La mia esperienza con lo Zig Rig

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Lo zig rig è una tecnica che prevede la pesca delle carpe principalmente negli strati superficiali dell’ acqua, utilizzando piccole esche galleggianti, molto spesso finte, innescate su ami piccoli(mis. 6 – 8), legati a spezzoni di filo con caratteristiche galleggianti da 8 – 10 lb, lunghi a volte anche più della canna da pesca.

Questa tecnica è entrata a far parte del mio bagaglio personale dopo i mondiali di Pietrafitta, dove appunto usando questa tecnica la nazionale Sud Africana aveva predominato il mondiale. La cosa che più mi colpì fu proprio il fatto di poter prender le carpe con esche finte a mezz’ acqua, cosa fino ad allora per me abbastanza insolita!

Cominciai quindi a documentarmi tramite riviste e amici che fan gare in campo nazionale i quali mi confermavano che era una tecnica redditizia se fatta con criterio e nei posti giusti; mi consigliavano proprio di andare a provare e che mi sarei divertito sicuramente. Ma tra un impegno e l’ altro ho dovuto mettere da parte la mia voglia per alcuni mesi fin quando finalmente, nel mese di Ottobre, mi si presenta l’ occasione di andare a provare in una cava vicino a casa dove si può fare un’ ottima palestra per questa tecnica…così posso raccontarvi la mia esperienza.

Prima di tutto procurarsi il materiale: filo per zig rig(ho usato uno 0,30mm da 10lb); ami misura 6 e 8; spugnette colorate ed esche finte anche colore fluo; piombi in linea 70g; spomb e pastura.

Per la legatura degli ami ho usato sia il classico senza nodo sia il palomar dove in quest’ ultimo l’ esca la ho innescata sul gommino elastico.

Gli inneschi li facciamo come se innescassimo boilies. I colori più usati sono giallo e nero più tutte le varianti fluo. Comunque per cominciare il giallo va benissimo o inneschi bicolore(giallo-nero).

Per la misura dello “svolazzo” bisogna sapere in quanta acqua peschiamo, quindi armati di marker faremo qualche lancio nella zona interessata e verificheremo la profondità; fatto ciò faremo uno svolazzo di circa 2/3 della misura rilevata(es: su 6m proveremo con lo svolazzo da 4m).

Deciso a che distanza pescare fermiamo la lenza con la clip e ci pasturiamo sopra con lo spomb, circa una decina di spombate per iniziare van benissimo. Ovviamente anche qui usiamo la clip per pasturare sempre a quella distanza.

La pastura è la parte più creativa, possiamo usare di tutto, basta che faccia una bella macchia nell’ acqua e che lavori sulla colonna d’ acqua. Per iniziare possiam usare: pastura da fondo o galleggiante, pellet di vari diametri, granaglie miste, latte concentrato, tonno e sgombro in olio ed acqua del lago. Amalgamiamo bene tutti gli ingredienti e aggiungiamo acqua quanto basta per fare un bel pappone da mettere nello spomb.

Il lancio potrebbe darci dei problemi visto la lunghezza del finale, per ovviare a garbugli o incagli ho usato il coperchio del secchio per appoggiare l’ amo; alcuni usano anche teli sintetici per far adagiare anche il filo in sicurezza.

Per guadinare sarebbe meglio esser in due, ma con un pò di pazienza ci si riesce anche da soli.

La fase del combattimento dovrà esser seguita con più cura perché usando ami piccoli è più facile tagliare la bocca al pesce e quindi slamare la preda. Non abbiamo fretta a recuperare la preda.

Usando più canne possiamo scandagliare varie profondità e utilizzare più varianti cromatiche, ma siate consapevoli che spesso non mancheranno delle doppiette e anche di non riuscire a poggiare la canna sul pod che la carpa si è già allamata. Quando notiamo che le partenze cominciano a scarseggiare, rinfreschiamo lo spot con 4-5 spombate.

Nel mio caso in otto ore di pesca ho visto, con due canne, circa trenta partenze, di cui venticinque portate a guadino, spesso da solo, usando uno svolazzo da 3,5m e uno sui 4m con esca finta gialla e multicolore. La taglia media era di 3-4kg con punte di 6kg. Ho passato una bellissima giornata autunnale di fatica e divertimento pescando con questa tecnica che esce un po’ dagli standard del carpfishing, ma che regala ottime soddisfazioni.

Autore Manrico Succi Leonelli



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