Direzione Gallo Matese…


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E così dopo una settimana di intenso e duro lavoro mi ritrovai con un amico in auto, stavamo andando in un posto nuovo, vestiti con mimetica e maglie pesanti, eravamo diretti a Gallo Matese un paesino in provincia di Caserta.

Il viaggio non fu sicuro uno dei più brevi ma alcuni amici ci avevano raccontato del posto e sembrava proprio che ne valesse la pena. Finalmente dopo due ore arrivammo al lago, la strada sembrava non finire più. Trovammo una postazione abbastanza vicina alla sponda e cominciammo a preparare le nostre canne, io usai una treccia da 35 lb sguainata e spellata negli ultimi 5 cm, optai poi per il terminale preferito da Nash, scegliendo un amo fang X N. 2

In seguito innescai una boile 20 mm gusto fruit fresh con 2 chicchi di mais. Nel frattempo il mio compagno preparava la sua canna con un terminale stiff monofluorocarbon combinato con treccia da 35 lb e D-Rig, lui scelse un amo long shank Korda numero 2. In fine dopo aver pensato un po,’ optò per innescare l’omino di neve (snow man) e boile 20 mm liver spice più pop up 15 mm monster crab.

Misurammo il fondale e lanciammo le nostre canne nei punti prescelti, poi cominciammo a pasturare con cobra e rocket inserendo un misto di mais, boiles e pellets. Preparammo la tenda per la notte, mettemmo su i carboni e bevemmo del buon vino rosso per scaldarci dal freddo della notte.

La luna era piena e sapeva di esserci contro, si specchiava nel lago e ci incitava ad andarcene, il vento si alzò e una pioggerellina scese sulla valle, ma noi rimanemmo li con la speranza nel cuore e con la gioia di sentire un bip che ci avrebbe fatto scattare verso le canne e ci avrebbe annunciato una cattura. Stanche della giornata passata in viaggio e bagnati dal tempo ci rifugiammo in tenda dove riposammo per un po’, finchè alle 04.00 del mattino un bip fortissimo ci fece sussultare e correre fuori dalla tenda.

La mia canna aveva agganciato una carpa! Aprii la frizione in modo da farla nuotare libera per un po’ sperando che si stancasse, e un po’ la governavo facendogli capire che prima o poi avrebbe dovuto cedere, lei si dibatteva, scappava in tutte le direzioni, cercava forse di andare a nascondersi un po’ come a nascondino, ma alla fine dopo qualche minuto di combattimento riuscii a tirarla su e a metterla sul materassino in modo da poterla pesare e fotografare, poi la riponemmo nel carp sack in modo che l’indomani avrei potuto vedere meglio la mia “regina”.

Il mattino seguente la regina era vispissima e aveva ripreso gran parte delle forze, facemmo altre foto e poi la feci ossigenare per poi lasciarla alla sua libertà. Fu una splendida esperienza anche se durata poco. Cominciò di nuovo a piovere e così decidemmo per mettere via tutte le nostre cose e ci portammo per tutto il viaggio l’immagine di quella regina che scappava verso la libertà.

L’amore per questo sport nel quale non si pensa a pescare per mangiare ma semplicemente per passione e amore per gli animali, questo sport dove gli animali vengono trattati con i “guanti bianchi” di sicuro mi porterà in nuovi posti per affrontare nuove esperienze! Tornammo a casa nel tardo pomeriggio…stanchi ma felici!

Fishing Lady Maria Ardito



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