Nuove sfide vincenti

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Lo scorso autunno durante la solita passeggiatina lungo il Po a San Nazzaro, seguo una discussione di alcuni carpisti del posto, i quali dicevano che in un canale di discrete dimensioni che sfocia in Po era molto difficile prendere carpe perche’ diffidenti. Mi avvicino e chiedo ad uno di loro che approccio usava nella scelta dello spot, il tipo di sessioni che faceva e se pasturava preventivamente. Il ragazzo mi rispose deciso: “dove ti metti e ti metti fai sempre cappotto”.

Sapendo che nel canale c’e’ poca pressione di pesca esclusi in primis che la diffidenza come sosteneva il ragazzo era dovuta a questo. Poichè le mie sessioni si svolgono sempre in Po mi balenava sempre di piu’ l’idea di cominciare una nuova sfida e quindi andai in perlustrazione.

Passai tutto il mese di Novembre e Dicembre ad analizzare un tratto di sponda di circa 5 km, effettuando anche del plumbing. Finalmente trovai due zone che attirarono la mia attenzione, la prima appena dopo una curva e la seconda in un punto dove erano presenti ostacoli e vegetazione della sponda sommersa in acqua. Decisi che questa era la zona ideale.

Nel mese di Marzo, cominciai a  preparare un quantitativo di boiles per effettuare una pasturazione che sarebbe durata due mesi fino all’arrivo della frega e la scelta del mix ricadde su un birdfish self made che l’anno prima mi aveva dato tante soddisfazioni in pescate giornaliere. Il mix è composta da :500gr di bisko‘,50gr di robin red,200gr soia tostata,100gr arringa,50gr fish predigisted,50gr caseina, dose minima di aroma monster crab e o.e black pepper. Pasturai a giorni alterni 200 m di sponda la prima settimana, restringendomi verso lo spot le settimane successive con boiles di diametro 20-24mm e qualche boccia del trenta.

Il terminale che utilizzai era composto da un trecciato da 35lb con amo del  n°2 Fox 2xs(adatto in zone con alberi sommersi) nodo senza nodo a presentazione singola o ad  omino di neve con  mouthsnagger dragonfly una imitazione in plastica di una larva, che sostituisce efficaciamente il line-aligner costruita con una classica guaina termoretraibile.

Durante la sessione pasturai con stick composti da boiles tritate,canapa franta, pellet da 4mm,una scatoletta di tonno in olio d’oliva e per finire un pò di paprika forte che tanto piace alle nostre amiche carpe. In cinque sessioni giornaliere da nove ore ciascuna portai a guadino 17 carpe, tra cui una comune da 16kg, una da 15,5kg e una specchi da 13 kg, le altre tutte di taglia media.

Verso la meta’ di Aprile una settimana imprevista di caldo porta le carpe ad andare in frega e quindi decido di bloccare la pasturazione. Con questo concludo potendo affermare che dietro ad ogni cattura ci deve essere in primis lo studio del fondale, scelta e presentazione  del terminale ed in ultimo scelta dell’esca. Se si lancia a casaccio senza sapere come e dove il risultato non puo’ essere dei migliori.

Autore Pino Capomolla

 

 

 

 



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