L’etica nel CarpFishing


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L’etica(tratto dal greco athos) carattere,comportamento, costume e’ un ramo della filosofia che studia i fondamentali aggettivi e razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico ovvero distinguerlo in buoni gusti, o moralmente letici, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati.(tratto da wikipedia).

Nel CarpFishing secondo il mio punto di vista,l’etica dovrebbe essere rispetto per la natura in primis,rispetto verso le nostre avversarie o pescato in generale e rispetto verso gli altri. Molte volte specialmente in Po, mi e’ capitato di posizionare il rod pod in postazioni che sembravano discariche, a causa di carte, bottiglie, sacchetti di plastica, lattine e altri rifiuti.

Penso che se ognuno di noi oltre alla tanta attrezzatura da pesca, portasse anche un sacco nero per l’immondizia in modo da non lasciare i propri rifiuti prodotti, evitando così non solo di danneggiare la natura, ma anche di poter  pescare e far pescare gli altri le volte successive in un ambiente pulito e non in una discarica. Molte volte a malincuore, tocca mettersi i guanti prima di posizionare le canne e raccogliere l’immondizia lasciata da gente ancora primitiva, che se ne frega della natura e degli altri.

Molte volte ho visto carpisti lanciare in acqua (tipo lancio del peso) carpe,  invece di adagiarle sull’apposito materassino, solo perche’ considerata di piccola taglia. Altre volte ho assistito a slamature effettuate con pinze da ferramenta quando il terminale entra ed esce dalla bocca della carpa, solo per il motivo di evitare il taglio del terminale che ha un costo irrisorio, mentre si vanno a spendere soldi in articoli inutili o prodotti che poggieremo sullo scaffale e che magari non useremo mai.

Detto questo un buon carpista e non un carparo, dovrebbe attrezzarsi con materassini di dimensioni adeguate e seguire le operazioni di slamatura nel corretto modo e cioe’: dopo una cattura adagiare la carpa sul materassino dopo averlo bagnato abbondantemente, togliersi anelli e orologi onde evitare di arrecare danno al pesce, a questo punto cominceremo a far fuoriuscire la carpa dal guadino iniziando dalla coda facendo attenzione a non danneggiare la pinna caudale, bagneremo abbondantemente il pesce con l’ausilio di un secchio pieno d’acqua onde evitare che il muco protettivo che ricopre il pesce si asciughi, foto veloce e rilascio in acqua dopo una corretta ossigenazione. Unica cosa da non fare assolutamente e la foto in piedi con la carpa, in quanto se ci dovesse scivolare dalle mani da quell’altezza i suoi organi vitali potrebbero danneggiarsi, causando la morte immediata.

L’ultimo punto, su cui mi voglio soffermare, e’ il rispetto verso gli altri pescatori. A tutti noi e’ capitato dopo aver preparato uno spot pasturandolo preventivamente, di trovare il posto occupato, in questi casi anche se ci irritiamo, pensando al lavoro fatto per mantenere lo spot caldo, occorre rassegnarsi e spostarsi in un altro posto, in quanto non esiste “il posto mio o posto tuo” ma tutti(o buona parte) paghiamo la licenza di pesca e quindi ci si mette nel primo posto trovato libero. Seguendo alcune piccole regole tutti e anche i neofiti del carpfishing possono considerarsi carpisti e non carpari.

Autore Donato Corrente -www.carpmagazine.it

Rispetta sempre la segnaletica!!!



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Informazioni su Donato Corrente

Il 1° Magazine del CarpFishing fondato e sviluppato da Donato Corrente, maratoneta, Istruttore di Triathlon, free angler, blogger ed articolista su Carp&Cat

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