20Kg a zero gradi

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Senso dell’acqua, scelta dell’esca e presentazione del terminale, rappresentano gli elementi fondamentali per ottenere catture insperate quando la temperatura  fuori segna zero gradi.

Quando le temperature calano in modo repentino le carpe come ormai quasi tutti sapranno, essendo animali a sangue freddo, rallenteranno il loro metabolismo, ma ciò non vuol dire che smetteranno di mangiare. Per questo motivo e soprattutto in fiume, dove il continuo scorrere dell’elemento liquido dovuto alla corrente, permetterà all’acqua di non ghiacciare, consentendoci cosi di avere qualche chance in più di cattura rispetto alle acque ferme di un classico lago. Occorre dire che anche la vita acquatica rallenterà e di conseguenza l’alimento naturale comincerà a scarseggiare, per questo occorrerà a priori fare delle scelte ponderate e mirate ai rigori invernali.

 

Scelta dello spot

La scelta delllo spot non è stata puramente casuale. Durante il periodo estivo pescavo pasturando una quindicina di metri a monte della postazione ma avevo notato che in un punto a circa cinquanta metri a valle c’era molta attività di pesce sempre nello stesso punto. Nel mese di Dicembre quando la vegetazione è ormai assente notai un tubo sulla riva del fiume proprio nel punto dove saltavano le carpe.

Questo tubo utilizzato per la fuoriuscita delle acque golenali durante le piene, porta sabbia sulla riva formando una risalita sulla stessa e creando in questo modo un punto di deposito per le nostre esche. Il dislivello andava da una profondità di circa 4 metri risalendo a circa 1,5 metri, quindi era il posto giusto pensai per provare delle sessioni durante i mesi più duri per i carpisti  ma nei quali è possibile intercettare una big nelle ore più calde della giornata.

 

Quando cominciare la pasturazione

Una volta scelto lo spot, occorrerà improntare una pasturazione, che dovrà avvenire possibilmente con anticipo prima che il freddo vero arrivi a farci visita. Settembre ed Ottobre sono mesi dove le temperature solitamente sono più che accettabili e il metabolismo della carpa è abbastanza veloce rendendola vorace di cibo, quindi questi due mesi li sfutteremo al massimo.

Nel mese di Novembre invece cominceremo la nostra pasturazione mediante la quale faremo conoscere le nostre esche alle carpe augurandoci che le mangino anche in pieno Inverno. La pasturazione in questo mese verrà effettuata con un quantitativo esclusivamente basato su boiles e compreso tra i quattro-cinque kilogrammi da dividere su tre giorni a settimana.

L’ immisione del quantitativo di boiles avverrà nel sottoriva aiutandoci con un cucchiaione a manico corto e partiremo da un punto abbastanza a monte del nostro spot. Avanzeremo lanciando le boiles rimaste in modo da distribuirle creando un canale di esche sul fondale che proseguirà per una decina di metri a valle della postazione.

Con l’arrivo del freddo vero invece ci limiteremo a lanciare in acqua un solo kilogrammo di boiles a monte del punto dove avremo avuto partenze, quarontotto ore prima del giorno prescelto per la nostra sessione invernale. La riduzione del quantitativo di esche da lanciare in acqua è dovuto al fatto che rallentando il metabolismo a causa della temperatura, la carpa impiegherà un tempo maggiore per digerirle che viene stimato con acqua alla temperatura di sette-otto gradi di circa venti ore.

 

Quale esca scegliere

In questo periodo a causa della temperatura dell’acqua compresa tra i cinque e i sette gradi, il metabolismo della nostra carpa rallenterà notevolmente, questo significa che continuerà a mangiare ma con meno frequenza e per tanto passeranno più ore prima che possa ricominciare a cercar del cibo.

Occorrerà studiare bene la composizione del nostro mix per riuscire ad avere più possibilità di fare strike!!! visto che potremmo avere una sola possibilità di cattura. A mio avviso uno degli ingredienti che non dovrebbe assolutamente mancare è il Robin Red, che inseriremo in quantità che partono da 50 grammi a 100 grammi, in rapporto ad un kg di mix secco.

Riguardo il mix vero e proprio, ognuno ha le sue teorie, ed è giusto rispettarle tutte, io comunque sono dell’idea di creare una miscela con farine contenenti zuccheri di facile ed immediata assimilazione da completare con una piccola percentuale di estratto di fegato o se abbiamo tempo compreremo 100 grammi di fegato di suino in un supermarket che andremo successivamente a frullare insieme alle uova.

L’apporto proteico di 100 grammi di fegato di suino è di quasi 24 grammi di proteine  che andranno ad aumentare il valore nutritivo della nostra boile, rendendola allo stesso tempo anche più attrattiva. Detto questo, aggiungo soltanto un’ultima precisazione e cioè quello di inserire anche un 10% di fibre nel mix, che aiuteranno sicuramente la nostra carpa ad alimentarsi meglio poichè esse permetteranno una maggiore digeribilità delle esche, fattore molto importante e da non dimenticare assolutamente in questo periodo freddo. Buona ricerca degli ingredienti più appropriati!!!!

 

La scelta del terminale

Il rig che propongo e al quale ho dato il nome di River Rig, è frutto di vari test che ho effettuato in fiume, impiegando inneschi bilanciati, dove è il peso dell’amo ad equilibrare la boile e devo dire che ho ottenuto diverse catture, anche con presentazioni ad omino di neve o completamente affondanti in medie profondità(dai 3 ai 7 metri).

