Riflessioni sui terminali

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Una domanda che tutti, almeno un volta si sono posti, riguarda la giusta lunghezza del terminale e la scelta del materiale da utilizzare per fare una montatura da carpfishing ( leadcore, treccia ricoperta, morbida, rigida, sottile o spessa, oppure nylon fluorocarbon invisibile…).

Prima di tutto è necessario esaminare il fondale e le caratteristiche del nostro settore di pesca ( hot spot). Cominceremo con individuare se il nostro terminale dovrà essere posizionato in un fondo melmoso o ghiaioso perchè se il fondale è molto melmoso, utilizzando un terminale corto, lo stesso rischia di arenarsi nel fango insieme al piombo. Sicuramente un terminale più lungo (25-30 cm ) e un piombo piatto con superficie più ampia daranno risultati migliori. Un fondale ghiaioso, viceversa, non crea questo tipo di problema e quindi non è determinante la lunghezza del terminale, se non in casi particolari di ostacoli di cui tratteremo al secondo step.

Come già accennato, il secondo step consiste nella rilevazione della presenza di ostacoli. Se nel nostro hot spot riscontriamo la presenza di rocce, legnaie e alghe, sicuramente faremo una montatura usando un leadcore, con anima di piombo, oppure uno schok leader robusto di treccia o nylon. Con le legnaie non abbiamo molte possibilità in termini di scelta: o uno schok leader di treccia robusta o nylon dello 0.60 mm con un’ ottima tenuta all’ abrasione, oppure un bel leadcore di 1.20 m a cui segue un terminale la cui lunghezza e tipologia verrà stabilita, come detto prima, in relazione al fondale.

Nel nostro caso ( ipotesi 1), avremo un fondale ghiaioso con legnaie, di conseguenza il terminale non dovrà essere eccessivamente lungo, ma anzi un pò più corto del solito ( mediamente 18-23 cm )in modo da avere un’ autoferrata maggiore e ridurre lo spazio tra il piombo e l’ amo ( punto di tensione estrema e punto di prima rottura se la carpa prova a trovare rifugio nell’ ostacolo!).

I filati per costruire il nostro terminale saranno di treccia molto robusta dalle 25 alle 45 lb, preferibilmente ricoperta rispetto alle classiche, che hanno una tenuta all’ abrasione nettamente superiore.

In presenza di rocce ( ipotesi 2 ), si utilizzerà un ottimo schok leader in fluorcarbon robusto, e un terminale molto robusto 35, 45 lb. Il nylon in questo caso è più resistente di una treccia anche di grande libbraggio! La lunghezza del terminale sarà sempre ridotta per la questione autoferrata e massimo punto di rottura tra piombo e amo. Prediligeremo filati in treccia rigidi e ricoperti o in fluorcarbon sempre di grandi libbraggi ( dalle 25 alle 45 lb )

Nel caso in cui il nostro hot spot sia ricco di vegetazione ( ipotesi 3 ), opteremo per una buona treccia molto sottile e resistente che ci permette di tagliare gli erbai o ninfee presenti insieme ad un ottimo leadcore di 45 lb e un buon terminale composto da treccia o fluorcarbon robusto.

Ricordiamoci che se peschiamo a lunga distanza è sempre un’ ottima soluzione utilizzare piombi pesanti e terminali dai 18 ai 25 cm massimi in modo da avere una prima autoferrata antecedente a quella nostra che effettueremo con la canna.

Abbiamo analizzato tre situazioni ipotetiche di pesca, ma ce ne possono essere tantissime. Potremmo trovarci in un hot spot dove le tre situazioni sono presenti contemporaneamente oppure con caratteristiche del tutto imprevedibili ma il bello del carpfishing è anche quello di inventarsi montature adatte al proprio settore di pesca.

A ciò servono anche le varie tipologie di presentazione dell’ esca: i differenti terminali, blow back rig, whity pool rig, line aliner, not knotless, blow out rig, combi rig, d rig..ecc; e le varie montature: bolt rig, elicopter rig, inline, oppure ultime invenzioni come zig rig e chod rig che nascono per catturare carpe li dove è impossibile farlo con altre.

La cosa fondamentale in tutto ciò è sempre la stessa : andare a pesca e capire con l’esperienza cosa utilizzare e in che modo.

Quando le catture arriveranno saranno solo frutto del nostro impegno e della nostra passione.

To be continued?..

Autore Gianvittorio Martellino



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