A pochi metri

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Nel carpfishing esiste una tecnica molto efficace e redditizia snobbata un pò da molti carpisti, la pesca marginale ovvero insidiare le carpe a pochi metri dalla riva. Spesso vedo carpisti nel fiume da me frequentato ed in altri ambienti lanciare i loro inneschi il più lontano possibile ponendo poca fiducia nel sottoriva,come se il “sparare fuori” termine comunemente usato è sinonimo di catture sicure ma spesso non è così. Il sottoriva offre se osservato attentamente, potenzialità avvolte superiori alla pesca a media e lunga distanza, quindi appena arriviamo sullo spot di pesca valuteremo attentamente i punti dove caleremo i nostri inneschi senza lanciare a casaccio e sperare che la dea bendata ci dia una mano.

Molti hanno la convinzione che sparare lontano da riva si catturano pesci di dimensioni maggiori, ma questa teoria che balza nella testa di molti carpisti rimarrà solo una loro convinzione, non a caso le mie catture più belle fatte negli anni frequentando il Grande Fiume sono state fatte appunto nel sottoriva. Pescando in Po dove si svolgono il 90% delle mie sessioni di pesca, un approccio al marginale se affrontato nel modo giusto e rispettando qualche piccolo accorgimento tecnico, può regalarci delle belle soddisfazioni, ricordo che nel fiume in questione come in altri il long-range è difficilmente praticabile a causa della corrente.

Vediamo adesso nello specifico come praticare il marginal fishing nel fiume Po in base alle mie esperienze fatte nel corso degli anni. Iniziamo a percorrere a piedi una buona porzione di sponda non soffermandoci subito nel trovare comodità ed avere la macchina dietro alle spalle, anche perchè le postazioni comode sono oggetto di alta frequentazione da parte di carpisti che il più delle volte “bruciano” (termine usato dal carpista) con pasturazioni massicce adoperando esche sbilanciate dal punto di vista nutrizionale e adoperando ready made di scarsa fattura.

I settori da prendere in considerazione per trovare spot interessanti sono le classiche zone di erosione dove la corrente va a sbattere e scavare la sponda, facendo uscire cibo appetito dalle carpe, le buche dentro le quali si va a depositare il cibo proveniente da monte, le zone dove sono presenti ostacoli sul fondo di vario tipo come grossi massi caduti in acqua nei pressi degli argini artificiali creati dall’uomo per impedire la fuoriuscita dell’acqua durante le piene, grossi alberi caduti in acqua o tronchi trasportati dalla piene, in questi settori trovano riparo vermi, molluschi di vario genere, gamberi killer e le classiche cozze giganti del Po.

Gli ostacoli sommersi oltre ad offrire cibo rappresentano anche ottime zone di stazionamento e rifugio per i ciprinidi, ottimi anche i piloni dei ponti. Altri spot produttivi specialmente in primavera sono le zone con fondali bassi, dove la luce filtra meglio favorendo l’accrescimento della vegetazione acquatica, zona sempre ricca di alimento naturale. I fondali bassi inoltre si rilevano ottimi nelle belle gionate di sole invernali ammesso che ci siano, dove i raggi del timido sole riscalderanno questo settore facendo alzare la temperatura dell’acqua di qualche grado in più rispetto ad altri settori.

Dopo aver visto i vari settori di ricerca, analizziamo al meglio come affrontare una sessione di pesca marginale, partendo da un aspetto fondamentale ovvero il silenzio. Tutti sappiamo che le carpe riescono a percepire ogni rumore o vibrazione, quindi appena arrivati sullo spot riponiamo tutta la nostra attrezzatura lontano dalla sponda o dietro un bel cespuglio, montiamo il pod e prepariamo gli inneschi cercando di ridurre al minimo ogni singolo rumore. Una volta posizionati gli inneschi in acqua evitiamo di camminare lungo la sponda e sbattere i piedi a terra tipo “Hulk”, limitando anche la nostra presenza a ridosso dell’acqua in modo da evitare che la nostra ombra riflessa in acqua, crei il panico portando le carpe ad un fuggi fuggi generale e quindi allontanandole per diverso tempo dallo spot.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è il nostro vestiario,l asciamo a casa magliette e pantaloni dai colori vistosi preferendo colori mimetici o verdi in modo da mimetizzarci al meglio con la natura circostante. La tenda la monteremo lontano dal pod preferibilmente dietro alberi o grossi cespugli, evitando in modo assoluto durante le ore notturne di puntare luci verso l’acqua e accendere fuochi, inoltre evitamo di trattenere le nostre amiche nei carp sack e ad ogni cattura le rimettiamo in acqua 50-100m a valle dello spot.

Queste sono in linea di massima le regole principali per effettuare al meglio la pesca marginale, ricordandoci che ogni nostro sbaglio verra intercettato dai pesci i quali prima di ritornare sul nostro spot ammesso che tornino, ci faranno attendere a lungo. Durante questi anni sia io che il mio socio di pesca Donato Corrente grande esperto e conoscitore di queste acque, ci siamo resi conto che pasturando preventivamente questi settori con grosse quantità di esche serve a ben poco, infatti i migliori risultati sono stati ottenuti effettuando pasturazioni mirate con poche esche.

Prima della sessione prepariamo lo spot con 1 kg di boiles al giovedì ripetendo l’operazione il giorno seguente, sabato lasciamo riposare lo spot e domenica peschiamo accompagnando l’innesco con uno stick o con una palla di metod attaccata al piombo, variando la miscela in base alla stagione e alla temperatura dell’acqua. Questo a nostro avviso è il migliore approccio per ottenere risultati in sessioni giornaliere con pasturazioni preventive, pescando sottoriva in Po.

Per quanto riguarda la tipologia di esche da usare consiglio il nostro Fast and Furious mix, adatto sia per pescate veloci che per pasturazioni preventive provare per credere, i risultati al momento ci stanno dando ragione, per chi volesse approfondire sul sito è presente un video dimostrativo, mi fermo quì senza dilungarmi troppo.

Altre esche che posso consigliare per le sessioni veloci senza pasturazioni preventive, sono quelle basate su mix 50/50 ai quali aggiungeremo ingredienti gustativi e una buona dose di attrattori vari, creando il cosiddetto “inganno” per il pesce simulando presenza di cibo. Esche alternative alle boiles che si possono utilizzare con buoni risultati, sono il trenino di mais(consiglio quello gigante) che fa sempre il suo dovere ed il frolic il classico croccantino per cani, che troviamo in commercio nei gusti manzo e pollo con verdure, esca questa utilizzata con successo da molti angler europei nel fiume Ebro in Spagna i quali la preferiscono alle boiles.

Per quanto riguarda i terminali personalmente utilizzo un D-rig costruito con fluorocarbon da 0,45mm, amo Fox a gambo lungo della serie Specialist Carp serie 1 per innesco snow man, ed il blow back rig costruito con trecciato inguainato da 35lb amo Nash Fang Twister size 2 per inneschi affondanti.

Autore Pino Capomolla – pinocapomolla@carpmagazine.it



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