Consigli sull’uso del PVA


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Il P.V.A. nelle sue varie forme, lo possiamo usare con successo in tutti quei casi sia richiesta una pasturazione mirata, nei pressi dell’ amo, in quanto sappiamo tutti che si tratta di un prodotto idrosolubile. Ormai si son scritti più volte gli usi e le tipologie di questo utile alleato(vedi sezione “consigli tecnici” presente sul CarpMagazine), soprattutto dei pregi, ma a volte anche il P.V.A. può non lavorare correttamente.

Nello specifico, su esperienza personale, ho notato che alcuni tipi di filati, con temperature dell’ acqua al di sotto dei 10°C  possono sciogliersi parzialmente e quando recuperiamo l’innesco ci ritroviamo l’amo con qualche boiles di troppo!(foto A). L’ unico rimedio, a mio modesto parere, quando ci troviamo a pescare con acqua fredda è usare materiali  di qualità.

Lo stesso può succederci anche con temperature più alte se il nostro filato è stato esposto ad ambiente umido(es: dimenticato sul tavolino in una nottata!…); ce né accorgiamo perché acquista delle doti elastiche le quali ci devono insospettire…in questo caso si può rimediare asportando la parte danneggiata.

Con le retine ed i sacchetti può succedere invece di recuperare il terminale e ritrovare l’ amo avvolto in una palla di gelatina(foto B), più o meno grande, normalmente dovuto al nodo di chiusura degli stessi. Il modo più semplice e logico per rimediare a ciò consiste nell’ attaccare l’ amo subito a fianco del nodo e non sul nodo; altrimenti provare a cambiare marca di P.V.A., perché sembrano tutti uguali, ma non lo sono.

Concludo, sperando di aver dato utili consigli che probabilmente non vi faranno catturare più carpe, però magari ad un pesce sospettoso non passano inosservate certe cose…

Autore Manrico Succi Leonelli



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