L’amo che ho scelto è un Korda Choddy n.2 con occhiello piegato di 25 gradi verso l’esterno ideale se usato con fluorocarbon o trecciati rivestiti, con punta leggermente rientrante, micro ardiglione e teflonato, un amo a gambo medio, che racchiude in se i punti a favore sia di quelli a gambo corto che di quelli a gambo lungo (per intenderci trattenuta per i primi ed autoferrata per i secondi).

E’ un amo davvero leggero e affilatissimo e il suo rivestimento in teflon gli permette anche di scorrere con più facilità nel momento della penetrazione. Il Korda Choddy  lo consiglio con inneschi pop-up o bilanciati mentre per quelli affondanti o ad omino di neve provate il Korda Wide Gape nella versione X che ha un filo più spesso e quindi una maggiore tenuta nella bocca della carpa non lacerandola.

Detto questo, per la costruzione del River Rig, cominceremo applicando una piccola spiralina per mezzo di un semplice filo di stagno(modellabile perfettamente con le mani e con l’aiuto di una piccola pinza) e la posizioneremo sul gambo a partire da sotto l’occhiello (date una goccia di colla per fissarla perfettamente), dovremo effettuare dai quattro ai cinque giri in base al gambo dell’amo impiegato.

Con l’applicazione della spiralina in piombo avremo appesantito l’amo in modo da bilanciare la boile, spostato maggiormente il baricentro dell’amo verso l’occhiello e allo stesso tempo renderemo l’allamata più stabile soprattutto nella fase di infissione, amplificando il rovesciamento dell’amo verso il basso, poichè è una questione di inerzia, più l’amo è pesante e più facilmente ruoterà per allamare nel labbro inferiore, zona più sicura. Avrei potuto utilizzare la pasta in tungsteno ma non è stabile come il filo in stagno anche scegliendone una molto appiccicosa.

Il materiale scelto invece per la realizzazione del capello è il power gum, un polimero di gomma molto elastico e resistente disponibile in diversi libbraggi e  il cui uso nel carp-fishing è limitato alla realizzazione di nodi scorrevoli e di stop sulle lenze, ma che a mio avviso può adattarsi a diversi usi per le sue caratteristiche di resistenza, antigroviglio(capello attorcigliato intorno all’amo quando lanciamo) ed effetto ammortizzante.

Una volta scelta la boile o le boiles da innescare, determineremo la distanza dalla curvatura dell’amo mantenendoci almeno a 1,5 cm dalla stessa, ne gioverà maggiormente la rotazione dello stesso nella bocca della carpa. Fatto questo, per collegarlo all’amo, l’ho inseriremo dentro un pezzettino di tubicino in gomma morbida di larghezza adeguata in base all’amo scelto e aiutandoci con un ago da innesco lo faremo scorrere sul gambo, bloccandolo in posizione perpendicolare all’ardiglione, determinando così  il punto di uscita del capello.

La parte del capello superiore arriverà quasi all’altezza dell’occhiello o poco più sopra quasi come un baffetto sul quale realizzeremo per mezzo di un accendino una piccola pallina che impedirà al capello stesso di non uscire dalla guaina e daremo una goccia di colla per fissare il tutto  saldamente al gambo.

Ho collegato l’amo completo del capello ad uno spezzone di lunghezza max di 6cm in fluorocarbon da 30libbre mediante un nodo Rapala(per conferire una grande mobilità in piena sicurezza). La parte superiore l’ho collegata con un nodo Grinner singolo ad una particolare girella con un anello più grande che permette grande mobilità utilizzando anche materiali rigidi come il fluorocarbon.

All’altra estremità della girella ho legato sempre tramite un nodo grinner singolo 20cm di quick silver gold da 45 libbre (a seconda di dove peschiamo sceglieremo di mantenere o rimuovere la guaina). All’ altra estremità del quick silver realizzeremo un nodo asola per collegare il terminale ad una clip a sgancio rapido.

E’ possibile sostituire i due nodi ad asola del fluorocarbon e quello della parte superiore del trecciato rivestito che si collega alla clip a sgancio rapido, utilizzando i manicotti in acciaio che non solo aumenteranno di circa il 30% il carico di rottura del monofilo impiegato ma permetterranno al vostro terminale di  posizionarsi perfettamente disteso e lontano dal piombo sul fondale.

Materiali occorrenti:

  • amo a gambo medio n.2 con pancia profonda, punta leggermente inclinata verso l’occhiello, apertura ampia e angolo di penetrazione minimo, possibilmente teflonato e leggero.(la mia scelta Korda Choddy n.2 per inneschi pop-up o bilanciati oppure Korda Wide Gape X n.2 per inneschi affondanti)
  • filo di stagno da 1,5mm con il quale creare la spiralina sul gambo dell’amo a partire dall’occhiello 4 giri sono sufficienti
  • power gum per il capello(sceglietene uno di diametro sottile (10 libbre o 14 libbre )
  • tubicino in silicone  o guaina in gomma morbida per ami per fissare il capello in power gum
  • spezzone di 6cm in fluorocarbon da 30 libbre
  • manicotti in acciaio misura 1,4mm 30libbre Fox, (per la versione con i nodi ad asola realizzati con i manicotti pressati con la specifica pinza Fox per crimpatura)
  • girelle fox flexi ring swivels misura 7
  • spezzone di 20cm in quick silver gold da 45libbre(a noi la scelta di rimuovere la guaina in base all’ambiente affrontato)

 



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