Nelle acque del Dese

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Certo che pescando nelle acque di un fiume o di un canale le difficoltà vengono sicuramente ampliate rispetto alla pesca in acque ferme.Apertura Pescando in acque correnti ci si viene a confrontare con moltissimi problemi legati alle continue variabili che ci offre il fiume come può essere il cambiamento di corrente o del livello dell’acqua, si è esseri sicuri di un approccio da programmare quando, arrivati sulla postazione, ci si trova davanti ad alcuni cambiamenti naturali che ci obbligano a ricomporre i tasselli del nostro puzzle cercando di adeguarsi alle varie situazioni, ma per quelli che riescono a districarsi in questo estenuante “lavoro”, di sicuro le soddisfazioni non mancheranno.

Uno dei tanti corsi d’acqua situati nella provincia veneta è il fiume Dese che ha una numerosa popolazione di carpe comuni, carpe a specchi e non è difficile incontrare in qualche nostra avventura anche la cosiddetta carpa “ibrida”, ovvero un incrocio tra la carpa comune e la carpa a specchi che genera uno stupendo esemplare dai bellissimi colori e di grande potenza. Tuttavia, la specie di ciprinide che è maggiormente presente in questo ambiente fluviale è senza dubbio la carpa comune o “regina”, che possiamo trovare in gran parte del corso d’acqua mentre la maggior parte delle carpe a specchio predilige quei tratti di fiume dove larghezza e spazi ampi la fanno da padroni, dunque zone vaste dove la corrente del fiume viene meno e dove probabilmente stazionano gamberi, granchi e cozze in abbondanza, tanto da soddisfare il loro fabbisogno alimentare con una dieta super proteica. Infatti, nel Dese si possono trovare molte zone dove le carpe hanno grande possibilità di nutrirsi e di crescere, questo grazie anche al fatto che è un corso d’acqua molto vicino al mare e alla laguna veneta. Il Dese è popolato da carpe di piccola e media taglia, anche se non vengono a mancare catture di pesci di dimensioni e peso ragguardevoli, vere e proprie “bulldozer” del fiume. Una carpa comune di circa 15 kg è dunque un pesce eccezionale, un ottimo trofeo da immortalare nel nostro album fotografico, combattivo come non mai, che dà filo da torcere anche al più bravo ed esperto carpista.

Esche e Tecnica

Credo sia importante sapere che le grosse carpe del fiume Dese riescono a convivere abitualmente negli stessi spazi con tante altre specie di12 A pesci, in primis con qualche bel siluro, anche se questi non sono proprio presenti in gran numero come in tantissimi fiumi italiani. Per questa ragione dovremmo cercare un alimento che possa attrarre le carpe e che quindi sovrasti la già grande quantità di nutrimento altamente proteico esistente. Infatti, in queste acque, quando si è in pesca, può fare la differenza il fatto di sostituire parzialmente il nostro mix con delle farine con una base di carboidrati che hanno ugualmente un loro valore energetico e che in più aiutano le carpe ad equilibrare il loro regime alimentare. Come sappiamo tutti, non molti anni fa la pastura e in particolare quella fatta in casa era sicuramente un’esca che le carpe ed altri pesci riuscivano ad individuare come fonte di nutrimento, anche se dobbiamo considerare che questa non poteva certamente sostituire un ottimo tappeto di mais, alquanto infallibile per quanto concerne l’immediatezza nella sua efficacia. Con il passare degli anni e le continue ricerche sui metodi di pasturazione si è arrivato a capire che mescolando in una pasturazione per sessioni di pesca brevi o di più giorni del mais con delle pasture, pellets e boilies si riesce ad avere una postazione di pesca sempre attiva e pasturata nel miglior modo possibile, senza andare a spendere eccessive quantità di denaro. Per quanto riguarda la pastura da impiegare non dobbiamo scervellarci, anzi usare cose semplici di certo sarà la mossa giusta fare: una base di farine bianche, del birdfood, un po’ di aroma dolce, zucchero, dolcificante, o miele, saranno più che sufficienti per rendere un semplice mix un ottimo mix. Pertanto utilizzate questo tipo di mix piuttosto che usare pasture dalla dubbia composizione che si trovano in commercio, quali possono essere quelle senza il nome della ditta che le produce o, peggio ancora, senza i dati della sua composizione. Attenzione dunque, oppure fate riferimento a marche ben conosciute del mondo della pesca, ditte che hanno impiegato denaro e studi per la realizzazione di eccellenti mix.

