L’ aroma

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Quante volte entrando nei negozi di pesca o alle fiere, iniziamo ad aprire quei flaconcini molto profumati chiamati aromi, che il più delle volte catturano il nostro naso invece dei chemorecettori delle carpe, infatti quello che a noi può sembrare un buon odore, alle carpe può non piacere e viceversa. Il nostro modo di percepire un odore e molto diverso da come lo percepisce il pesce,prima perchè gli organi sensoriali delle carpe(gusto e olfatto)sono diversi e più sviluppati dei nostri,secondo nell’acqua la propagazione di un aroma avviene in modo diverso che nell’aria.

L’inserimento dell’aroma nella parte liquida del mix, può essere considerato come la nostra ciliegina sulla torta. Quest’argomento è stato sempre oggetto di riflessioni da parte mia e documentandomi sempre di più, con il passare degli anni, ho tirato le somme traendo le mie considerazioni in merito, mettendo nella pratica le varie teorie.

Veniamo adesso nello specifico descrivendo, che cosa è un aroma e a che cosa serve nel carpfishing aprendo prima una breve parentesi. Molti carpisti affermano e sono convinti che è il solvente, sostanza in cui viene diluito l’aroma, ad attirare le carpe, io la penso diversamente e a questi chiedo: se è il solvente quello che attira le carpe, alle aziende non converrebbe riempire i flaconcini solo di solventi? Avrebbero anche un esborso economico minore. Nelle ready made che troviamo in commercio, vengono utilizzati aromi in polvere nei quali non vi è nessun solvente, eppure catturano.

Alla fine degli anni 70 gli angler inglesi, fecero numerose prove inserendo il solo solvente nella parte liquida, ma alla fine dei test si arrivò a stabilire il concetto, che era la componente gustativa dell’aroma, ad indurre le carpe a mangiare quella determinata esca e non il solo uso del solvente,ad attirarle. Questo concetto trovava d’accordo anche uno dei padri del carpfishing,il mitico Rod Hutchinson. Gli aromi usati nel carpfishing sono composte da numerose sostanze chimiche, acidi e sostanze organiche chiamate esteri,che vengono prodotti in laboratorio quindi dimenticatevi il fai da te.

L’estere è una sostanza chimica, carica dal punto di vista elettrico ed è prodotto dalla reazione tra un acido organico, che è una sostanza naturale e un alcol. Un aroma è formato da una base aromatica detta anche soluto, diluita in una soluzione chiamata solvente. Lo scopo principale del solvente è quello di diluire una sostanza di base pura, in quanto nessuno riuscirebbe a dosare la millesima parte di 1 ml di aroma, in un kg di mix.

Oltre a questo il solvente serve anche a veicolare e diffondere, le sostanze contenute nell’aroma con l’acqua, con modalità e tempi legati al tipo di solvente. Detto questo anche la mia convinzione è quella che è il gusto che l’aroma dona alla boiles, ad attirare le carpe, infatti la carpa si avvicina all’esca dalla quale escono tutte le sostanze veicolate dal solvente, assaporando l’acqua che è intorno ad essa,a quel punto se è attratta dal gusto aromatico emanata dall’esca la aspirerà. Dall’esca fin dai primi minuti di immersione,usciranno per mezzo del solvente che le veicolerà le sostanze, specialmente quelle solubili presenti nell’aroma,mimando la presenza di cibo.

Nel scegliere un aroma di ottima fattura(sugli scaffali dei negozi ne troviamo di tanti tipi e tante marche), oltre al proprio gusto personale dobbiamo tenere in considerazione alcuni particolari e cioè, deve rendere sotto il profilo gustativo, questo è verificabile pescando e soprattutto durante la fase di cottura,non deve subire modifiche strutturali. Sui flaconcini degli aromi sono riportate, i dosaggi minimi e massimi da inserire in un kg di mix, cerchiamo sempre di attenerci su queste indicazioni per non incorrere, in sovradosaggi che possono avere effetti repulsivi.

Molti carpisti per sentire una boiles che profuma di aroma, impiegano un dosaggio superiore al consentito e quì, mi viene in mente una celebre frase di Fred Wilton che diceva: Se senti l’odore dell’aroma annusando la tua boiles, vuol dire che ne hai messo troppo”. Altro fattore da tenere in considerazione è il suo valore di ph confrontato con quello dell’acqua dove andremo a calare l’esca, cioè in un acqua con ph tendente al basico usando un aroma a ph acido, inseriremo il dosaggio minimo questo perchè l’aroma sembra funzionare al meglio, inoltre nelle acque con ph basico i segnali che escono dall’aroma vengono amplificati e quindi un dosaggio massimo potrebbe portare ad una repulsione allontanando il pesce, viceversa invece se peschiamo in acque con ph tendente all’acido useremo il dosaggio massimo consentito.

Questo concetto del ph, molto complesso in se,sicuramente non deve essere preso come un’imperativo categorico da tenere in considerazione quando costruiamo un esca,ma è un qualcosa in più che potrebbe esserci utile. Detto questo è giusto sottolineare che ogni base di aroma per funzionare al meglio ha bisogno di un suo solvente specifico,altrimenti si userebbe solo l’alcol visto che è quello che veicola più velocemente degli altri. I solventi più usati nella costruzione degli aromi sono tre: l’alcol, il glicole e l’olio.

L’alcol è un solvente che entra in pesca velocemente, disperdendo in modo più rapido gli elementi contenuti nell’aroma. Ha un basso peso molecolare e un ottima solubilità in acqua e pertanto,gli aromi in esso diluiti vengono consigliati e utilizzati, nella creazione di esche invernali. La sua struttura pero’, lo rende incompatibile con alcuni acidi e quindi gli aromi ottenibili con esso, risultano essere pochi. Il glicole invece è il solvente più impiegato, si scioglie in acqua in quanto idrosolubile ed è ingrado di veicolare con temperature dell’acqua non basse espandendosi sul fondo, infatti molti aromi presenti sul mercato utilizzano questo solvente. L’olio invece è poco solubile in acqua fredda e l’aroma in esso disciolto, viene consigliato e utilizzato con temperatura dell’acqua superiore ai 18°. E un solvente che veicola con l’acqua in modo lento e tenderà, ad emanare segnali verso la superficie.

Autore Pino Capomolla



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