I canali e le golene del Po


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I canali del Po sono ambienti molto diversi rispetto al fiume, infatti la loro caratteristica principale è nell’avere una corrente lentissima o quasi nulla, un fondale molto uniforme e melmoso nella parte centrale e molta vegetazione lungo le sponde.

La pesca in canale rispetto a quella di fiume è molto più semplice da interpretare e meno impegnativa, infatti osservando bene le sponde(di solito quella opposta) piena di vegetazione e trovando ostacoli sommersi che possono essere legnaie o piante cadute in acqua, abbiamo già delle indicazioni ben precise dove provare a calare gli inneschi per fare bingo.

Sulla sponda dove è presente una ricca vegetazione, sicuramente troveremo un fondale duro per via delle radici,mentre il centro del canale presenterà un fondale molle e quindi meno proficuo. Un altra zona dei canali da tenere in considerazione sono i loro sbocchi in fiume, dove le carpe entrono ed escono in cerca di cibo o solamente per trovare una maggiore tranquillità.

Quando il grande fiume è in piena o impescabile, il canale diventa la mia scelta primaria e non è raro in questi frangenti fare pesci di taglia che per via della forte corrente tendono a sostare e ripararsi in questi ambienti. Nella pesca in canale la prima regola da osservare è quella di essere più silenziosi possibili, visto che è una pesca improntata sul marginale, sia al nostro arrivo che durante l’azione di pesca.

Durante il giorno cerchiamo di preparare gli inneschi e sostare dietro i cespugli o alberi ed essere meno visibili possibili, visto che ogni nostro minimo rumore provocherà l’ allontanamento dei pesci, mentre durante le pescate notturne limitiamo il più possibile, l’uso di torce e lampade frontali e soprattutto non puntarle mai verso l’acqua.

Per quanto riguarda l’attrezzatura da utilizzare, canne da 2,75 lb ad azione parabolico progressiva e mulinelli del tipo 6000 o 8000 caricati con un buon nylon da 0,35 mm, fanno al caso nostro. Per quanto riguarda la montatura da usare, la scelta ricade sul bolt safety rig visto che pescheremo vicino alla vegetazione e nei pressi di ostacoli sommersi, quindi il piombo deve essere rigorosamente a perdere, se volete risparmiare un po e anche inquinare di meno usate i sassi a perdere come faccio io (sul sito è presente un mio articolo sulla costruzione dei sassi a perdere).

Per la scelta dei terminali da usare, visto che ce ne sono tanti e servirebbero dieci pagine per spiegare il loro uso e in che situazione usarli, la mia scelta ricade sulla semplicità e sul primo terminale infallibile inventato, ovvero il no knot(nodo senza nodo)composto da un amo fox serie x2s n°2, amo molto resistente a filo grosso adatto quando si pesca vicino ad ostacoli sommersi, e 20 cm di dacron da 35lb.

Il secondo terminale che utilizzo, sia per presentazioni pop-up che ad omino di neve è il d-rig realizzato sempre con il medesimo amo e 20 cm di fluorocarbon da 45 lb. Per quanto riguarda l’approccio in pesca,una buona pasturazione preventiva fatta di granaglie e boiles self made su base birdfish mix, garantiranno una buona continuità di catture, a patto di scegliere il settore giusto per calare gli inneschi.

Durante la fase di pasturazione partiamo dallo spot prescielto e pasturiamo in modo uniforme 100 m a monte e 100 m a valle, quindi 200 m di sponda per le prime 4-5 uscite, per poi avvicinarci sempre di più nelle seguenti uscite di pasturazione verso il nostro spot, concentrando in questo punto la nostra pastura che sarà solo a base di boiles dure, per la presenza dei gamberi killer.

Nelle pescate veloci invece un buon method o uno stick sarà la nostra arma vincente, associato ad un innesco composta da boiles singola su base birdfood mix,aromatizzata squid o crab, in alternativa consiglio l’uso del mix del Big Hunter Carp Team, il Fast and Furious studiato appunto per le pescate di poche ore.

Le golene del Po invece sono delle zone ampie con acqua ferma,compresa tra l’argine maestro ed il letto del fiume. Rispetto al canale il fondale delle golene risulta essere più irregolare, degradando dai primi metri della riva fino al letto del fiume. Altri spot dove piazzare gli inneschi sono le classiche buche formate dalle piene, e sul margine o nei corridoi degli erbai.

Un giro con l’ecoscandaglio o l’uso del plumbing per trovare gli spot descritti che di certo non mancano, è d’obbligo per fare strike. In questi ambienti i migliori risultati li ho ottenuti nel periodo di pre-frega, dove le carpe amano stazionare nei bassi fondali preparandosi per la frega.

Memorabile fu una delle mie più belle pescate fatte in golena, dove in una sola notte di 5 anni fa aiutato dalle condizioni meteo che in quella sera di fine marzo davano venti di scirocco,riuscì a portare a guadino 18 carpe di buona taglia adoperando un innesco singolo accompagnato da uno stick senza aver effettuato pasturazione preventiva, magari il fattore C quella sera è stato dalla mia parte ma la scelta dello spot che conoscevo benissimo, mi ha permesso di tornare a casa da vincitore.

Per quanto riguarda l’attrezzatura da usare, montature e terminali sono uguali a quelle descritte per la pesca in canale, l’unica accortezza che io personalmente adopero pescando lontano da riva è l’ inserimento di uno spezzone di 1 m di leadcore da 45 lb, il quale mi permettedi avere l’ultima parte di montatura completamente adagiata sul fondo, in modo tale che le carpe si avvicinano al esca con meno diffidenza.

Per concludere ricordo nella giunzione tra madre lenza e leadcore, di non usare girelle come vedo fare a tanti in quanto in caso di rottura il piombo non riuscirebbe a sfilarsi perchè bloccato dalla girella, con conseguenze dannose per il pesce.

Autore Pino Capomolla

 



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