Caldo e Carpe


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In questi ultimi mesi, il caldo torrido e la siccità la stan facendo da padroni, rendendoci un pò più difficile le nostre abituali pescate, vuoi per il caldo che dobbiamo sopportare, vuoi perché l’ acqua dei canali e delle cave della mia zona ormai sembra brodaglia, con temperature della stessa di 30°C e di conseguenza non aiuta una buona ossigenazione, in certe zone il fondo comincia a puzzare e addirittura nei canali che frequento abitualmente le carpette di taglia piccola le possiamo vedere boccheggiare sul pelo dell’ acqua.

Consultando altri amici carpisti sulla situazione mi venivano riferite più o meno le stesse cose, carpe un pò svogliate, partenze principalmente notturne, carpe che boccheggiavano, ecc…. Questa situazione generale fece aumentare in me la curiosità e mi posi questa domanda: perché non provare ad imbroccare una bella pescata diurna con stò caldo?… Ecco che la mia mente comincia subito ad elaborare qualche strategia e consultandomi anche con altri carpisti, ho tratto le mie conclusioni.

Punto primo: ho cercato uno spot che mi garantisse almeno una profondità media prossima ai due metri e la possibilità di avere, se pur lieve, un filo di corso; per un miglior ricircolo d’ acqua.

Punto secondo: ho cercato zone ricche o comunque ben popolate da ninfee, dove poter calare i terminali e dove spero qualche carpa sia andata a ripararsi dal sole cocente.

Punto terzo: ho cercato un’ esca semplice e molto digeribile, ma con caratteristiche chimico-olfattive in grado di marcare bene l’ area scelta (non vuol dire caricarla di aromi ed attrattori, miraccomando!), in modo da sopperire ad eventuali odori sgradevoli del fondo.

Fatto questo ho pasturato per due giorni ed il terzo ci ho pescato. Be, la sessione cominciata alle sei del mattino e terminata alle diciotto, ha fatto segnare dieci partenze tutte salpate tra cui due carpette che non arrivavano al kg e una bella da quindici kg. La settimana dopo ci tornai, addirittura pasturando il mattino presto, per poi andarci a pescare in serata dalle diciotto alle ventitrè e trenta e il risultato fu simile, quattro carpe catturate di taglia media.

Soddisfatto dell’ ottima riuscita posso dire che ne è valsa la pena sopportare gli oltre trenta gradi che infuocavano la sponda e con qualche accorgimento anche nei periodi meno favorevoli si posson ottenere ottimi risultati, ma ci vuole costanza e determinazione, mai arrendersi.

Autore Manrico Succi Leonelli



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