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Pino Capomolla-Il PVA | Carpfishing Italia, la tua rivista tecnica sul carpfishing - carpmagazine.it

IL PVA

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Il PVA (poly vhinil alcol)è un composto chimico che si presenta sottoforma di polvere bianca, viene usato in diversi settori: fermaceutico, nella stampa, nell’industria tessile per l’incollaggio delle fibre naturali e nel carpfishing. E’ una sostanza che a contatto con l’acqua si scioglie, per via della rottura dei legami che tengono unita la loro struttura.

Nei negozi di pesca specializzati in prodotti per il carpfishing,possiamo trovare diverse forme di pva,dal filo il cosiddetto strings venduto in pratiche bobine, al nastro in pva detto tape,dalle spugnette ai sachettini e per finire le retine. L’uso principale di questi accessori è quello di garantire una piccola forma di pasturazione nelle immediate vicinanze dell’innesco,creando cosi’ una piccola zona attrattiva.Descriviamo ora le diverse forme di pva che utilizziamo nella nostra tecnica di pesca,iniziando dalle classiche spugnette.

La spugnetta in pva detta anche foam, oltre a comprarle nei negozi di pesca, li possiamo anche recuperare tra alcuni imballi specialmente quelli postali. Questi cilindretti ci vengono in aiuto quando peschiamo a lancio, infatti il loro inserimento sull’amo ci permette ad evitare che il nostro terminale in fase di lancio appunto, si vada ad aggrovigliarsi su se stesso ottenendo una volta arrivato sul fondo,una presentazione dell’esca non perfetta e quindi come si dice in gergo fuori pesca.

Oltre a questo dopo pochi secondi dell’adagiamento sul fondo del terminale,la spugnetta si staccherà dall’amo risalendo verso la superficie dandoci l’esatta posizione dell’esca,permettendoci quindi di pasturare nelle sue immediate vicinanze o anche ad ampio raggio attorno ad essa.Vediamo ora come inserirla: prendiamo l’amo e lo inseriamo in centro alla spugnetta,inumidiamo le 2 estremità e con le dita schiacciamo l’amo al suo interno.

I sacchetti di pva invece sono utili soprattutto in acque con presenza di erba o alghe sul fondale o ostacoli sul fondo,che potrebbero mettere fuori pesca il nostro terminale.In questo caso insieme alla pastura o boiles sbriciolate e pellet,inseriremo anche il nostro terminale innescato con il piombo al suo interno,avendo cosi’ la certezza di una corretta presentazione sul fondo. Esistono diverse misure di sacchetti in pva,quelli più utilizati sono di misura 50mm x 150mm i quali ci permettono di raggiungere distanze medio-lunghe durante il lancio.

Come detto in precedenza nei sacchetti di pva possiamo inserire pastura,boiles,boiles spezzettate,pellet e volendo anche granaglie cotte come il mais e la canapa. Molti di voi adesso staranno storcendo in naso pensando: ma l’inserimento del mais e della canapa cotta non sciolgono il sacchetto? Ci sono 2 metodi per evitare che questo succeda, il primo e quello di mettere per un paio di minuti le granaglie in ammollo dentro un secchiello con 500ml di acqua e un cuchiaio di sale, il secondo è quello di asciugare il quantitativo di granaglie necessarie per mezzo di uno straccio e dopo mescolarle con un po di pastura asciutta.

Evitare di inserire liquidi tipo attrattori vari con presenza anche se in piccole percentuali di acqua onde evitare di ricevere durante il lancio,una spiacevole doccia causata dallo scioglimento del sacchetto in volo ed infine avere l’accortezza prima del lancio di bucarellare il sacchetto onde evitare di vederselo galleggiare per la presenza di aria al suo interno.

Il filo di pva detto anche pva strings, viene impiegato per realizare gli stringher cioè una serie di boiles intere o tagliate a metà che infileremo mediante l’uso di un ago da innesco preferibilmente lungo,su uno spezzone di filo che andremo ad inserire dopo aver fatto un cappio sull’amo. Dopo aver deciso il numero di boiles da inserire sul filo(io di solito opto per 5-6 boiles max), dovremmo prestare attenzione a distanziarle nel modo più corretto possibile per evitare che una volta sul fondo sciolto il pva,le palline stringendosi tra loro non rimangono attaccate,creando un bel malloppo che la carpa durante l’aspirazione avverte come qualcosa di diverso dal solito, mollando il tutto allontanandosi.

La giusta distanza da tenere tra una boiles e l’altra varia dai 2 ai 4 cm infatti con temperatura dell’acqua superiore a 20° il tempo di scioglimento del pva tenendo 2 cm di distanza si attesta sul minuto circa,mentre con acqua fredda il pva impiega più tempo a sciogliersi e lasciando una distanza pari a 4 cm, impiegherà 5 minuti circa(prove che ho fatto)e in ambo i casi la presentazione dello stringher sul fondo risulterà perfetto.

In alternativa al filo esiste in commercio anche il nastro in pva,il cosiddetto tape che troviamo come il filo in pratiche bobine da 10, 20 e 50 m.La loro differenza sta nel fatto che nei lanci a lunga distanza, nello sringher composto con il filo di pva, le boiles per la forza che imprimiamo al lancio si andranno a sovrapporre l’una sul altra,mentre adoperando il nastro il quale ha uno spessore di 5mm ovvieremo questo problema.

Ultima forma di pva a noi utile e che io uso maggiormente e la rete dentro la quale possiamo inserire boiles,pellet, boiles spezzettate ma soprattutto usata per la creazione degli stick.La troviamo in commercio inserita su dei tubi cilindrici di 20 cm circa che ne possono contenere 5m, il loro diametro varia da 2,5cm a 6cm.

Rispetto ai sacchetti quando inseriamo la pastura dentro la retina, dovremmo bagnarla preventivamente con i cosiddetti booster o attrattori liquidi vari stando attenti a scegliere quelli puri senza presenza di acqua,in modo da avere un composto compatto che una volta inserito dentro la retina e pressato tramite uno stantuffo, evita di fuoriuscire dalle maglie della retina stessa. Il suo scioglimento in acqua risulta essere veloce, visto che l’acqua penetra facilmente attraverso i fori della rete.

Autore Pino Capomolla



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