Stagioni e Fondali in fiume

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Durante l’anno le carpe mutano le loro abitudini in base alla stagione in corso e il carpista attento che vuole continuare ad insidiarle con le proprie esche, deve per forza riflettere su alcuni importanti aspetti. Come oramai quasi tutti sanno, le carpe in Inverno tendono a limitare al minimo i loro movimenti evitando cosi di sprecare energia, il loro metabolismo è direttamente proporzionale alla temperatura dell’acqua, quindi dimunuendo quest’ultima in automatico diminuirà anche la loro vitalità e il loro desiderio di cercare cibo. Ciò non vuol dire che non si alimenteranno più, ma lo faranno con minore frequenza facendo trascorrere anche quasi 60 ore dall’ultimo cibo ingerito.

Senza tanti giri di parole dobbiamo avere chiaro dove cercare le carpe durante questo periodo di freddo intenso e per fare ciò occorre conoscere come funziona la stratificazione dell’elemento liquido. Conoscere questo aspetto ci permetterà di avere qualche possibilità in più per fare strike e non solo in Inverno ma anche nelle altre stagioni. Partendo dal termoclino, fenomeno che ho già descritto in uno dei miei articoli sull’ uso dello zig rig, diciamo subito che in Autunno l’acqua superficiale tende a raffreddarsi aumentando così la propria densità, così facendo  si verifica una situazione nella quale il rimescolamento con gli strati inferiori dell’acqua porta ad  una graduale scomparsa del termoclino estivo, infatti risulta essere la migliore stagione per numero di catture.

Con l’arrivo dell’ Inverno, la  superficie delll’acqua tende ulteriormente ad abbassarsi arrivando anche a zero gradi e provocando in questo modo un aumento della temperatura direttamente proporzionale all’aumentare della profondità dell’acqua.

Grazie a questi concetti riguardo la stratificazione dell’acqua si capisce il perchè in Inverno si cerca di pescare in fondali medio-alti, per intenderci fino a dieci metri, ma per esperienza personale di pesca in fiume posso dirvi che è possibile comunque fare catture anche in un metro d’acqua poichè ci sono altre variabili che possono compromettere il risultato e sono: la posizione geografica dello spot, la sua esposizione ai venti, la morfologia del fondale e naturalmente la natura stessa dell’ambiente acquatico(fiume, lago, canale).

In linea teorica comunque cerchiamo di scegliere zone a media profondità (fino 10 metri) magari con qualche ostacolo sommerso. Le zone migliori in questo periodo con acqua inferiore ai 10 gradi possono essere quelle dove troviamo i classici giri d’acqua, ossia settori dove le correnti si scontrano portando sul fondo tutto quello che viaggia sulla superficie.

Queste zone oltre ad essere delle vere riserve di alimento hanno di solito una buona profondità e risultano essere gradite alle carpe anche per la maggiore tranquillità che offrono unita ad una minore esposizione agli eventi atmosferici o agli sbalzi di temperatura. Le ore migliori per tentare una cattura sono quelle centrali della giornata orientativamente dalle 11 alle 15, cercando di preferire giorni in cui il cielo è terso con il sole perfettamente visibile.

In Primavera i fiumi risentono ancora gli effetti dei mesi freddi, soprattutto nei primi due mesi per via della cosidetta acqua di neve. Infatti nel mese di Marzo e Aprile, le nevi sciogliendosi dai monti, portano acqua fredda lungo il corso dei fiumi bloccando l’attivita’ delle carpe in corrente. I settori dove andremo a questo punto ad intercettarle saranno in corrispondenza delle lanche o nelle insenature, dove l’acqua e’ ferma e ben soleggiata e quindi non raggiungibile dalle acque di neve.

Verso la fine di Aprile quando l’acqua si stabbilizza sui 10-12°, le carpe iniziano ad essere in piena attivita’ lasciando le buche per risalire verso i bassi fondali. In questo caso  andremo a cercarerle posizionando i nostri inneschi appena prima degli scalini. Altre zone interessanti in questo periodo sono le cosiddette zone di erosione dove la corrente va ad impattare contro le sponde ripide scavandole, facendo uscire cibo che si andra’ a depositare poco piu’ a valle, nei pressi di buche e davanti ad ostacoli sommersi.

Un altro punto di sicuro interesse sono le sassaie,dove il cibo proveniente da monte va ad infilarsi nelle insenature dei sassi,creando cosi’ una zona di alimentazione. Ostacoli sommersi,vegetazione acquatica che inizia a crescere, prossimita’ degli affluenti,pannelli artificiali e punte sono tutti spot da tenere in considerazione in questo periodo.

Verso il mese di Maggio-Giugno quando l’acqua raggiunge i 18-20°, le carpe iniziano la frega(la cosiddetta’ stagione dell’amore)in questo frangente esse iniziano a depositare le uova e tenderanno ad essere apatiche. Ovvio che oltre al periodo di chiusura imposto dalle autorita’, la nostra etica di carpista e non da carparo ci porta ad appendere le canne al chiodo; penso che anche voi quando siete in momenti  intimi, non vi piacerebbe essere disturbati.

Finito questo periodo che dura circa 30-45 giorni, arriviamo in estate dove le temperature iniziano a salire di giorno in giorno. Ripresa una buona condizione fisica, le carpe tenderanno a spostarsi verso settori piu’ profondi ed in quelle fasce di acqua di maggiore ossigenazione. Ottimi spot estivi sono anche le ampie curve, punti dove la corrente e’ maggiore e l’acqua e’ piu’ mossa sempre per una questione di ossigenazione, confluenza del fiume con altri corsi d’acqua dove essa viene rimescolata in continuazione e zone ombreggiate.

Nelle classiche buche anche se sono ottimi spot invernali, la corrente e’ piu’ lenta quindi il livello di ossigeno e’ minore quindi sicuramente la maggior parte delle volte le carpe in Estate tenderanno ad allontanarsi da queste zone.

Autore Donato Corrente



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