esche naturali, non assorbe acqua e perciò non si appesantisce con il passare del tempo. Per prima cosa voglio specificare bene cosa s’intende per innesco bilanciato: un rig è ben equilibrato se, quando lo introduciamo in acqua, vediamo scendere lentamente il terminale, fino ad adagiarsi dolcemente sul fondo.

In questo modo si ha la possibilità di presentare l’esca in modo molto più naturale, di conseguenza aumentano le chance che venga aspirata più facilmente e con meno diffidenza della carpa; servendomi di questo tipo di presentazione mi sono accorto anche che è più raro slamare, e a mio parere il merito è proprio del ridotto peso dell’esca. Prima di mettere una canna in pesca ricordiamoci sempre di provare prima in un secchio o in una zona di acqua bassa la giusta taratura del terminale che deve scendere molto delicatamente. Personalmente ritengo che un innesco adagiato sul fondo e dall’assetto neutro sia molto più catturante.

Finora tale assetto si creava inserendo delle sferette di sughero, alternando della spugna galleggiante (foam) con dei chicchi di mais, oppure12 SCONTORNARE abbinando due boilies, una affondante e l’altra pop up. L’esca stessa ha un suo peso che ne determina il movimento e, quando la carpa tenta di muoverla, un hair-rig armato di innesco controbilanciato in maniera perfetta si dimostra micidiale; un’esca alleggerita dà meno nell’occhio perché si sposta con la stessa verosimiglianza delle altre. L’impiego di hair-rig armati con esche bilanciate, data la naturalezza con la quale si comportano, è particolarmente adatto in situazioni difficili, quando ad esempio il pesce mangia in maniera svogliata o quando ci troviamo di fronte a fondali fangosi e negli erbai. Inoltre, in presenza di fondali ricoperti da un fastidioso strato di limo maleodorante la plastica non impregna i cattivi odori del fondo.

Il colore più adatto

Da queste riflessioni s’intuisce che anche la colorazione delle esche negli ambienti sottoposti ad alta pressione piscatoria può avere un’importanza rilevante, contrariamente ai posti meno frequentati dove il colore non è determinante per il buon risultato di una battuta di pesca. Per di più, è stato dimostrato che nelle acque parecchio battute l’impiego di esche colorate in molti casi induce le carpe ad abboccare, risollevando le sorti di molte sessioni apparentemente improduttive.

Quando le catture si fanno sempre più desiderare, le tecniche sempre più raffinate ed i pesci sempre più sospettosi, oltre a tentare con ami piccoli,13 finali sottili e micro inneschi, si potrebbe anche provare ad utilizzare forme e colori particolari per presentare alla carpa un’esca mai vista, che potrebbe, perché no, risultare l’arma vincente in quel momento. A tale proposito, un altro punto a favore di questa tipologia di esche è la varietà di tonalità diverse, sfumature calde ed intense, tinte forti, vivaci, chiare e fluorescenti (le quali ultimamente sembrano possedere una marcia in più). Nessuno può affermare con certezza quale sia la colorazione ottimale che funzioni in estate come in inverno, in acque basse oppure profonde, su fondali sabbiosi o melmosi; si tratta di una variabile senza possibilità di spiegazione che viene valutata solo in base al proprio intuito personale.

Ho constatato che in certe condizioni una gradazione ha la meglio sull’altra, pertanto io pesco con un’esca di colore differente per ogni canna, in modo da capire se c’è una preferenza; procedendo dunque per tentativi, lo scoprirete da soli e vi adeguerete. Sono in ogni caso fermamente convinto che il colore possa avere una influenza considerevole sui pesci. Di notte mi è capitato spesso che mais o boilies bianche mi regalassero le uniche partenze (nello spettro dei colori il bianco è uno dei più visibili in acqua); mentre specialmente nelle ore diurne un boccone brillante come il fucsia che risulti subito appariscente ed identificabile riesce ad incuriosire maggiormente le carpe, avendo il doppio vantaggio di attrazione olfattiva e visiva.