Un aiuto insostituibile

In questo stupendo ambiente fluviale tentare di affrontare la pescata cercando di selezionare la taglia delle nostre amiche carpe non è attuabile, 4quindi si cercherà di trovare posti e situazioni in cui siamo convinti possano esserci delle carpe in pascolo anche di medie dimensioni, sperando in una visita di qualche “big fish”. Dunque fitti cannetti e ostacoli sommersi, buche e secche in prossimità delle nostre lenze saranno decisamente a nostro vantaggio. Ed è che a questo punto che le cose si complicano: per pescare in modo corretto in certe situazioni è consigliabile l’ausilio della barca, quasi obbligatoria per chi pesca in questo fiume, poiché l’ 80% delle postazioni migliori si raggiungono solo esclusivamente con barca a motore. L’aiuto del natante dunque si rivela in questo fiume quasi indispensabile, sia per raggiungere le tante postazioni presenti, sia per aiutarci nelle pasturazioni, sia nel posizionamento delle lenze e a volte anche per il recupero delle prede.

Corrente e Montature specifiche

In tutti quei fiumi che sono soggetti a forti correnti e maree la scelta delle giusta montatura è fondamentale. In genere con una corrente e una 8marea accettabili, ricordo che il Dese è molto influenzato dalle maree in quanto si trova molto vicino alla laguna veneta, una classica montatura con piombo in deriva di medio peso ci farà stare molto bene in pesca. Il problema viene quando marea e corrente si alzano fino a farci trovare in difficoltà con qualsiasi piombatura. Dunque è il momento in cui il carpista deve dare sfogo a tutte quelle nozioni apprese con gli anni e a tutto il suo bagaglio di esperienza grande o piccolo che sia. La montatura per la pesca in fiume viene sempre adattata al tipo di acqua con la quale avremmo a che fare, ma nel Dese una montatura con il piombo in deriva è indubbiamente una soluzione logica, questo perché il piombo, meglio se dalla forma schiacciata, andrà certamente a contrastare la forza della corrente presente, sia durante la fase crescente sia durante la fase calante della marea, fasi queste imponenti vista l’estrema vicinanza con la laguna e quindi con il mare.

11Un piombo di grosse dimensioni e una montatura costruita con del leadcore 25-30 lb e un buon shockleader credo che siano dei componenti sui9 A quali porre tutta la nostra fiducia. In quelle zone dove la forza della corrente è poca o quasi nulla un piombo sui 130 gr per raggiungere distanze non superiori ai 40/60 mt va più che bene. Dovremo certamente aumentare il peso in quegli spot qualora la corrente si facesse più forte, principalmente in quei punti dove il fiume riesce a prendere una certa forza e velocità, nei brevi tratti rettilinei che poi vanno ad infrangersi alla prima curva, perciò i 140/170 gr diverranno senz’altro pesature d’obbligo per restare bene in pesca.

Come posizionare il pod

Sicuramente il pod dovrà essere posizionato nella giusta maniera, con un certo criterio se si pesca verso monte o verso valle del fiume.10 A Posizionare il rod-pod in modo errato di sicuro andrà a compromettere certi momenti della sessione. Le accortezze per chi pesca in fiume molte volte non finiscono mai, o meglio cominciano dal momento che si và a pesca e finiscono quando si salpano le canne. Premesso questo, analizziamo come il nostro pod dovrà essere sistemato per intraprendere una sessione minimizzando tutti quegli inconvenienti che ci possono capitare durante la nostra battuta di pesca. I fiumi hanno la capacità di trasportare lungo i loro corsi d’acqua ogni tipo di detrito: rami, tronchi, vegetazione potata e gettata nel fiume e tanto altro, quindi dovremo trovare una soluzione per poter pescare, in modo da non essere disturbati e impossibilitati da questi effetti naturali. In tanti fiumi o canali la soluzione sta nel posizionare il pod in maniera quasi verticale, con le punte delle canne al cielo, ma nel Dese questo non è attuabile in quanto percorrono il fiume numerose imbarcazioni di tutte le misure e potenze e ci troveremo con le canne alte a doverle abbassare ad ogni passaggio di un natante. Allora si metteranno le canne con la punta quasi a toccare il pelo dell’acqua, modificando la posizione con il crescere o il diminuire della marea. Altro attrezzo fondamentale per restare in pesca senza problemi è senza dubbio il tendi filo di peso intorno ai 50 gr che ci aiuterà a tenere il nostro filo appoggiato al fondo lasciando via libera a erbai e natanti presenti.

Di giorno o di notte?

Benché io abbia pescato a lungo nel Dese, sia di giorno che di notte, sono sempre riuscito a catturare delle ottime taglie di carpe durante le ore del giorno. Questo mi porta a pensare che forse l’attività notturna da parte di qualche siluro presente abbia una certa influenza sulle nostre amiche carpe e che, sopratutto nelle notti con la luna piena, anche spostandomi in un altro spot e andando in zone dove questi dovrebbero essere pressoché assenti, la tendenza non cambia. Questo comporta anche un altro modo di muoversi, invogliando a pescare in modo diverso da quello standard, quindi valorizzando di molto le corte sessioni che durano solamente dalla mattina alla sera per poi tornare a casa con delle belle foto ricordo di catture di tutto rispetto fatte in pieno giorno.

Testo e foto di Mauro Cabianca

 



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