Trasparente come l’acqua

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Spesso ci capita di innamorarci di un posto… vuoi per il suo paesaggio, per i suoi pesci e a volte proprio per la qualità della propria acqua.

Salire in barca e poter vedere direttamente ad occhio nudo dove andremo a posizionare il nostro inganno è un emozione fantastica e personalmente, pur essendo più difficile pescare in laghi con queste caratteristiche, sono senza dubbio i miei preferiti.

Vediamo come comportarci in questa particolare situazione:

-IL TERMINALE:

Utilizziamo principalmente terminali poco visibili. Il materiale che farà da padrone sarà senza dubbio il fluoro carbon, oppure in questi ultimi tempi sono nati trecciati da terminale con un mimetismo oserei dire camaleontico.

Ottimo anche un combi, realizzato con la parte iniziale in fluoro carbon e la parte finale vicino all’occhiello in dacron o similari.

Per quanto riguarda l’amo, mi affido a misure non molto grandi tipo 4/5 per dare meno nell’occhio e sopratutto utilizzo ami opacizzati che non riflettono i raggi solari e quindi non allarmano il pesce.

-IL LEAD CORE:

In queste situazioni accantono il classico lead core per dare spazio al fluoro carbon di diametro adeguato minimo 0.60 mm.

Possiamo anche scegliere di utilizzare un lead core della colorazione simile al fondale dove andremo ad insidiare le nostre prede. Stesso discorso vale per lo shock leader: utilizziamolo di colore simile al fondale.

IL PIOMBO:

Per quanto riguarda i piombi, la mia scelta (dove possibile) ricade senza dubbio nel semplice sasso reperito direttamente nella zona di pesca. Niente è più mimetico di un sasso che le carpe trovano abitualmente sul fondale. Dove non è possibile, oppure dobbiamo lanciare lungo e quindi un sasso non è l’ideale, possiamo utilizzare piombi particolarmente mimetici; ormai molte aziende ne producono.

Ricoperti da particolari strati simili a sabbia o corteccia. A seconda del fondale sceglieremo il piombo più adatto. Un piccolo trucco che personalmente utilizzo sempre, sono i back lead o semplicemente gli affonda filo che, per quanto mi riguarda, sono da utilizzare sempre per evitare che le vibrazioni prodotte dal filo allarmino il pesce presente in zona.

-INNESCO:

Per quanto riguarda l’innesco, prediligo senza dubbio esche fluo. Se devo essere sincero, dopo aver provato quasi tutte le colorazioni, i risultati migliori gli ho avuti con il viola scuro in acqua chiara e il giallo in acqua torbida. Risultati da prendere con le pinze ovviamente!! A seconda delle situazioni decido se innescare come sopra citato: esche fluo oppure mimetismo estremo per pesci sospettosi con boilies di colore scuro nero e marrone su tutti, oppure il rosso che è il primo colore a scomparire sotto l’acqua.

Sicuramente la pesca in ambienti con queste caratteristiche non è di certo facile, ma con qualche piccolo accorgimento possiamo fare centro anche in queste situazioni. Chi la dura la vince!

Autore Matteo Trapolari – matteotrapolari@carpmagazine.it



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