Una grande avventura Titanica


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E’ domenica (6/11/11), sono le 9,30 di mattina, apro gli occhi, le fatiche della settimana prima si fanno sentire, molte pescate per testate le nuove esche e altrettante soddisfazioni mi lasciano in un momento di perfetta quiete e calma spirituale imbacuccato sotto alle coperte..

Lampo, vado a pescare, ormai sono rientrato in simbiosi con il Tevere dopo un’estate di molte delusioni e poche prede, nella mia consueta fretta per caricare il motorino dimentico la scatolina con gli attrezzi da inneschi e il formidabile mais pop up e mi ritrovo a sedere sui sassi Teverini cercando soluzioni per innescare le mie esche. Dopo alcuni tentativi inutili decido che è tempo di chiamare un mio amico affinchè mi porti giù la roba, altrimenti sarei stato a “bocca asciutta”.

Dopo il suo arrivo preparo tutto e sgancio la bomba, innesco solito sul mio posticino: Bloodworm 20mm squadrata + chicchino di mais galleggiante, su un mio nuovo tipo di terminale che sto provando e riprovando e mi sta dando soddisfazioni. Si tratta di un classico line aligner dove però avvicino di più l’esca all’amo, crederete che non ruoti ma con un piccolo gioco di spellaggio del dakron rivestito ho fatto in modo che l’amo ruoti in tutte le direzioni e vi assicuro che per ora non ha sbagliato un pesce (neanche cavedani).

Comunque, tornando alla giornata, il mio amico sta lì con me per un po’ e subito la canna, tenuta a 20cm da me con la frizione chiusa si tende in modo fantastico, ferrata velocissima ed ecco che dopo 25m dal lancio mi ritrovo con una bella carpetta da 3kg in mano, dandomi ancora una volta conferma delle mie tesi. Il mio amico se ne va e mi mostra un nuovo modo (che aveva appena creato) per lanciare l’esca in modo preciso e senza la possibilità di ingrovigliare il finale con il ledcore; si tratta di inserire l’amo e l’esca in un sacchettino di Pva con dentro del Pellet aromatizzato al Bloodworm e di legarlo facendo passare del filo di pva sulla clip, tenendo il piombo e buona parte del terminale fuori dal sacchetto facendo in modo che il piombo stia parallelo al sacchetto. Lancio e lui se ne va a pranzo lasciandomi, come io adoro, da solo con il mio Tevere.

Passano all’incirca venti minuti quando una partenza solitamente cavedanesca (lo swinger si muoveva freneticamente su e giù) mi fa ferrare e sentire dall’altra parte una degna rivale, posai il guadino a terra ma appena la carpa si era mostrata per un istante a me capii che era stata una mossa inutile, la sua potenza mi fece muovere di alcuni passi portando questa stupenda carpa verso una zona di acqua bassa e forte corrente facendola saltare copiosamente dato che letteralmente “non ci stava”, rimango basito dalla sua forza e per pochi minuti me la combatto a fatica da solo pensando tra me e me al peggio. .

Dopo tanta fatica riesco a portarla vicino a riva, con una mano afferro il guadino e lo porto nella nuova postazione da recupero ma lei se ne vuole ritornare nella corrente a farmi impazzire..

Dopo un bellissimo combattimento riesco a spiaggiarla e a metterla con le mani dentro al guadino aiutandomi con la sua voglia di tornare indietro, intrappolandola in quella meravigliosa rete che si riempiì all’istante, una volta insaccata ci fu un urlo di gioia che probabilmente è stato udito da tutti coloro che pescavano al tevere.

Chiamo il mio amico chiedendogli una bilancia ed una mano, intanto slamo e ripongo la carpa nel guadino dentro l’acqua e in quei bellissimi minuti che passiamo da soli mi sento pieno, pieno di vita e me la coccolo tutta. Il mio amico arriva, Incredulo osserva quella carpa e poi guarda me, è grossa, veramente grossa.

La pesa, non mi vuole dire il peso ma dal suo sguardo capisco che è un nuovo record..

il Record del Tevere (almeno di quelle che abbiamo preso noi ragazzi in 3 anni che ci peschiamo”, la mia felicità non è esprimibile in parole e cominciai a saltellare per tutta la spiaggia. Secchio d’acqua e materassino e via di foto e video ,sempre anteponendo la salute di quella stupenda specchi che per sempre rimarrà nei miei pensieri(forse posterò il videoma non credo ci sia una sezione per i video ridicoli) dopo molto trambusto, mettendo sempre come prima cosa la salute della carpa la rilascio tranquillo e soddisfatto, chiamandola Titania per la sua enorme e irrefrenabile forza.

Mi calmo e ripreparo il tutto per un nuovo lancio, sempre sacchettino con pellet Bloodworm e boiles Bloodworm squadrata + chicco mais pop up, sempre con lo stesso metodo del filo pva in mezzo alla clip.

Lancia il mio amico e lo invito a ferrare semmai fosse partita; canna tesa, frizione chiusa ed ecco dopo 5minuti un’altra carpa potentissima dall’altra parte della lenza, la ferro e passo la canna al mio amico che subito sente che è grossa tanto tirava, non la vuole , ripassa la canna a me e dopo un bellissimo combattimento la guadiamo e dopo alcune foto di rito la rilasciamo, rendendoci conto che anche un esemplare come quello al Tevere è abbastanza raro.

Non riesco a descrivervi meglio tale giornata, sicuramente la più bella mai vissuta al Tevere per me, forse solo il video può esprimere meglio tutto ciò e proverò, se posso, a postarlo solo per condividere con voi tutto ciò che ho passato in appena 4 ore di pesca…MAGICO TEVERE.

Autore Leonardo Roselli



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