Sapori e invulnerabilità

Al di là di un colore sgargiante, vi è la possibilità di aromatizzare qualunque esca di plastica con degli appositi insaporitori liquidi formulati specificatamente per penetrare ed essere rilasciati in acqua da questo tipo di esche con durata di oltre 24 ore in pesca. Un ulteriore vantaggio è quello di essere resistenti all’attacco di specie di disturbo come minutaglia, pesci gatto e gamberi inclusi e in più non si usurano, durata garantita ed illimitata dell’esca in acqua, praticamente indistruttibile. Sono eterne, in sostanza riutilizzabili a piacere come e quando vogliamo.

Con quale pasturazione?

Per ottenere il massimo potenziale e sfruttare nel miglior modo questa gamma di esche, di solito si abbinano ad un sistema di pasturazione10 mirata e concentrata intorno al terminale, che conferisca così una maggior attrattività ed aumenti le garanzie di cattura; questo accorgimento riesce ad ingannare meglio la carpa che probabilmente non riesce a distinguere la differenza tra l’esca vera e la copia. Le metodologie per proporre questo stratagemma si ottengono agevolmente grazie all’uso di materiali solubili come filo e sacchetti in pva nelle sue diverse forme ed applicazioni. In alcuni casi estremi possiamo tentare la fortuna anche con una sola esca, ma realizzare uno stringer è un modo efficace e preciso di pasturazione, oltre che un’ottima soluzione antigroviglio, poiché rallenta la rotazione della lenza in aria. Così pure il method con boilies spezzettate ed una manciata di pellets o le retine per creare stick di deliziosa pastura in cui racchiudere il finale sono eccezionali soluzioni, particolarmente indicate con questo tipo di approccio.

Considerazioni

In molti, anche dopo aver letto questo articolo, saranno abbastanza scettici nel proporre alle nostre avversarie esche finte, ma io ritengo che un conto sia la pastura che i pesci devono mangiare e con cui quindi si alimentano, mentre per quanto riguarda l’innesco è sufficiente che una carpa aspiri, magari anche solo per assaggiarlo, e rimanere in questo modo allamata (premesso ovviamente che il terminale sia ben costruito e funzioni correttamente). Vi sono ancora tanti elementi da analizzare e da capire su cui bisogna scrivere e discutere; come tutti sappiamo, nella pesca non ci sono regole che garantiscono le catture, quindi è lecito provare a sedurre le nostre amiche in tutti i modi possibili e immaginabili. Ogni carpista deve allargare i propri orizzonti saggiando anche questa tecnica, che all’occorrenza potrebbe rappresentare un asso nella manica.

Scambiando pareri con molte persone e valutando le loro opinioni e considerazioni, mi sono reso conto che tanti pescatori, giustamente incuriositi dalle novità proposte dal mercato, comprano questi prodotti pensando che alla prima occasione essi debbano cambiare positivamente il corso della sessione, e troppo spesso le liquidano frettolosamente senza una seria sequenza di accurate prove. Prima di dare giudizi positivi o negativi sull’efficacia degli articoli commercializzati per il carpfishing è necessario eseguire numerosi esperimenti in merito. Io posso trarre le mie conclusioni con l’aiuto di una statistica fatta a seguito di numerose sessioni di pesca e verifiche sul campo ed anche dalle nozioni derivanti da esperienze di altri pescatori.

4Durante questo periodo ho imparato molto e ho catturato parecchi bei pesci con questo tipo di sistema, perciò mi fido totalmente di questo7 approccio; in realtà non credo esista un posto al mondo in cui questo modello di esche non sia catturante. In genere, chiunque abbia messo in dubbio questo metodo di pesca è stato puntualmente smentito ed in molti hanno apertamente ammesso di essere stati troppo superficiali. Mi auguro di essere riuscito a mettere in luce alcuni reali vantaggi delle esche finte, tuttavia questo non significa che da ora in avanti sia sempre e comunque preferibile utilizzare vicino all’amo del “cibo falso” in qualunque circostanza, ovviamente voglio soltanto far riflettere sul fatto che considerare l’esca naturale come l’unico mezzo a nostra disposizione è profondamente sbagliato. Quindi è il momento più opportuno per esercitare tutta la nostra fantasia e creare inneschi originali usando una lunga lista di moderne imitazioni; sono tutte eccellenti da utilizzare, il limite è soltanto la nostra immaginazione.

 Testo e foto di Riccardo Fanucchi  -www.carpmagazine.it-



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